Authentico: ora si può scoprire il falso made in Italy

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Abbiamo visto diversi servizi televisivi, tramite trasmissioni come Report, come fuori dall’Italia il fenomeno del falso Made in Italy raggiungeproporzioni gigantesche. I consumatori stranieri ma ormai anche gli italiani si pongono il problema dell’autenticità o meno del prodotto che stanno per acquistare. I dati sono veramente giganteschi, infatti si stima che ogni anno 1,2 miliardi di persone acquistino prodotti ‘italiani’, ma poi si scopre che due terzi sono fake. 

Nei mercati extra UE non esistono delle norme a tutela dei marchi tipici dei prodotti eno-gastronomici dei paesi esteri. Ad esempio, in USA non c’è differenza tra olio di oliva ed olio extravergine. Una forte polverizzazione del tessuto imprenditoriale italiano del comparto agroalimentare, composto per oltre il 95% da PMI, un limitato orientamento all’export e una logistica poco sviluppata che disporre di poche piattaforme distributive all’estero, sono elementi che rappresentano un freno al valore potenziale dell’export enogastronomico che nel 2016 ha raggiunto i 38 miliardi di euro.

Una risposta a tale problema è stata data da Authentico, Giuseppe Coletti, amministratore delegato di Authentico. “Il consumatore, ovunque nel mondo, scaricando la nostra app puó scansionare il codice a barre di un prodotto preso da uno scaffale e verificare se é genuinamente Made in Italy o se si tratta di italian sounding”.

“Authentico prova a dare una risposta a questo problema. Da un lato aiutiamo il consumatore a spendere bene i propri soldi. Dall’altro sosteniamo le imprese italiane, spesso Pmi, che non riescono a difendersi sui mercati internazionali dove le normative non sono chiare o possono essere aggirate. E facciamo tutto questo senza creare oneri aggiuntivi alle imprese” – spiega Coletti -. “Niente QrCode o chip nfc, solamente il codice a barre già presente su tutti i prodotti commercializzati al mondo”.

Authentico funziona in modo piuttosto semplice, infatti si scansiona il prodotto che si vuole acquistare e l’app ti restituirà subito l’analisi del prodotto. Nel caso di prodotti imitati ti verrà chiesto se vuoi fare una segnalazione. La massima semplicità e immediatezza della controllo ti consentiranno di avere subito la risposta che stai cercando.

Authentico non si ferma a questo, infatti quando un consumatore trova sullo scaffale una fake puó inviare un alert al sistema che avverte l’impresa scopiazzata o il settore merceologico di riferimento. “In questo modo sappiamo quali sono le minacce in circolazione e le imprese possono intervenire, anche solo per rispondere ad una esigenza del consumatore che magari voleva del formaggio italiano ma non lo ha trovato nel suo supermercato ed é finito per comprare finto Made in Italy”.

Il modello di Business di Authentico ci viene spiegato dall’AD: “Noi percepiamo una piccola fee da parte delle aziende agroalimentari che vogliono entrare nel nostro network e ricevere i nostri servizi. In questo modo possono avere informazioni sui consumatori e creare un legame con loro. Ma possono ottenere anche insight dal mercato, individuando i concorrenti o le aree in cui ci sono potenziali acquirenti”.

Authentico è un sistema innovativo di supporto al contrasto del fenomeno dell’imitazione di prodotti agro-alimentari italiani all’estero (in Italia il fenomeno è noto come “Italian Sounding”).

L’Osservatorio Italian sounding promosso da Authentico si propone di monitorare e analizzare il mercato dei prodotti alimentari e delle bevande non originali. Quei prodotti che hanno riferimenti nel nome all’Italia, alla sua cucina o al suo territorio inducendo in inganno gli acquirenti.

Ogni sei mesi l’Osservatorio Italian Sounding realizza un Report sul fenomeno dell’Italian sounding e una classifica dei prodotti alimentari italiani più imitati. Ma anche l’analisi dei principali trend sulla cucina italiana nel mondo, la ristorazione, il consumo e la ricettazione domestica.

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Luigi Cristiani

Luigi Cristiani

Laureato in Economia, ha poi conseguito un MBA presso lo Stoà. Lavora in Enel Green Power dove si occupa di pianificazione e controllo . Dal 2010 scrive su diversi blog di economia e finanza (Il Denaro, La prima pietra, HUB Magazine), inoltre collabora con il “Controllo di gestione” (rivista IPSOA). Cura la rubrica FOOD ECONOMY, cercando di spiegare grazie alla “forza dei numeri” fenomeni e tendenze dell’industria che ruota attorno al cibo.

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