Sonia classe 1981, nasce  in un piccolo paese in montagna, nell’alto Piemonte. La sua vita cambia con la nascita del suo blog, con la vittoria della sfida di cucina indetta da Barilla, poi i provini di Masterchef ed una bellissima esperienza della Taste-of-courmayeur e tanto altro. 

 

Ciao Sonia, ci racconti come nasce la tua passione per il food?

Sarò forse banale, sarà che per noi cuochi e chef nasce proprio in quei momenti, ma fin da piccola, a casa dei nonni, giocando con le pentoline e con la nonna che mi guardava dalla finestra. Penso che inconsciamente già sapevo che cosa “avrei voluto fare da grande” e che talento avessi nelle mie mani. 

Da dove nascono le ricette che presenti nel tuo blog?

Precisiamo che il mio blog, ormai, è più come una reliquia, un piccolo museo di Sonia perché non ho più tempo per scriverci ma nel 2009 è nato per una forte esigenza personale. Stavo passando un periodo emotivamente stressante e delicato per diversi motivi e l’unica cosa che mi è stata sempre di aiuto era sempre e solo la cucina. Ho iniziato con il blog come una sorta di ricettario online, poi come moderatrice per l’attuale noto sito di cucina “Giallo Zafferano”. Nello stesso anno ho scritto per inserti di cucina per giornali locali e inizio a lavorare per la prima volta in un ristorante. Caspita, sono passati dieci anni ma lo ricordo come fosse ieri. Ero entusiasta, elettrizzata, forse avevo anche un po’ di strizza! Ma rimane il fatto che, ad oggi, ogni mio piatto, non è mai eseguito seguendo una ricetta alla lettera. Anzi, spesso invento ed è fantastico. 

Nei tuoi piatti più tradizione o innovazione?

Sicuramente innovazione. Sono una Chef gourmet/molecolare, ne vado fiera anche se spesso chi è come me viene “preso in giro” con appellativi non appropriati ma dico sempre che siamo solo unici e speciali. La tradizione? Quella c’è di natura, con due nonne che hanno vissuto la guerra non poteva essere altrimenti. Le classiche donne di casa! Non avrei potuto avere maestre migliori. 

 

Hai avuto esperienze in alcuni ristoranti, come Grem Le Club Resturant, cosa ti hanno lasciato?

Beh, Grem Le Club Restaurant è un piccolo gioiello nella Valsesia (Piemonte), un ristorante gourmet da capogiro. Quando venni assunta, ricordo, ero al settimo cielo ma si sa, le favole non possono avere sempre un lieto fine e mi licenziai per diversi motivi. Ero seriamente dispiaciuta nel lasciare quel piccolo castello, sono stata bene in cucina, nel mio mondo, ho imparato diverse cose e avrei potuto fare molto di più ma non sono fatta per stare in gabbia, sono un leone ma, nonostante tutto, ringrazio chi mi ha dato questa opportunità credendo in me e facendomi conoscere la ristorazione in toto, come mai l’avevo vissuta. Alla Cruggia dal punt, ristorante tipico valsesiano, ho lavorato per un anno e mezzo, ero in sala, si, avete letto bene, volevo fare anche questa esperienza che mi è servita molto. All’occorrenza andavo a dare una mano in cucina. Ringrazio Enrica, Pietro e Roberto per tutto il bene che mi hanno lasciato e anche qui per il mio piccolo bagaglio portato via con me. Sono stata anche all’estero, nella mia amata Spagna, chiamata per fare il mio lavoro ma poi ritornata in patria di mia spontanea volontà per una mancanza di sintonia. Credo che io la fossi stata la pedina sbagliata di uno scacchi che non cambierà mai. Con me porterò sempre l’aggiunta di un esperienza di lavoro in più, l’aver potuto affinare un pochino il mio spagnolo anche se non proprio perfetto e l’aver lasciato una terra che considero la mia seconda casa. Il resto sono state tutte esperienze, positive e negative, lunghe e corte ma che servono nella vita come in questo mondo dove non è facile rimanere a galla, soprattutto per una donna. 

Sei anche personal chef, food designer, ci racconti qualcosa in più di queste tue attività?

Dopo i ristoranti, ho deciso di aprire una mia partita iva chiamando la mia azienda “Vaniglia&Zen” per fare, appunto la personal chef e corsi di cucina. Un lavoro più adatto a me, libera di scegliere, il piacere di lavorare per clienti diversi, in posti diversi, a volte con sorprese annesse. Dove vivo io non è facile, è una realtà ancora molto chiusa, fossi in città sono sicura sarebbe stato diverso. Con i corsi di cucina, anche qui, giro parecchio e ogni corso non è mai uguale all’altro. Bambini e adulti, è sempre un piacere e una gran soddisfazione personale vedere il sorriso dei miei clienti che sono stati sempre impeccabili. Con il food designer è come disegnare delle opere d’arte. Lo fotografi e ti dispiace quasi a mangiarlo. Molti del mio settore dicono che non siamo artisti, io non la penso proprio così, dipende da come la si vede ed io mi vedo anche artista. Da tempo scrivo per un giornale online, l’invitato speciale e ho un programma radiofonico su Radio Big World dove vengo ascoltata il venerdi alle 19.00 sia in Italia che in Spagna. Inoltre come personal chef ho avuto l’occasione di cucinare per alcuni ragazzi di RTL (qui da me è un fatto inusuale). Sono attiva anche sui social dove ho una pagina facebook “In cucina con Sonia” sempre aggiornata ed infine da febbraio sono la responsabile FIC Lady chef regione Piemonte, per me è un onore 

Sei Piemontese, qual è un piatto della tradizione al quale sei particolarmente legata?

Piemontese si ma andiamo più nello specifico…vercellese di provincia. E se non è il risotto? L’ho sempre amato e lo porto sempre nei miei menù, proposto in diversi modi. E di questo ringrazio la mia cara nonna che mi starà guardando da lassù!

Quali sono i tuoi prossimi progetti? 

Beh, non pianifico più di tanto, vivo alla giornata ma sicuramente sto cercando di farmi conoscere molto di più. Il mio nome dovrebbe entrare nella testa delle persone. Su Facebook ci sono, sono seguita parecchio, voglio crescere. Non sono una persona che molla, anzi. 

Qual è il tuo sogno nel cassetto? 

Sicuramente aprire un mio piccolo ristorante gourmet sul lago. E poi, chissà, Spagna? Ma quella è tutta un altra storia.