Il ristorante Mammina raddoppia a Napoli, aggiungendo alla sede storica di Via Partenope e alle due di Milano e Catania un nuovo locale che è ubicato nel foyer del Salone Margherita a Via Santa Brigida 65-66.

Si tratta di uno dei luoghi storici della città, che risale alla fine dell’ Ottocento. Quando fu aperta la Galleria Umberto I, si decise di  crearvi all’interno una sala da spettacolo, alla cui inaugurazione presenziò il meglio della borghesia cittadina, tra cui la scrittrice napoletana Matilde Serao, ed in cui si sono esibiti i maggiori artisti napoletani, tra cui Ettore Petrolini, Raffaele Viviani e Totò.

mamminaIl gruppo Mammina Holding ha deciso di dare un nuovo vigore a queste stanze che parlano di storia, che raccontano di cafè-chantant del primo Novecento e della nuova Belle Époque, allo scopo di offrire ai turisti ed ai napoletani doc la possibilità di essere accolti in una location unica e singolare, assaporando una cucina genuina. Chi conosce già il ristorante – pizzeria, sa bene che Mammina punta sulla qualità dei prodotti. Il nome, per chi non lo conoscesse, si riferisce proprio alla cucina della mamma, quella che parla di tradizione partenopea, che ci coccola dall’infanzia e che ci conforta anche da adulti.

mammina_fritturaC’è un’attenta selezione di prodotti, molti dei quali sono presidi Slow Food, che vanno ad essere parte integrante di piatti tipici come l’impepata di cozze, il risotto alla pescatora e la frittura di gamberi e calamari. Anche le pizze rispecchiano la tradizione culinaria napoletana, con alcune varianti che cercano di mettere insieme pizza e primi piatti, come la Mammina e la pizza con la pasta e patate. Il gruppo Mammina Holding viene guidato da Antonio Viola, ma un notevole contributo alla scelta dei menu e degli ingredienti viene dato dalla moglie Frine Carotenuto. Si continua sul menu classico anche per i dolci, con la caprese ed un ottimo tiramisù. Il locale è predisposto su due piani e prevede anche una parte esterna con vista sul Maschio Angioino e sul Golfo. In collaborazione con l’Università di Napoli Federico II, è nato un menu “super food”, frutto di un investimento nella ricerca e nello sviluppo, che comprende piatti con zero zuccheri, zero grassi e zero sale.