Molti di noi ricorderanno la scena di Miseria e Nobiltà in cui due affamati Pasquale e Felice, rispettivamente Enzo Turco e Totò, nell’interpretare il marchese e il principe di Casador, su richiesta del marchesino innamorato della ballerina, impazziscono alla vista delle coppe offerte dal cuoco Don Gaetano esclamando “i gelati…i gelati…”.
Ecco, leggendo questo articolo sul cono da 70 euro la mia mente va alla famosa scena interpretata dal “Principe della risata” e il sorriso è più o meno lo stesso che ne accompagna ogni volta la visione.
Voi direte, ma perche?
Perché fa un po’ sorridere che lo stesso gelatiere sostenga che si tratti di un “gelato da stronzi”, per mutuare le sue esatte parole. Riesce difficile in effetti pensare che in un piccolo paese come Ruvo di Puglia nella gelateria Mokambo, ma potrebbe trattarsi anche di San Vito al Tagliamento, per dodici mesi all’anno ci siano clienti disposti a spendere una tale cifra per un “semplice” cono gelato. Il che fa supporre che da varie parti d’Italia dovrebbe nascere un pellegrinaggio verso la regione del Tavoliere per…mangiare un gelato.
Contestualizzando questa considerazione con le problematiche degli ultimi due anni e, ancor più con le difficoltà economiche sopraggiunte, viene da chiedersi, senza nulla togliere alla validità dei prodotti di questa gelateria, chi realmente (tranne pochi sbruffoni e qualche “food addicted” che probabilmente proverà a mangiarlo gratis) potrà permettersi questo stravagante lusso.

Anna Orlando

Maturità classica, laurea in giurisprudenza, avvocato da oltre 15 anni. L'interesse per la cucina e per il cibo nasce dall'aver osservato in silenzio prima una nonna e poi una mamma ai fornelli. L'essere...

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