Ben trovati! Vi porto con me in un viaggio sul nostro adorato e ricco territorio campano. Qualche giorno fa, in una splendente giornata di sole, sono stata da Maria Paola Sorrentino, dell’Azienda Sorrentino Wine. Si trovano nel comune di Boscotrecase (NA), antica riserva di Re Carlo d’Angiò. Dove il Re dell’epoca veniva a passare le sue vacanze estive. Siamo sul Vesuvio, ad un’altezza di 250 metri s.l.m.

La loro azienda conta 40 ettari vitati, nati da un progetto che proviene dalla passione del padre nel 1988 con l’acquisto ogni anno di differenti appezzamenti di terra, perché il Vesuvio è bello, affascinante, ma molto frammentato. I vitigni, millenari hanno più di 2000 anni.

Piedirosso, in primis, Caprettone, di recente riscoperta, ufficializzato dal consorzio della Regione da poco, poi l’Aglianico, la Falanghina del Vesuvio. Tutti mono-vitigni indigeni della loro area, che insieme concorrono alla produzione del Lacryma Christi e al Vesuvio nelle varie denominazioni, quindi Piedirosso, Caprettone, Falanghina e Aglianico.

Hanno anche la possibilità di ospitare appassionati e avventori, con 50 posti letto per dormire poiché hanno rilevato un complesso alberghiero dove hanno creato camere per l’accoglienza e nel vecchio ristorante ci trasferiscono L’azienda.

La storia vitivinicola Sorrentino va ancora più indietro nel tempo, al 1800, con l’esperienza degli avi della famiglia, per continuare con la nonna Benigna, che lascia al figlio Paolo e alla moglie un ettaro vitato “oltre alla grande passione per la vigna”. Azienda Agricola oggi guidata dalla terza generazione, formata da Giuseppe, Maria Paola, e Benigna (detta Benni).

La produzione vitivinicola è influenzata dalla vicinanza del Vesuvio e del suolo vulcanico in cui è immersa. Suolo ricco di minerali, pietre pomici, sabbia e lapilli, fertilissimo, con grande porosità e drenaggio. A questa caratteristica si aggiunge il clima mite d’inverno e caldo d’estate, con l’influenza del mare e importante ventosità: «siamo in un’area molto ventilata, questo venticello è costante, lo si avverte tutto l’anno».

Il Lacryma Christi è declinato in quattro versioni: Bianco Doc (Caprettone 90% Falanghina 10%), Rosso Doc e Rosato Doc (Piedirosso 90% Aglianico 10%), Bianco Spumante Doc (Caprettone 90% Falanghina 10%). A queste etichette si aggiungono quelle da monovitigno: il Mariù è 100% Caprettone, il 7 Moggi è 100% Piedirosso, il Verso è 100% Falanghina mentre il Joe è 100% Aglianico. A chiusura della produzione la linea classica, Bollicine e Crú Prodivi.

Oltre alla produzione di vino e di olio, come l’extra vergine d’oliva Donna Angela, loro puntano molto sull’ospitalità e l’enoturismo. La prospettiva paesaggistica è la seguente: le falde del Vesuvio. Là dove il vulcano che dorme osserva placido il Golfo di Napoli. Capri non lontana, con la penisola sorrentina proprio sotto, da affaccio da balconata vitata, la Pompei che fu, visibile con gli occhi della storia.

La degustazione brillante guidata da Maria Paola agevola la comprensione di vini accomunati da competenza e passione.

Ho avuto il piacere di degustare la loro linea Bollicine, che nasce da una sperimentazione aziendale, unico e primo spumante Lacryma Christi del Vesuvio tutto lavorato sul Vesuvio.

La degustazione del Doré Versacrum Lacryma Christi del Vesuvio Spumante Bianco Brut Doc Metodo Martinotti.

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È l’unione tra il Caprettone al 90% e 10% Falanghina. Fa rifermentazione in autoclave per otto mesi. Ha un grado alcolico di 12,5% vol. Nasce da terreno vulcanico sabbioso. Con sistema di allevamento a pergola e Guyot, a 200/400 metri s.l.m. La vendemmia è manuale a inizio settembre. Vinificato in acciaio con rifermentazione in autoclave ( metodo Charmat lungo 8 mesi Brut) .

Ho degustato nel mio bicchiere l’annata 2018, che, alla vista, appare di un giallo dorato e Brillante. Una spuma di buona presa. Bollicine fini e persistenti, ma gentili. Al naso, si percepisce carico di note di amarena, pesca bianca, ribes, lamponi, mirtilli, mandorla. Note floreali di geranio, violetta e macchia mediterranea. Al gusto, risulta fragrante, lieve, garbato, soave, sapido, minerale ,di grande bevibilitá. Con un’acidità ben bilanciata. Una beva equilibrata, cristallina e scorrevole. Un retrogusto gradevole. Lo si suggerisce in abbinamento con: pane abbrustolito e olio evo, risotto alla zucca. Questo è la loro Bollicina di punta.

Il vino successivo è della linea Classica: Caprettone “Benita ’31” Biologico Doc.

