Truth è un’idea di due giovani chef che con un solo menu cercano di che inglobare, in ogni piccolo dettaglio, tutta l’autenticità di un progetto giovane, ambizioso e sicuramente unico nel suo genere. Attenzione alle materie prime e rispetto della qualità, il tutto espresso in assaggi che diventano frammenti di gusto, per proporre alla piazza gastronomica aversana una cucina per tutti ma non da tutti, un Tapas Restaurant dove con il termine “Tapas” si fa riferimento alla dinamicità di un menu a piccole dosi ma ricercato, garantendo allo stesso modo ai palati più esigenti e a quelli da “educare” tutta la verità su ciò che vuole essere raccontato.

Emanuele Mosca da due anni Executive Chef del ristorante “Ohimà Brasserie” di Positano e Chef Patron del ristorante “ Truth Restaurant “ di Aversa con il suo socio Chef Fabio La montagna.

Fabio dopo diverse esperienze in Italia ed all’estero corona il sogno di un risotrante tutto suo Truth, ed insieme ad Emanuele è stato esponenti al The Best Chef Awards di Barcellona 2019. 

 Abbiamo intervistato Emanuele che ci racconta qualcosa in più!!!

 

Ciao Emanuele, come ti sei avvicinato alla cucina?

È una passione che coltivo da sempre. nasce dall’amore per la materia prima che mi è stata trasmessa fin da piccolo e la voglia di creare combinazioni di gusto.

 

Sei stato Executive chef presso Ohimà Brasserie e sous chef presso Imperial Hotel Tramontano, ci racconti qualcosa?

Entrambe sono state due esperienze molto belle e formative. Ohimà Brasserie è un progetto che ancora oggi seguo e che mi sta dando tante soddisfazioni. 

 

Ha avuto anche delle esperienze all’estero, cosa ti hanno lasciato?

Mi hanno lasciato tanto, sono state più che altro esperienze di vita che ti aprono la mente e ti fanno scoprire nuove culture. 

Insieme a Fabio La Montagna hai aperto Truth, come nasce questo progetto?

Nasce da un’idea di due ragazzi che hanno voglia di realizzare qualcosa di innovativo e concettuale.

 

Due chef, un solo menu, come siete organizzati?

Il segreto di tutto è la compatibilità mentale. È una fusione delle nostre esperienze e dei nostri concetti. Buttiamo giù delle idee e le combiniamo per ottenere il risultato migliore.

Nel menù troviamo contaminazioni asiatiche, giapponesi e spagnole, qual è la vostra filosofia di cucina?

La nostra filosofia guarda ad un concept di cucina molto ampio. Si allontana dal legame territoriale e punta sulla ricerca e la lavorazione di eccellenze da tutto il mondo. 

Ora avete presentato il nuovo menù, ci racconti qualche “primizia”?

Tra i piatti che stanno piacendo molto abbiamo la Tartare di manzo con colatura di alici, foglia d’ostrica e caviale di lumaca, lo spaghettino all’emulsione di riccio e lime, gambero rosso e crema di bufala. 

 

Dici:” la buona cucina può essere alla portata di tutti”, voi in che modo lo fate?

Lo facciamo offrendo prodotti di qualità in piccole dosi, sotto forma di tapas, in modo da riuscire ad avere dei prezzi contenuti, accessibili a tutti. E soprattutto in un ambiente molto moderno, poco formale ma elegante al tempo stesso. 

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

E se ve lo dico rischio che poi non si avvera! 

Luigi Cristiani

Laureato in Economia, ha poi conseguito un MBA presso lo Stoà. Lavora in Enel Green Power dove si occupa di pianificazione e controllo . Dal 2010 scrive su diversi blog di economia e finanza (Il Denaro,...

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