Mentre studiavamo per scrivere del progetto PizzAut, abbiamo scoperto anche quello del Biscottificio Frolla. Aiutare i ragazzi con disabilità, sperando di far diventare ognuno di questi un valido pasticciere. Iniziando da un piccolo lavoro per poi trasformarlo in un grande e far si che la propria diventi una vera vita sociale!

Recitava Jim Carey nel celebre film Una settimana da Dio: “La vita è come un biscotto, se piove si scioglie.”. Tecnicamente è vero ma se dovessimo auspicare che la propria vita sia come un biscotto, lavorando attivamente al MicroBiscottificio Frolla, anche se dovesse piovere, continuerà.

Perché se dovesse capitare di perdere un biscotto di nostra produzione poi se ne dovrà subito preparare un altro. Infatti la vita vera, non ovattata e protetta dai familiari, consci delle proprie disabilità, va così in continuo divenire.

Un insegnamento di pensiero attivo e dinamico importante. Per chi vive un pò ovattato per la grande protezione di familiari dato che li avvertono in grande difficoltà nell’attuale mondo esterno.

Perché che la vita di per se è imprevedibile e il mondo lavorativo raramente è comprensivo.

Bisogna sempre essere pronti ad ogni cambiamento positivo o negativo, per cui è necessario il giusto allenamento.

Con la giusta partecipazione e soprattutto considerazione da parte di tutti noi, verso operatori, ragazzi operanti, queste attività possono diventare vere e proprie realtà sociali.

Dopo tutto si sa che con tempo e pazienza anche qualcosa di “micro” può ingrandirsi,perchè con l’impegno e la pazienza sono possibili grandi opere.

Non a caso “Roma non è stata costruita in un solo giorno.”.

Infatti questo progetto è nato dalla solidale unione di due ragazzi, quasi opposti per ruolo sociale infatti uno, Jacopo Corona è pasticcere e l’altro Gianluca Di Lorenzo è operatore sociale.

Gianluca stava cercando ad un modo per poter aiutare alcuni ragazzi disabili e quindi propone all’amico pasticciere di provare a dare attraverso il lavoro creativo ai ragazzi l’opportunità di apprendere le basi per ritagliarsi un ruolo in società. Permettere di creare un biscotto speciale e sociale, in modo che possa maturare il sogno che quello fosse qualcosa di più, perché ideato e creato da ragazzi speciali.

L’iniziativa mira ad insegnare ai ragazzi un mestiere per ritagliarsi un ruolo in società e magari aspirare ad ottenere una propria indipendenza ed autonomia.

Questo allenamento in “laboratorio” permette a ciascun ragazzo messo un pò ai limiti della società, di ritagliarsi un ruolo nella stessa. Perché per i ragazzi, con diverse disabilità, il lavoro è futuro, è indipendenza, ma soprattutto crescita personale!

Con i ragazzi viene instaurato un rapporto di collaborazione già da quando frequentano l’istituto alberghiero, quindi iniziano da noi dei percorsi di alternanza scuola/lavoro, accompagnandoli poi una volta usciti direttamente nel mondo del lavoro.

Utilizziamo delle ricette standard, create appositamente per facilitare la produzione e garantire un minimo di produttività, utilizziamo anche molto la tecnologia, abbiamo una stampante 3D alimentare che ci aiuta nella realizzazione dei nostri prodotti.”.

Quindi i partecipanti attratti da quelle rappresentazioni riescono ad apprendere meglio. Soprattutto focalizzano meglio certi passaggi da compiere al banco di lavoro o magari anche in collaborazione. Ci si può chiedere come sia possibile? Semplicemente perchè iniziano a seguire un certo schema studiato ad hoc per la situazione, soprattutto per facilitare almeno l’apprendimento.

Ma non solo scuola, bisogna considerare anche l’aspetto sociale. Oltre questo obiettivo c’è la volontà di iniziare a creare uno sblocco emotivo, in questi ragazzi verso la società.

Ebbene si!

Proprio il verbo comprendere caratterizza questi ragazzi. Dotati di una maggiore empatia, non riescono a sentirsi a proprio agio in una società che nella vita quotidiana li mette al bando facilmente. Soprattutto in ambito lavorativo, in cui c’è sempre la volontà di voler primeggiare sul collega per riuscire ad entrare nelle grazie del titolare.

