Riccia o Frolla? La Sfogliatella Napoletana conosciuta in tutto il mondo, rappresenta da sempre un problema per chi, desideroso di mangiarne una, si reca in pasticceria e trovandosi davanti alla scelta tra Riccia e Frolla non sa cosa scegliere. Carmine Spagnuolo, con suo fratello Vincenzo, titolari della Pasticceria La Rocca, a Ponticelli e Gianluca Astuto, Admin del gruppo Facebook FoodExperience, sono gli artefici di una innovativa versione della mitica sfogliatella, la roccasfoglia.

L’abbiamo provata per voi!

L’idea prima della mezza sfogliatella e poi della roccasfoglia, nascono in risposta alla famosa polemica che ha visto protagonista la Pasticceria La Rocca in merito allo scontrino con 50 centesimi in più per dividere la sfogliatella tra due persone.

Da quella polemica sono nati due prodotti nuovi dimostrando che da una difficoltà può nascere un’opportunità.

LA STORIA DELLA PASTICCERIA

Nella metà degli anni 60 alla periferia della città della “sfogliatella” dove la campagna la fa da padrona e le persone si conoscono ad una ad una e dove i valori sani ed i prodotti genuini sono “vita”, il signor Pasquale La Rocca apre il bar degli sportivi per poi trasformarlo qualche anno dopo in pasticceria “La Rocca”.

Ebbe subito un enorme successo in quanto la gente del posto non doveva più spostarsi al centro città, dove vi erano dei maestri pasticcieri che producevano “babà, sfogliatelle e tante altre delizie napoletane”.

Dopo un decennio di riconosciuti successi Don Pasquale decise di cambiare strada, sospendendo l’attività e lasciando un punto interrogativo a tutto quello che aveva creato.

Un bel giorno Carmine Spagnuolo figlio di Anna sorella di Don Pasquale, ebbe l’idea di continuare la strada intrapresa dallo zio.

Insieme al fratello Vincenzo e la sorella Adriana e le rispettive mogli Rita Frasca e Grazia Cefariello ricominciarono l’attività, con la stessa tenacia ed i sani principi e con l’intento di offrire prodotti genuini e di qualità riscuotendo lo stesso successo del passato.

Quel punto interrogativo oggi è di nuovo realtà. Realtà di una periferia di campagna che quasi non esiste più, e che ha lasciato il posto all’imprenditoria napoletana.