Sogniamo un mondo senza sprechi alimentari, e ogni giorno lavoriamo per far sì che il nostro sogno diventi realtà. L’app Too Good To Go è il modo più semplice per diventare protagonisti della lotta antispreco – scaricatela, registrativi gratuitamente e iniziate a salvare il cibo rimasto invenduto (ma ancora buonissimo!) nei vostri negozi preferiti. A un prezzo fantastico potrete mangiare e, allo stesso tempo, fare del bene al nostro pianeta. 

Abbiamo intervistato EUGENIO SAPORA, COUNTRY MANAGER ITALIA DI TOO GOOD TO GO

Come nasce l’idea e come l’avete sviluppata?

L’idea è nata nel 2015 da un gruppo di studenti danesi convinti della necessità di trovare una soluzione per contrastare lo spreco alimentare attraverso un modello semplice, flessibile ed efficace: così è nata Too Good To Go, l’applicazione scaricabile su smartphone che in pochi semplici click permette di salvaguardare l’ambiente contrastando gli sprechi di cibo.

Oggi cosa è Too Good To Go?

Too Good To Go è un’app che mette in connessione gli esercenti commerciali e gli utenti per far sì che l’invenduto della giornata non venga sprecato, ma anzi gli sia attribuito nuovo valore. Il funzionamento è molto intuitivo: da un lato il negoziante, per ridurre lo spreco e ottenere un piccolo ricavo dalla produzione che altrimenti andrebbe gettata, prepara le Magic Box, delle scatole a sorpresa contenenti i prodotti invenduti, che gli utenti acquistano salvando cibo “troppo buono per essere buttato” a un terzo del prezzo originale.

Quali sono i vostri numeri e le nazioni dove siete attivi?

Ad oggi siamo presenti in 14 Paesi europei e da qualche mese anche nel mercato statunitense (attualmente a New York e Boston, ma nelle prossime settimane arriveremo ufficialmente a Philadelphia e Washington D.C). Globalmente abbiamo oltre 30 milioni di utenti registrati, più di 47mila negozi aderenti e venduto circa 50 milioni di Magic Box, che ci hanno permesso di evitare l’emissione di oltre 100 milioni di kg di CO2.*

In Italia siamo attivi da marzo 2019 e abbiamo riscontrato davvero un grande successo, avendo al momento a quasi due milioni e mezzo di utenti che hanno salvato oltre un milione e mezzo di Magic Box grazie ai 9.000 negozi aderenti all’iniziativa. 

*Ogni Magic Box salvata equivale convenzionalmente a 2.5 kg di CO2 non emesse nell’ambiente.

 Lo lotta allo spreco è da anni sulla bocca di tutti, si iniziano a vedere dei risultati?

In realtà, appena arrivati in Italia abbiamo riscontrato un iniziale scetticismo generale, sia da parte dei negozianti che degli utenti, probabilmente perché la tematica dello spreco alimentare non era ancora in realtà così sentita, come lo può essere ad esempio la necessità di utilizzare meno plastica. Sicuramente oggi questo tema è sempre più centrale, quindi c’è una maggiore consapevolezza e sensibilità. L’Italia, ad esempio, insieme alla Francia, è uno dei due Paesi dell’Unione che ha una vera e propria legge che cerca di combattere gli sprechi, non solo alimentari: la legge Gadda 166/16. Quello che è certo è che da parte di tutti si va sempre di più verso modelli virtuosi, ormai è diventato molto difficile per istituzioni, aziende e per gli stessi cittadini ignorare il problema e non ragionare in termini di sostenibilità.

Un normale cittadino cosa può o dovrebbe fare?

Ci sono diversi modi, noi come Too Good To Go cerchiamo di veicolare consigli e buone pratiche per essere virtuosi anche tra le mura domestiche. Preparare una lista della spesa ben dettagliata, magari anche in base a un’organizzazione dei pasti della settimana, è sicuramente il primo passo per degli acquisti più consapevoli; ma anche organizzare al meglio la dispensa secondo la scadenza dei prodotti e disporre gli alimenti ottimizzando gli spazi in frigorifero, evitando di incastrarli uno sopra l’altro, sono ottimi metodi per evitare che i nostri prodotti vadano a male e quindi siano sprecati.

Oggi lo spreco alimentare domestico è pari al 53% dello spreco alimentare totale, per questo è importante iniziare anche con piccoli accorgimenti, perché ognuno di noi, nel proprio piccolo, può davvero fare la differenza.

Le aziende come possono invece collaborare con voi?

Proprio recentemente, in occasione della Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare (5 febbraio), abbiamo lanciato il nostro “Patto contro lo Spreco Alimentare”, un’alleanza con grandi player nel settore dell’agroalimentare che prevede iniziative concrete per abbattere gli sprechi alimentari nei prossimi 3 anni. Questo è un accordo a cui tutte le aziende del comparto alimentare possono partecipare, purché siano disposte a contrastare lo spreco con una o più azioni chiave basate su cinque punti fondamentali:

  • Etichetta Consapevole, che consiste nell’uso di un’ulteriore specifica che consente una migliore interpretazione al significato di TMC (termine minimo di conservazione indicato con la frase “da consumarsi preferibilmente entro”);
  • Azienda Consapevole e Consumatore Consapevole, per comunicare il proprio impegno e sensibilizzare contro gli sprechi sia i propri dipendenti che i consumatori finali;
  • Supermercato contro lo spreco, rivolto alle catene di supermercati che vogliono attuare attività di monitoraggio negli store e iniziative ad hoc dedicate ai prodotti che hanno superato il TMC;
  • Fabbrica contro lo spreco, al fine di monitorare la propria catena di produzione e limitare gli sprechi.

 In questo periodo di crisi c’è stata più attenzione allo spreco o no?

Certamente, da un’indagine dell’Osservatorio Waste Watcher è emerso infatti che lo spreco alimentare è diminuito dell’11% circa rispetto all’anno passato, per un totale che sfiora i 10 miliardi di euro, se consideriamo sia lo spreco domestico nazionale (che vale oltre 6 miliardi di euro) e quello della filiera produttiva e di distribuzione. Quindi sicuramente la situazione attuale ha fatto emergere una nuova consapevolezza e sensibilità, ma la strada è ancora molto lunga.

 Perché l’idea di una Magic Box e non la possibilità di poter comporre in base all’invenduto la propria?

Come accennato sopra il nostro vuole essere un modello davvero anti-spreco, e quindi dare la possibilità al commerciante di inserire i prodotti che realmente sono rimasti a fine giornata, senza doversi curare delle preferenze del cliente, che comunque è consapevolizzato, sa che andrà a ritirare un sacchetto di invenduti a sorpresa e quindi è complice e attento alla problematica.

Prossime iniziative in corso?

Sicuramente ci saranno tante altre campagne di sensibilizzazione, proprio per rendere lo spreco alimentare sempre più centrale. Ma non mancheranno anche iniziative locali, per accrescere la nostra presenza sul territorio italiano e creare un’efficiente rete anti spreco, così da raggiungere il nostro obiettivo di un’Italia a zero sprechi.