Mamà – I sogni sono fatti per essere realizzati

È lo slogan che ritroverete in tutti i locali del gruppo “Mamà” e sicuramente il punto di partenza del loro creatore, Vittorio Di Benedetto, classe 1990, imprenditore da appena tre anni ma grande lavoratore da sempre.

Vittorio, stesso spirito di iniziativa del nonno di cui porta il nome, ha le idee molto chiare su quello che sta facendo oggi e su quello che vorrà fare in futuro. Basti pensare che il suo modello organizzativo è McDonald’s e il suo obiettivo è quello di realizzare, nel corso degli anni, una rete capillare di locali come quella della catena americana, con una offerta di qualità e soprattutto con una impronta italiana.

Attualmente Mamà è un format che con le sue differenti proposte, Mamà Burger Passion e Mamà Pizza Passion, conta tre locali già aperti, due a Santa Maria Capua Vetere e uno a Gaeta, una nuova apertura programmata nelle prossime settimane nel centro della città di Caserta, due progetti già avviati tra Pompei e Salerno e tante idee che aspettano solo di essere realizzate, insieme a quei sogni di cui parlavamo prima, tra cui addirittura un laboratorio tutto suo nel quale realizzare tutto quello che serve nei suoi locali, dal pane alle patatine fritte.

Vittorio arriva dal mondo della panificazione, la famiglia paterna è una storica famiglia di panificatori della zona, il papà con il suo pane ha vinto premi in Italia e all’estero, il nonno Vittorio aveva aperto panetterie in tutta la provincia di Caserta.

Ed è proprio dall’amore per l’arte bianca che nasce l’interesse di Vittorio per il mondo del food, per le farine e gli impasti che ancora oggi cura personalmente.

Vittorio fa esperienza nei forni di famiglia ma poi per la sua giovane età, la sua voglia di fare e quell’ambizione senza la quale non si va mai molto lontano, decide di lanciarsi nel mondo della carne, sua personale passione, e nel 2017 apre a Santa Maria Capua Vetere il suo primo locale, Mamà Burger Passion, una hamburgeria “moderna” che partendo dalla moda dilagante del FoodPorn si lancia nella sfida di abbinare questa sorta di cibo “voyeristico” alla qualità delle materie prime.

Vittorio per prima cosa spiegaci come nasce il nome Mamà.

Il nome Mamà è composto dalle prime due sillabe che pronuncia il bambino appena comincia a parlare, quindi indentifica la mamma. La mamma nei confronti del proprio figlio è protettiva, amorevole ma soprattutto cerca di dargli sempre il meglio in ogni occasione.

Questo è quello che vuole essere Mamà per i suoi clienti, coccolandoli, viziandoli, offrendo il meglio che si può avere sul mercato per la categoria.

Raccontaci come nasce il tuo primo Mamà Burger.

Il mio primo locale nasce quasi per caso. All’epoca mi occupavo dell’organizzazione di eventi di street food e durante uno dei miei giri mi capitò di conoscere il titolare di una piccola paninoteca che era sul punto di chiudere.

Da quando avevamo chiuso le attività di panificazione di mio padre dentro di me forse covava, anche per una sorta di rivalsa, il desiderio di tornare a fare impresa e questo incontro mi fece subito pensare alla possibilità di rimettermi in pista.

Insieme al mio socio di allora e con pochissimi soldi a disposizione (ammetto di aver fatto ricorso alle cambiali pur di intraprendere l’attività) il 25 ottobre 2017 nacque il mio primo Mamà Burger, un locale piccolissimo sul quale nessuno avrebbe scommesso ma che da subito ci ha dato grandi soddisfazioni consentendoci di fare numeri altissimi, arrivando a fare fino a 300 coperti in circa 30 metri quadrati.

Grazie alla cura maniacale per i dettagli, alla qualità delle materie prime proposta, però sempre con prezzi accessibili a tutti, in breve tempo il locale diventa un punto di riferimento per Santa Maria Capua Vetere e comincia a delineare i tratti distintivi del nostro modo di essere e lavorare.

Ricordo questo inizio fatto di tanti piccoli sacrifici con grande orgoglio e credo che sia uno dei motivi che mi spinge a migliorarmi di giorno in giorno.

Dopo quanto apri il secondo locale?

Il 25 luglio 2018 nasce Mamà Burger Passion, l’evoluzione del primo Mamà Burger, un locale più grande e più accogliente, nei pressi dell’anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere, capace di far sentire ancora più a suo agio la nostra clientela e con il quale conquistiamo definitivamente il nostro pubblico, mantendendo sempre ferme le nostre caratteristiche.

In pratica trasferisco l’attività del primo locale in un luogo più grande che vede la consacrazione del nostro successo sulla zona e ci fa conoscere in giro come format tanto da cominciare già a richiamare l’attenzione di qualche interessato a replicare il nostro progetto.

Ci siamo fatti conoscere ed amare per la qualità del nostro prodotto, per la nostra proposta smart ma mai banale. Ti faccio un esempio. Tutto quello che viene servito come antipasto e contorno alla nostra tavola è sempre fresco e fatto all’interno dei nostri locali e questo viene apprezzato dal cliente.