Da uva Caprettone (conosciuta come Coda di Volpe) in purezza, su terreno vulcanico sabbioso. Da un tipo di allevamento a Guyot, a 250 metri vendemmia manuale a metà Settembre. Svolge Vinificazione in acciaio e vetro. Ha un grado alcolico di 12,5% vol.  Alla vista, è di un colore giallo paglierino brillante. Al naso, si espandono note di agrumi, a seguire, buone evoluzioni di pesca bianca, mela, pera, mandorla, macchia mediterranea, note floreali di camomilla, lievi note mentolate e sulfuree. Al gusto, esplode un sorso citrino, sapido, minerale, pulito, delicato ed elegante. Ha una buona freschezza, con un finale piacevolmente acidulo. Lo si consiglia con: la carne bianca, baccalà fritto, salame e capocollo locale, formaggi con confettura di arance locali, noci, bruschetta al pomodoro del Vesuvio.

Il nome di questo vino fortemente voluto dalla nipote è appunto dedicato a nonna Benigna, che ringraziamo per aver tramandato questi vigneti e passione.

Proseguiamo il percorso gustativo con la linea Cru Providi. Rappresenta la filosofia aziendale in modo esaustivo grazie al progetto di specializzazione viticola raggiunto. Esalta le potenzialità viticole ed enologiche delle varietà vesuviane. I vini sono ottenuti dall’attenta selezione delle uve di specifici vigneti in cui si hanno basse rese per puntare sulla qualità.

Vi racconto del bicchiere di : “Vigna Lapillo” Vesuvio Lacryma Christi Bianco Superiore DOC Biologico.

Ho degustato l’annata 2017. Da uve Caprettone 80% e Falanghina 20% da terreno vulcanico sabbioso, con allevamento doppio Guyot a 500 metri s.l.m. Vendemmia manuale a fine Settembre. Vinificazione in acciaio ed affinamento due lies per 8 mesi. Ha un grado alcolico del 13% vol. Mi ha colpito molto il packaging della bottiglia, perché osservando bene l’etichetta, si recepisce il messaggio che rappresenta la loro famiglia e il lavoro che svolgono. Alla vista, è di un colore giallo paglierino luminoso tendente al verdolino. All’olfatto, si sviluppa un bouquet di albicocche, susina gialla, mandorla fresca, camomilla, ginestra, e gelsomino. E note tipiche di erbe aromatiche. Al sorso, si sente sapido, minerale, morbido, fruttato e ben equilibrato. Al palato è fresco, succoso, scattante. Finale dissetante e da godere. Lo si consiglia con un piatto di pasta e patate e coi latticini.

Non ci si ferma, ma si prosegue con un’altra bottiglia: “Vigna Lapillo” Lacryma Christi del Vesuvio Rosso DOC 2016.

Formato da un assemblaggio di uve Piedirosso 80% e 10% Aglianico. Matura prima in acciaio e poi affina in Tonneaux. Ha un grado alcolico di 13,5% vol. Allo sguardo, è di colore rosso rubino lucido. All’olfatto, ha un fattore sensoriale importante, si sprigionano profumi di frutta fresca, di sottobosco. Naso arricchito da note speziate, mentolate, balsamiche, terrose, di liquore e terziarie di tabacco. Al gusto, ha un ingresso con sorso vivo tagliente, elegante,fine, accattivante, sapido. Con una vena docile. Il finale rievoca profondità e seduzione. Lo si consiglia con piatto di vermicelli al pomodoro e taglieri di salumi.

Ci si avvicina pian piano verso la fine con il seguente vino: “Frupa” Piedirosso Pompeiano IGT del 2013.

Un Piedirosso in purezza, che fa maturazione in acciaio ed affinato in Tonneaux. Ha un grado alcolico di 13,5% vol. Alla vista, osserviamo un’elegante veste cromatica evidenziata da un rosso rubino carico. All’olfatto, intriganti profumi che dispiega le sue essenze di pregio: di amarena, prugna, e more,in primis, poi note mentolate e balsamiche e note floreali. Note speziate di curry, zenzero, noce moscata, e chiodi di garofano. Al sorso, entra con un sorso fresco, agile, verace, snello, e croccante. Ha una trama tannica gentile che va ad accarezzare le gengive. Al sapore, rimanda un gusto equilibrato e godurioso. Chiude con una nota gradevolmente amarognola. Lo si suggerisce con zuppe di legumi, ma anche salumi.

Adesso stiamo veramente per chiudere con una grande bottiglia, vi presento: “Don Paolo” Vesuvio Aglianico Superiore IGT.

Ho Degustato la 2014, ma mi suggeriscono che esistono pochissime Bottiglie limitate dell’anno 2010 che sono spettacolari. Qui troviamo dell’Aglianico in purezza, maturato in acciaio e legno. Fa affinamento in Tonneaux e tini. Ha un grado alcolico di 14% vol. Alla vista, attrae il suo colore rosso rubino granato. Al naso, lo spettro aromatico ci indica subito che siamo di fronte ad un quadro di alta gradevolezza. Variegati ed eterei profumi si diffondono a volontà verso le narici per accentuarne la supremazia. Buona frutta fresca, note di sotto bosco aprono a note floreali, speziate e terziarie. Al gusto, è complesso, dona note materiche e strutturate. Tannini raffinati. Sorso caldo, profondo, seducente. Lunga sorbevolezza. Un retrogusto persistente. Lo si consiglia con le carni arrosto e i formaggi stagionati.

Ringrazio infinitamente Maria Paola per avermi accolto nel suo mondo e nella sua casa con passione, trasporto e allegria. È stato un piacere iniziare a scoprire un po’ il suo territorio. Vi invito davvero ad andare a trovarli perché vivrete un’esperienza unica e che vi arricchirà molto. Organizzano molte attività a cui poter aderire.

Azienda Agricola Sorrentino
Via Rio, 26 – Boscotrecase (NA) 
info@sorrentinovini.com
www.sorrentinovini.com