Abbiamo sentito Gaia Bongiovanni, figlia del fondatore della Molini Bongiovanni. Si occupa principalmente di marketing e nuovi progetti, ma nell’ultimo anno, siccome il mondo delle fiere, degli eventi e della formazione si è fermato, ha dedicato una parte del suo tempo allo sviluppo del mercato estero affiancando, anche operativamente, l’export manager dell’azienda.

Buongiorno, puoi raccontarci le origini di Molini Bongiovanni?

A differenza di altri, mio padre non è stato figlio di mugnai. L’arte molitoria in Italia è ben radicata nella cultura e nella storia del nostro Paese e normalmente viene tramandata di generazione in generazione. La sua è stata una scelta. È entrato in questo mercato quand’era molto giovane, nel 1977. Lui è un perito chimico e ha iniziato entrando nel laboratorio di analisi del Molino d’Alba, per una collaborazione durante il periodo estivo.

Proprio nell’arco di quell’estate ha capito che questo era il suo percorso prima come dipendente e poi, nel 1984, è entrato con un grande mugnaio piemontese nella zona di Moncalvo e da lì è iniziato il suo percorso imprenditoriale. Successivamente, ha rilevato altri molini per poi arrivare a rilevare l’ex molino Marocco, nel 2003. Quest’ultimo è diventato l’attuale stabilimento di Molini Bongiovanni nella zona di Cambiano.

Nel 2016 abbiamo rilevato l’ultimo mulino presente all’interno della città di Torino. Nel 2017 abbiamo dato vita al progetto di farine dedicate al mondo degli artigiani. Sostanzialmente il molino di Cambiano è dedicato alla produzione di farine per l’industria e quindi abbiamo anche ampliato la nostra offerta.

Antiqua, uno dei vostri marchi, utilizza un disciplinare che è stato accettato dai 46 agricoltori di Capac. Com’è caratterizzato?

Antiqua è il nostro fiore all’occhiello. Pensa che mi sono tatuata la Q di Antiqua, per farti rendere conto di quanto sia orgogliosa e coinvolta in questo progetto.

Dire che Antiqua è solo una farina è quasi riduttivo, rappresenta più una filosofia del nostro lavoro. Ci riusciamo mettendo insieme una filiera di agricoltori, che oggi sono quasi 50, che hanno deciso volontariamente di coltivare solo il grano tenero sottostando a un disciplinare di produzione che dà delle indicazioni precise e obbligatorie sui metodi di coltivazione a cui gli agricoltori devono sottostare per poter essere parte della filiera. Il tutto si traduce nel fatto che per salvaguardare l’ambiente che è uno dei punti focali della filosofia di Antiqua, gli agricoltori devono seguire una serie di pratiche agricole che rispettino l’ambiente. Quindi non vengono usati pesticidi, non vengono utilizzati concimi o agenti chimici, non solo in fase di coltivazione ma anche in fase di stoccaggio del grano nei silos. Tutte queste pratiche agricole devono essere rispettate per far parte della filiera.

Detto ciò, gli agricoltori possono far richiesta di essere inseriti nella filiera se sono presenti a non più di 50 chilometri dal mulino. Crediamo nel concetto di filiera corta nonché certificata da un ente terzo che controlla il lavoro del mulino e dell’agricoltore. Noi, in tutto questo, ripaghiamo gli agricoltori con un premio di produzione, perché questa filiera ha sicuramente dei costi aggiuntivi che paghiamo con un prezzo più elevato del grano rispetto agli standard di mercato.

Antiqua è più di una farina. È l’espressione massima di una filiera, di un territorio, degli agricoltori e del rispetto per l’ambiente. Inoltre, vorrei sottolineare che Antiqua viene macinata a pietra e, di conseguenza, mantiene tutte le parti del chicco all’interno che rappresentano le parti più buone di esso, con una ricchezza di crusca e germe di grano.

 

Avete un sistema di decorticazione di ultima generazione, ci puoi dire qualcosa in più?

Partirei dal concetto di decorticazione. Esso è un sistema meccanico leggerissimo di abrasione della parte più esterna del chicco, cioè la crusca. Andiamo a spazzolare via lo strato più esterno della crusca, cioè quello più a maggior contatto con l’esterno. Così si eliminano le impurità con cui il chicco è venuto a contatto.

Diversi sono i vostri partner, come l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, l’AIRC e anche l’Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN). Come sono nate queste collaborazioni e quali sono i progetti che avete svolto?