Nel vecchio locale invece creai una piccola baguetteria con vineria che per ora, a causa di sfortunate vicissitudini della persona che la gestiva, è momentaneamente in standby ma che spero di ripristinare in un prossimo futuro.

Ad un certo punto al “mondo burger” decidi di affiancare la pizza, quasi un ritorno all’arte bianca della famiglia.

Il 25 febbraio 2019 (il 25 è un numero ricorrente nella storia di Mamà) ho aperto il primo Mamà Pizza Passion, rilevando il locale dalla stessa persona da cui avevo rilevato l’hamburgeria vicino all’anfiteatro. Anche questo nuovo locale ci ha dato subito grandi soddisfazioni, rivolgendosi ad un target misto che va dallo studente fino alle famiglie che poco alla volta hanno cominciato a riempire i nostri tavoli anche la domenica a pranzo.

Forte della mia esperienza nella panificazione, scelgo io le farine e le materie prime da utilizzare per le nostre pizze e i nostri piatti.

Il locale infatti fornisce anche una piccola proposta di cucina che, soprattutto prima del covid, trovandoci di fronte all’aulario dell’università di Santa Maria, ci consentiva di fare numeri interessanti anche nella pausa pranzo.

La nostra è una pizza contemporanea che strizza l’occhio alla tradizione e che in breve tempo si è fatta conoscere e apprezzare in zona.

Vittorio, come hai affrontato il periodo della pandemia?

Non è stato semplice, come per tutti del resto, ma non ci siamo persi d’animo, anzi ci siamo rimboccati le maniche. Le perdite ci sono state, inutile negarlo, ma fermarsi sarebbe stato ancora più deleterio.

Nel momento della chiusura abbiamo donato tutta la merce dei locali al Banco Alimentare e poi da quando è stato di nuovo possibile, io e tutti i miei collaboratori (ad oggi 48 persone lavorano per il progetto Mamà) abbiamo cominciato a fare personalmente le consegne a domicilio.

Abbiamo consegnato anche in posti lontanissimi da noi per accontentare i clienti, cercando di garantire comunque uno standard qualitativo.

È stato bello interagire con i clienti anche in un momento così delicato e questo ha fatto si che Mamà conservasse la fiducia delle persone che al momento della riapertura ci hanno cercato come prima.

 

In un periodo così difficile tu decidi di aprire un locale in una località di mare. Perché?

La mia mente non si ferma mai e dopo la crisi e la conseguente perdita economica ho pensato a come poter recuperare quanto perso. L’idea è andata ai posti di vacanza, che da lì a breve si sarebbero riempiti di turisti, e mi sono messo subito alla ricerca di un locale che non fosse nemmeno troppo distante dalla mia zona. La scelta è ricaduta su Gaeta dove ho trovato questo posto piccolissimo che ricordava il primo Mamà, una piccola birreria, che abbiamo trasformato in hamburgeria e che con i suoi numeri ci ha dato grandissime soddisfazioni. Ora lo stiamo ristrutturando per ripartire a breve ancora più forti.

Ci puoi anticipare i prossimi progetti?

A brevissimo (qualche settimana) ci sarà l’apertura in centro a Caserta della “Macelleria- Braceria” di Mamà, un concept ancora diverso dalle precedenti hamburgerie, più completo e rivolto ad un target più vasto.

Poi forse c’è l’idea di portare anche il format pizza su Caserta ma ancora è prematuro parlarne.

Posso invece anticipare che a inizio 2022 apriremo a Pompei nel più grande centro commerciale del sud Italia e che c’è un progetto anche per Salerno.

Ci sono già altre idee in cantiere?

Diciamo che per ora non c’è ancora niente di fatto ma ci stiamo guardando intorno per portare il format Mamà sia a Roma che a Milano. È da un po’ che sto studiando il mercato milanese perché secondo me aprire un mio locale a Milano, capitale commerciale del paese, forse l’unica città italiana già rivolta realmente  verso l’Europa, sarebbe una tappa importantissima per la crescita del progetto Mamà e potrebbe costituire il primo passo per una espansione anche al di fuori dei confini nazionali.

Quindi sogni di aprire anche all’estero?

Inutile negarlo, mi piacerebbe molto. Anzi già mi è capitato di andare in giro per valutare delle opportunità anche se forse questo non è il momento più propizio.

La città in cui mi piacerebbe approdare più di tutte, dopo Milano, è New York, la metropoli per eccellenza. Lì vorrei portare il mio progetto legato alla carne, al burger in particolare. Sarebbe bellissimo competere, in terra americana, con un prodotto creato da loro ma in chiave italiana, alla maniera di Mamà.

Sono solito ripetere, facendo spesso sorridere i miei interlocutori, che tra qualche anno vorrei essere competitor di McDonald’s.

In realtà non credo di dire una cosa poi così assurda perché il mio sogno è quello di replicare il modello imprenditoriale e organizzativo della catena americana proponendo ovviamente un prodotto diverso, il mio prodotto fatto di qualità e legato alla tradizione italiana, lo stesso che Mamà ha offerto ai suoi clienti dal principio e che è diventato la chiave della nostra identità.

Per ora, come anticipato da Vittorio, aspettiamo la grande apertura di Caserta nelle prossime settimane ma siamo sicuri che tra qualche anno saremo qui a raccontare della avventure di Mamà in giro per il mondo.