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Valentina Scarnecchia

 Valentina Scarnecchia, è chef e volto del canale tematico Alice, dove col programma Il piatto forte, gira l’Italia alla scoperta delle tradizioni culinarie. Cuoca e food blogger, ha già partecipato a programmi televisivi popolari (di intrattenimento) come “La terra dei cuochi” o “Cuochi e fiamme”.

Un po’ romana, dove vive il padre l’ex giocatore della Roma Roberto Scarnecchia ora ristoratore di successo, un po’ milanese, esuberante vive a Genova, dove c’è la mamma Parvin Tadjk moglie di Beppe Grillo, con cui è cresciuta sin da bambina.

Ciao Valentina, come nasce la tua passione per il food?

In realtà non lo so datare, è un amore innato, fa parte del mio DNA. Sia per la cucina che per il buon cibo, sono sempre stata una mangiona grazie anche a mia madre ed i miei nonni. Poi ho aperto un blog nel 2009 “ShOcKiNgcOoKiNg”, in realtà era un blog per tenere impresse le ricette frequentato dalle mie amiche e da mia mamma, una cosa iniziata quasi per gioco. All’epoca io facevo la maestra a scuola, avevo infatti aperto dopo la laurea una centro per bambini che avevano difficolta nell’inserimento a scuola.

Nel 2012 una mia amicha che faceva un programma per Lottomatica TV, mi chiese se avevo voglia di fare una rubrica sulla cucina una volta a settimana, da lì Antonella Clerici mi chiamo per far parte del programma La terra dei cuochi,  è stato in onda in prima serata su Rai 1 con lo chef Davide Scabin.


Nonna romagnola esperta di tagliatelle, un nonno iraniano esperto di kebab, cosa ti hanno lasciato?

Mia nonna mi ha insegnato a fare la pasta fresca, i passatelli, il brodo, il ragù. Mio nonno mi ha insegnato i piatti della cucina persiana, che ancora oggi mangiamo la domenica a pranzo. Molti pensano che questa cucina sia particolarmente speziata, invece devo dire che si basa sulle materie prime mediterranee come pomodori, carote, inoltre si usa pollo, manzo, il maiale logicamente è escluso. Inoltre nei loro piatti si utilizza molto la frutta, soprattutto quella secca come il pistacchio o le prugne secce. Per me risulta quasi più facile cucinare persiano che romagnolo in quanto sono preparazioni più veloci, ormai tutti non hanno voglia di perdere un po’ di tempo nel fare il brodo o la pasta fresca, la gente è talmente pigra che preferisce comprare il dado per il brodo….che io personalmente aborro!!! Credo che prima o poi qualche multinazionale possa anche querelarmi, perché io sono una senza filtri e quindi quando vedo delle pubblicità che dicono “buono come quello di casa” non riesco a mantenere un certo aplomb. Soprattutto non concepisco chi dice “lavoro tutto il giorno e non riesco a cucinare”, in realtà per alcune preparazioni ci vuole il tempo di una doccia ma ormai nessuno vuole più cucinare e si comprano cibi già pronti.

Sei sempre stata così avversa a questo tipo di approccio?

No, a dire il vero prima non ero cosi “rompiballe”, il cambiamento mi è nato un po’ per colpa della televisione perchè le pubblicità dei prodotti cotti o semipreparati credo che non siano minimamente assimilabili a quelli freschi ma anche per il fatto che in Tv si vedono solo piatti estremamente difficili da replicare a casa da parte della comune casalinga. Io adoro l’alta cucina e mi capita anche di frequentare ristoranti stellati però questi programmi non insegnano nulla, non credo che nessuno a casa si metta a sferificare il limone o cose del genere. Inoltre di questo ne parlammo anche con Rubio ed altri esperti durante una conferenza a Parma, e  ritengo inoltre che l’alta cucina non venga spiegata, mentre credo che debba essere spiegata perchè dietro un piatto non c’è una semplice ricetta ma una filosofia ed anche preparazioni molto complesse che hanno bisogno di essere raccontate. Di solito  quando vado in un ristorante stellato e provo il loro menù degustazione dei tanti piatti che mi portano riesco a capirne giusto un paio.

Lo stesso vale per alcuni programmi televisivi durante i quali lo spettatore vede dei piatti, anche molto belli, ma di cui non ha la più pallida idea di come si sia pervenuti a quel risultato.

Allora quali sono i programmi televisivi di cucina che ti piacciono?

Adoro quei programmi un po’ alla portata di tutti, dove vengono valorizzate per esempio le trattorie di una volta. Mi piacciono i programmi di Rubio come per esempio “Unti e bisunti” che reputo uno dei programmi di cucina più riusciti in assoluto insieme ovviamente al mio “Piatto Forte” (ndr se la ride) e “cuochi e Fiamme”. Adoro come lavora Simone Ruggiati perché ha la capacità di spiegare semplicemente dei piatti, poi vedere i suoi fuori onda e la sua velocità nel preparare la linea e spiegare chiaramente il piatto lo rende unico.

Tuo padre Roberto Scarnecchia si è dato anche lui alla cucina, come lo vedi?

Lui fa lo chef vestito da chef e devo dire che ha aperto un bellissimo ristorante vicino Fontana di Trevi a Roma, la sua è una cucina piuttosto lontana dalla mia perché la sua è piuttosto ricercata. A me fa ridere perché lo conosco in una veste molto diversa.

Beppe Grillo invece come se la cava in cucina?

Sono certa che non sappia preparare neanche un uovo all’occhio di bue, si lamenta sempre del fatto che i miei piatti siano molto pesanti. Ha avuto la capacità di dimagrire moltissimo ed oggi riesce a tenersi in forma facendo molto sport.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Faccio diversissime cose come anche la sponsorizzazione di alcuni prodotti come per esempio Eccellenze Nolane  una cooperativa agricola che ha scommesso sul Pomodoro San Marzano Dop facendolo crescere proprio dove un tempo lo coltivavano i propri nonni. Gli sponsor li scelgo in base a ciò che mi piace, due anni fa mi avevano attaccato perchè ero stata il volto della Haribo, ma ho spiegato che sono  una “drogata” di caramelle gommose eper me è stata una scelta piuttosto naturale.

Non ho un’idea precisa di quello che farò, ma ho in mente di portare fuori il “Piatto Forte” cioè andare a provare i piatti della tradizione stranieri ma ci vuole una grande produzione, spero di riuscirci. Inoltre vorrei finire il Piatto forte con le regioni che ancora mancano.