La collaborazione più “antica” è quella con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, nata nel 2014. Questa rappresenta l’Università di riferimento in Italia per le scienze della gastronomia e del food. Siamo stati onorati di averli potuti sostenere in diversi progetti che hanno riguardato la farina. Inoltre, le nostre farine sono alla base dei panificati delle Tavole Accademiche.

L’AVPN è l’ente che sostanzialmente certifica tutto ciò che riguarda la Verace Pizza Napoletana, che non sono solo i pizzaioli, ma anche tutti i loro fornitori. Siamo diventati fornitori ufficiali nel 2017 e facciamo parte del loro albo. Con AVPN, abbiamo organizzato nel luglio del 2019 le Olimpiadi della Pizza Napoletana a cui hanno partecipato più di 250 pizzaioli da tutte le parti del mondo e posso dire con orgoglio che in due categorie su cinque hanno vinto due nostri collaboratori. Sono Salvatore De Rinaldi per la categoria “Mastunicola” e Fabio Buttaci per la categoria “Pizza Gourmet”.

Infine, per ciò che riguarda la collaborazione con AIRC, essa nasce in quanto loro sostengono che le nostre farine macinate a pietra rientrino a pieno titolo nei prodotti alla base di una dieta sana e bilanciata che per loro è il punto di partenza per la prevenzione di malattie cardiovascolari e tumorali.

 

Come nasce la vostra collaborazione con Briccodolce?

Cuore Rosa è un biscotto speciale, fatto col cuore, a sostegno della lotta contro i tumori femminili. È un progetto nato nel 2019 in casa Briccodolce in collaborazione con la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus, a favore dell’Istituto di Candiolo – IRCCS. Nel 2020 Molini Bongiovanni ha voluto dare un grande aiuto concreto donando la farina per produrre i biscotti “Cuore Rosa” e sostenendo così la campagna “Life is Pink”.

La vostra vena green possiamo vederla anche con l’impianto di 1600 mq di pannelli fotovoltaici.

Si, con la produzione di energia elettrica che riusciamo a ottenere attraverso questo impianto, possiamo coprire tutta l’energia che serve per la produzione di Antiqua. Quindi possiamo dire che Antiqua è green e a impatto zero, dalla pulitura alla macinatura sino al confezionamento. Noi crediamo molto nel concetto green. Non solo attraverso quest’impianto, ma anche perché la maggior parte del grano che lavoriamo arriva nel molino tramite rotaia in quanto abbiamo un raccordo ferroviario interno dove una volta a settimana si scarica il grano. Questo ci permette di risparmiare 3.000 tonnellate di CO2 ogni anno, un risultato incredibile.

Sul vostro profilo Facebook avete promosso il Baking Box On Air, un percorso di webinar. Cosa sono e a chi sono rivolti?

Il Baking Box è il nome della nostra area tecnica. Abbiamo voluto dare un’identità a tutto il mondo dell’area tecnica dall’assistenza, alle nuove metodologie di lavorazione. Quest’identità ha preso forma, soprattutto nel periodo pandemico, attraverso una serie di eventi di formazione in diretta live con i nostri tecnici sui canali social della Bongiovanni. Inoltre, il nostro Baking box si è concretizzato anche con la costituzione di un gruppo Facebook dedicato ai professionisti nel quale è possibile trovare ricette, consigli, dispense e dove è possibile confrontarsi.

Avete uno shop on line, che risultati avete ottenuto?

Lo shop on line è dedicato agli utilizzatori domestici, a quelli che noi definiamo home bakers. In quest’ultimo anno e mezzo ha fatto dei numeri che non avevamo mai riscontrato in passato, com’è facile immaginare. In questo modo abbiamo fatto conoscere di più il nostro marchio. Ma la perdita economica derivante dalla riduzione dei consumi del nostro target principale non è stata recuperata dai maggiori consumi degli home bakers. Però, dico con orgoglio che grazie a questo boom dell’e-commerce abbiamo attivato una catena di solidarietà a favore degli ospedali di Lombardia e Piemonte raccogliendo la cifra complessiva di 13.000 euro.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Sicuramente usciremo con diversi prodotti inediti e inizieremo nuovamente i nostri tour in tutt’Italia. Devo dire che il contatto diretto con i nostri clienti ci manca e non vediamo l’ora di poter riabbracciarli tutti nelle fiere e nelle giornate di formazione che sono attività a cui teniamo tantissimo. Abbiamo il progetto di espanderci in maniera strutturale, ma non posso dire molto di più ora. Inoltre, c’è l’intenzione di aumentare la nostra presenza sui mercati esteri grazie all’enorme lavoro che abbiamo fatto in questi ultimi mesi.