I Medici Veterinari sono i mentori della sicurezza alimentare, binomio ambiente/salute, la dinamica dei controlli che partono dal contesto per garantire il cibo e tracciabilità.

Antonio Limone

Ebbene si, serve saperle le cose per capire chi garantisce la qualità di quello che ogni giorno mangiamo o mettiamo sulle nostre tavole.
Ne ho voluto sapere molto di più, mi sono incuriosito ed ho scoperto tanti luoghi comuni che, nel 2019, dobbiamo assolutamente sfatare.
Se il medico, normalmente si prende cura del nostro corpo nel momento in cui abbiamo una patologia, ci sono degli “angeli invisibili” e silenziosi che ci tutelano prima che tutto ciò avvenga: sono i Medici Veterinari.

Antonio Limone

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In una Regione come la nostra, la Campania, dove tutto sembra essere fatto per non funzionare oppure per rendere in “malo modo”, dove le buone notizie vengono centellinate e amplificate quelle “cattive”, esistono persone e centri di assoluta eccellenza che vanno valorizzati e portati alla luce dell’opinione pubblica. Da qui, la mia intervista ad Antonio Limone, Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno.
E’ in questo luogo mistico, dove nasce gran parte della tutela del cibo che arriva sulle nostre tavole, che sono riuscito a farmi raccontare le sue origini, il percorso e le difficoltà di chi ogni giorno incontra senza smettere mai di gridare che il “futuro è dei giovani” e che nostra è una Regione straordinaria per uomini e “terre”.

Dicono che famiglia e luogo di appartenenza traccino il destino, è vero anche nel tuo caso?
Io sono nato e vivo a Mercogliano, un paese meraviglioso dell’avellinese, vengo dal mondo “rurale”.
Quello che sono oggi l’ho acquisito dalla mia famiglia e dall’ambiente circostante. Il contesto dei miei tempi era “fatti furbo”, ma di quella furbizia sana, insomma sii sveglio e scaltro.
Mio padre era medico veterinario (buiatra), mia madre invece è stata insegnante di lettere. In questo mix familiare ho ricevuto un’educazione molto rigida, dovevo studiare e dovevo farlo ottenendo risultati eccellenti.
Ricordo ancora la scommessa vinta con mio padre in V ginnasio. L’impegno che presi con lui era che se avessi portato al primo quadrimestre la media dell’otto mi avrebbe regalato quello che allora era il mio sogno, il mitico “vespino” cinquanta della Piaggio. Allora avere quella media era utopia pura, eppure ci riuscii e fu un grande momento per me…mai arrendersi o mollare!!!
Poi ho iniziato a frequentare l’Università di Veterinaria, dove pensavo fosse una passeggiata da fare utilizzando una gamba sola e la scarpa slacciata. Mi resi conto, invece, che se non mi fossi spaccato di studio non sarei andato da nessuna parte. Ho faticato tanto, ma i risultati sono arrivati. Ho sempre amato gli animali e ne ho avuti tanti domestici. Mi sono ritrovato, insomma, in un mondo che mi apparteneva.

La sicurezza di quello che arriva sulle nostre tavole dipende dal grande lavoro che è fatto degli Istituti Zooprofilattici.
Siamo quelli che garantiscono i prodotti che arrivano sulle tavole degli italiani. Tutte le malattie che saltano fuori dal nostro territorio vengono analizzate, gestite e risolte da noi.
Il consumatore italiano, spesso, ama la disinformazione, preferisce non sapere o non leggere quello che alcuni prodotti contengono.
Ad esempio, prova a vedere quello che riporta scritto una confezione di wurstel in Germania, troverai che possono contenere carni non sempre salutari.
Io sono dell’idea che il “fruitore” deve sapere che gli alimenti contengono il “rischio”.
Per spiegarti meglio, vorrei citare Alessandro Manzoni:
“Il buon senso c’era, ma se ne stava nascosto per paura del senso comune”.

Il medico veterinario: non solo animali, ma soprattutto tutela dell’uomo e ancor prima ambientale.
La sanità pubblica veterinaria deve interessarsi di ambiente, animali e uomini. Questi sono i tre pilastri fondamentali, che fanno la differenza. Negli ultimi sessant’anni, diciamo dagli anni ‘50 in poi, il cibo ha subito una grande evoluzione, è intervenuta la “chimica” ed abbiamo quasi dato del tutto addio alla dieta Ancel Keys, meglio conosciuta come dieta mediterranea.
La nuova antologia del cibo, oggi, deve partire dall’ambiente: aria, acqua, terra, sono questi gli elementi che dobbiamo tutelare e rispettare.

Ti sei impegnato tanto sull’annoso problema della Terra dei Fuochi, la mia sensazione è che molte cose sono state “manipolate e ingigantite”, tu che ne pensi?
La terra dei fuochi è stata una grande ingiustizia; la storia era pregiudizievole.
La nostra inciviltà, il pentito e i media hanno creato un “disastro” per l’economia di tante aziende di quella zona.
Da almeno tre decenni in Campania, vaste aree delle province di Napoli e Caserta sono state oggetto di un’attività illecita costituita da sversamenti incontrollati di rifiuti industriali e urbani di natura estremamente eterogenea.
Per fare giustizia dei luoghi comuni e per stabilire una correlazione reale tra i mali e le rispettive cause occorrono nuovi mezzi perché nonostante sia vero che “l’uomo è quello che mangia”, è vero anche che si pone nell’ambiente circostante in maniera molto più complessa e che l’origine delle malattie, a cominciare dai tumori, è sempre di più multifattoriale.

Antonio Limone

Da questa esperienza di crisi è nato un programma realizzato in partnership tra l’IZSM e l’Istituto Nazionale Tumori Pascale di Napoli.
SPES, acronimo di Studio di Esposizione nella Popolazione Suscettibile, è un progetto di monitoraggio della popolazione umana esposta all’inquinamento ambientale, che completa un ciclo di attività iniziato con Qr Code Campania, iniziativa volta a consentire ai consumatori di conoscere i dati dell’azienda produttrice dell’alimento e le analisi effettuate su di esso con i rispettivi risultati. Il percorso è seguito da Campania Trasparente, il piano di bio-monitoraggio ambientale che ha analizzato migliaia di campioni di tutte le matrici agricole e ambientali provenienti dal territorio campano.
Un grazie va al Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, molto sensibile a questo argomento, che ci sostiene in questo lavoro.

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La tutela, un volano economico ed un eccellenza: il food nella Regione Campania con questi tre denominatori può assumersi l’onere di essere tutto questo a patto che?
Che iniziamo a saper comunicare bene quello che facciamo.
Abbiamo gli strumenti di controllo, abbiamo una “Terra meravigliosa” per proprietà organolettiche, abbiamo aziende gastronomiche che sono riconosciute per la loro eccellenza in tutto il mondo; dobbiamo migliorare nel “raccontarlo”, un fronte che ormai, sappiamo bene, ha subito un’evoluzione incredibile.
Oggi il mondo legato al “digital food” o meglio la comunicazione legata al cibo, va valorizzato e per niente trascurato.
Prossimamente inoltre, posso anticiparti, l’uscita di un libro/manuale che conterrà tante informazione sul cibo, su come viene controllato, sulle eccellenze gastronomiche locali, i case history di aziende vincenti e su come effettuare un piano di comunicazione ideale.

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Grazie ad Antonio Limone, Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, un Medico Veterinario che sa distinguersi per le risorse del suo spirito, mostrandosi un “visionario” nel tracciare quelle che sarà un “vision” futura su una professione veterinaria sempre più legata alla tutela del cibo, ambiente e della salute umana e animale.