Le  pinzillacchere, cose di poco conto, bagatelle, sciocchezze è una voce coniata per scherzo dall’attore Antonio De Curtis, in arte Totò, intorno al 1930.

Abbiamo intervistato Raffaella ovvero Le Torte di Pinzillacchere

 

Ciao Raffaella, puoi raccontarci i tuoi esordi nel mondo delle ”American Cake”?

Il mio amore per i dolci ha avuto radici lontanissime, sin da bambina mi piaceva fare dolci per tutta la mia famiglia. Il mio interesse per l’american cake design, invece, è iniziato circa otto anni fa, il mio primo obiettivo era quello di realizzare delle torte per i miei figli, invece di acquistarle già pronte. Volevo qualcosa che fosse non solo buona ma anche bella da vedere e unica. In più quello delle torte era un gioco che amavano moltissimo fare tutti insieme. Partivamo dai bozzetti, passavamo pomeriggi interi a disegnare, loro mi raccontavano la loro torta speciale fin nel più piccolo dettaglio. Il resto è venuto tutto per caso: alle feste dei miei bambini le torte riscuotevano un discreto successo e le altre mamme hanno iniziato a chiedermi di realizzare qualcosa anche per loro, poi le richieste sono arrivate dalle loro amiche e così via. Con il tempo, grazie al passaparola, quello era un semplice passatempo è diventato un vero e proprio lavoro, ho iniziato a studiare e a documentarmi per entrare sempre di più nel mondo dell’american cake. A stupirmi, però, è stata la mia manualità, non credevo di essere così portata per il cake design. Sono un architetto e pensavo che nella vita avrei fatto tutt’altro, invece, un semplice passatempo è diventato il mio lavoro.

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Come nasce il nome “Le torte di Pinzillacchere”?

Qusigliole e pinzillacchere era il nome del negozio accanto a quello di mio nonno. Io adoravo questo nome ed è rimasto nella mia mente sin da bambina legato a ricordi speciali. Letteralmente le pinzillacchere sono cose futili, di poco conto; e cosa c’è di più futile di una torta di compleanno? così ho unito il mio amore per le torte di design a un ricordo felice. Anche oggi, a distanza di otto anni, sentire qualcuno nominare Le Torte di Pinzillacchere mi scalda il cuore.

Ti aspettavi questo successo tra le mamme napoletane?

Quando ho iniziato a fare le prime torte per i miei figli, non mi sarei mai immaginata questo successo arrivato grazie al passaparola e a tutte quelle persone che mi consigliano ad amici e conoscenti. Ogni volta dopo una nuova torta consegnata ricevo tantissimi feedback positivi. Le mie clienti mi dicono sempre che le mie torte non sono solo belle, ma anche molto buone e sono molto orgogliosa di tutto questo riscontro che ottiene il mio lavoro. 

Quali sono le espressioni dei bambini alla vista delle tue torte e che emozione ti trasmettono?

Il momento più bello è sempre quello della consegna della torta. Le espressioni dei bambini sono impagabili ed è la mia più grande soddisfazione. Vederli saltare dalla gioia per aver trasformato in realtà la loro torta dei sogni, dove campeggia l’immagine del loro personaggio del cuore, mi ripaga di tutto l’impegno e lo studio che metto in ogni singolo dolce che realizzo. è bellissimo sapere di aver reso ancora più bello il giorno del loro compleanno, con la torta che è il momento più magico di tutta la festa. Oltre alle espressioni dei bambini, però, studio sempre anche quelle delle mamme. Loro, a differenza dei festeggiati, sono sempre molto attente anche ai dettagli che ai più piccoli sfuggono. Quando anche loro sono contente e soddisfatte, allora ho fatto bingo!

Come nasce una torta, parti da un idea e sviluppi un disegno?

Diciamo che questa è una domanda molto interessante. La progettazione è senza dubbio il momento più impegnativo quando si inizia a lavorare a una torta. Una volta disegnata la torta realizzarla è molto più semplice. Il primo passo è quello di capire i gusti del cliente ed entrare un po’ nel suo mondo. Per questo per me è importante conoscere sempre di persona le mie clienti, parlare con loro e andare oltre quelli che sono i loro desideri per la festa.

Ovviamente realizzare le torte per i bambini è molto più semplice, rispetto a quelle per un pubblico più adulto. Quando parliamo dei più piccoli l’importante è scegliere il personaggio e poi tutto viene da sé, perché basta studiarlo a fondo per non sbagliare. Per i grandi il discorso è diverso il lavoro è più lungo. Quando realizzo la torta per una ragazza che magari compie 18 anni, devo capire quali sono i colori più amati dalla festeggiata, i suoi gusti, i suoi hobby, le esperienze più significative che ha fatto. Insomma solo conoscendo meglio chi spegnerà sulle candeline si può realizzare una torta perfetta. Ovviamente dopo questa prima fase realizzo sempre uno schizzo che sottopongo alle mie clienti, in questo essere architetto mi è di grandissimo aiuto. A quel punto arriva il confronto con chi ha già una torta nella sua mente e per me è davvero molto importante. Sono proprio le clienti a dirmi cosa funziona e cosa no nella loro torta e solo dopo posso iniziare a mescolare gli ingredienti e a preparare tutto.

Qual è stata la torta più complessa che hai realizzato?

La torta più complessa che ho realizzato è senza dubbio, una a tema minions: un dolce di tre piani con ben 16 piccoli esserini gialli, posizionati nel piano più alto, con altri che saltavano felici intorno alla torta. Realizzare una torta così grande e ricca di dettagli è stato davvero molto impegnativo, soprattutto a livello strutturale. Non volevo correre Il rischio che un piccolo minions cadesse, prima che il festeggiato soffiasse sulle candeline. L’altra a cui sono particolarmente legata e che è stata decisamente impegnativa è stata una torta per una festa a tema cucina. I bambini hanno passato il pomeriggio imparando a cucinare e poi hanno concluso la festa con una torta a due piani, con un cappello da chef ad occupare tutto secondo piano, mentre al primo ho riprodotto una cucina professionale, curando i minimi dettagli. E indovinate quali personaggi ho inserito? Sempre i minions che piacciono tanto a grandi e piccini.

Sicuramente molte clienti fanno richieste particolari, qual è quella più strana?

Per fortuna richieste troppo strane o bizzarre da parte dei miei clienti non mi ricordo di averne avute. Però anche a me è capitato di dover realizzare delle torte non proprio nelle mie corde. Un personaggio che non mi piace, un tema che non mi fa impazzire ma soprattutto mi è capitato di consegnare delle torte che avevano dei colori non proprio di mio gusto.

Infine quali sono i tuoi progetti futuri?

Il mio progetto futuro, ma è soprattutto il mio sogno, è avere un locale tutto mio non solo dove realizzare e vendere le mie torte e ricevere i clienti che da tutta da Napoli vengono per me e per i miei dolci. Vorrei avere a mia disposizione un posto dove insegnare tutto quello che so sull’american cake design, tenere dei corsi e seminari per chi vuole avvicinarsi a questa vera e propria arte e seguirli passo dopo passo.