Invece i ragazzi riescono a fare gruppo, svolgere il lavoro divertendosi e sorridendo quando un collega si lascia andare a ciò che la propria sindrome spinge a fare.

Questa è una grande difficoltà di chi soffre determinate patologie, ma ne è consapevole.

Infatti Jacopo ci ha rivelato come la cura anche affettiva verso i ragazzi è importante per farli essere ben collaborativi.

Semplicemente gli vogliamo bene e cerchiamo di garantire un rapporto sincero e senza giudizio, ognuno di loro, come noi del resto si deve sentire in famiglia.

Invece i ragazzi che confrontandosi tra loro non avvertono quel mismatch sociale che possono avvertire e che viene fuori da un veloce assentarsi dalla realtà.

Da qualche normodotato può essere interpretato come uno staccare la spina, invece ricordiamo la serie televisiva The good Doctor. Quel loro perdere il contatto con la realtà non è negativo anzi stimola una riflessione/ creazione al di fuori della norma. Magari i ragazzi mentre indaffarati nel laboratorio, possono creare loro collegamenti neuronali che permetteranno l’idea e la creazione di vere e proprie specialità.

Non a caso nella suddetta serie si è potuto notare come il Dottore non fosse ben visto da chi socialmente fosse un “avversario”. Perché visto come un intralcio nella propria carriera.

Per cui la guida dei loro mentori è importante. Perché il motto del progetto recita: “Frolla è dove le speranze si fanno biscotto“. Da queste speranze poi sarà possibile crearsi una vita che come un biscotto potrà sciogliersi se dovesse piovere ma i ragazzi hanno appreso come fare gruppo per aiutarsi, uno con l’altro facendo schermo ed evitare che lo scioglimento distrugga l’aspetto sociale della vita.

I ragazzi più meritevoli solitamente poi diventano impiegati dello stesso biscottificio, portando con se un grande bel carico creativo, emotivo, per cui Jacopo ci ha parlato del Progetto Frollabus, così:

Il progetto FROLLABUS si pone come principale obiettivo lo sviluppo dell’autonomia lavorativa dei soggetti svantaggiati attraverso lo sviluppo di un servizio colazioni innovativo e capace di fronteggiare l’attuale situazione pandemica, che ha comportato la necessità di trasformare le modalità di svolgimento del proprio lavoro. Pertanto, Frolla intende incrementare e rinnovare il servizio di bar e pasticceria, attraverso il progetto FROLLABUS : un piccolo pulmino porterà i prodotti di Frolla in giro per piazze, città, spiagge, strade, mercati, fiere di tutta Italia.

Bisogna procedere con calma con i ragazzi, per non affaticarli troppo perdendo quanto di buono raggiunto, infatti continua: “Attualmente la Cooperativa lavora a San Paterniano di Osimo (AN), dove è situato, oltre al laboratorio, anche il bar per le colazioni e aperitivi. Data l’ovvia difficoltà del momento di restare aperti il weekend e la sera, data la minore affluenza di clientela, causa dei divieti di spostamento tra comuni, risulta conveniente e innovativo avere a disposizione un bus per muoversi liberamente: migliora il servizio e consente di non interrompere il lavoro in eventuali lockdown. Dunque si è deciso di compiere un passo inverso: se non è possibile fare colazione da Frolla sarà Frolla che servirà la colazione attraverso le Marche.

La speranza è quella di creare un servizio di ristoro infatti: “Con FROLLABUS la cooperativa avrà a disposizione un piccolo bus, che può contenere fino a tre (3) persone, che fungerà da bar mobile con ampia offerta di prodotti: caffè, cappuccini, brioches, biscotti, pizze e panini.

Questo progetto è importante perchè permette al Laboratorio Frolla di essere itinerante, rendere tutti partecipi delle abilità dei ragazzi ma soprattutto che questi aumentino l’autonomia lavorativa perchè attivamente abili e coinvolti nel progetto, dovendo girare tanto dovranno raccogliere consensi anche di gusto per il lavoro culinario e non solo per il coraggio con cui ci si cimenta in questa avventura.

Il progetto permetterà di coinvolgere almeno tre persone che lavoreranno nel FROLLABUS : un normodotato e due soggetti disabili. In linea con la filosofia di Frolla il progetto non ha come obiettivo unicamente l’incremento e l’innovazione del servizio, ma vede in tutto ciò​ un’opportunità di inclusione e crescita professionale per tutti i ragazzi coinvolti.