Negli ultimi anni si è diffusa sempre di più, in ambito gastronomico, la moda dei poke.

Si tratta, per chi non lo sapesse, di un piatto tipico della cucina hawaiana, originariamente a base di pesce crudo marinato, di solito tonno o salmone, tagliato a pezzetti e condito con diversi ingredienti quali sale hawaiano, alghe marine, avocado e polpa di noci kukui alla griglia.

Le origini del piatto risalgono al XIX secolo. Da allora molte cose sono cambiate: pian piano la tradizione del poke si è diffusa in tutto il mondo, prima negli Stati Uniti, poi in Europa, fino ad arrivare in Italia intorno al 2017.

Quest’ampia diffusione ha portato alla nascita di vari “adattamenti” del piatto, in base ai gusti e alle tendenze dei diversi paesi. Sono così nate le poke bowl, imitazioni della ricetta originale: ai pochi ingredienti sopracitati si sono aggiunte fibre e verdure di ogni genere, rendendo questo piatto sempre più simile ad una ricca e golosa insalata di riso, in cui il fattore estetico gioca un ruolo fondamentale. In definitiva, potremmo dire che il successo dei poke è sicuramente legato alla loro semplicità.

Anche per questo motivo sono cominciate a nascere man mano sempre più pokerie in ogni parte d’Italia, a partire dalle grandi città, fino ad arrivare ai più piccoli comuni.

In Campania, ad esempio, è presente una catena di ristoranti di questo tipo, chiamata La Pokeria, che ha sedi in diversi luoghi del territorio, tra cui Napoli, Caserta, Pompei e Villaricca.

Il 21 febbraio 2022 è stata inaugurata una nuova sede a Frattamaggiore, comune in provincia di Napoli, in via Padre Sosio del Prete. Abbiamo deciso di farvi visita.

Il locale si trova su una stradina non lontana dal centro della città, in una zona ricca di bar e ristoranti di vario genere.

L’esterno è caratterizzato dall’insegna luminosa e dalle vetrate che affacciano direttamente sulla sala interna del ristorante.

L’interno invece è piccolo e accogliente: i tavoli sono pochi e si contano circa una ventina di coperti. L’arredamento è minimal ma molto grazioso e curato nei minimi dettagli.

Per quanto riguarda il menù invece, è possibile scegliere singolarmente gli ingredienti con cui comporre la Poke Bowl, segnandoli sul foglio che viene consegnato a ciascun cliente. In alternativa, si può optare per i piatti presenti direttamente nel menù. Ci sono i vari Poke Bowl proposti dalla casa: il Corean Bowl (riso sushi, tankatsu di pollo, songino, mai al naturale, carote, sesamo bianco, chips di platano e maionese), il Kahei Bowl (lupini, pollo con cipolla croccante e maionese tartufata), il Kalua pig Bowl (riso sushi, riso venere, maiale, tarallo, maionese al pepe, mango, melagrana, carote julienne e cipolla croccante), il Salmon Bowl (riso basmati, salmone a bassa temperatura, pomodoro, avocado, noci, rucola, salsa teriyaki e yogurt) e lo Shrimps Bowl (melograno, gamberi, riso sushi, edamame, avocado e stracciatella aromatizzata al limone).

Ci sono i bao: il Cocktail Prawns Bao (cocktail di gamberi fritti in tempura accompagnati dal panino cotto a vapore) e il Neapolitan Style Bao (bho in carrozza con salsiccia, friarielli e provola).

Il menù comprende anche le tartare di tonno e salmone avvolti in un cremoso nastro di avocado, polpette di pollo croccante, gamberi in tempura (semplici o in crosta di patata) ricoperti di maionese e salsa teriyaki, l’Avocado Toast (pane tostato farcito con avocado, salmone affumicato e uovo al tegamino), il Crunchy Lomi Tacos (taco con tartare di salmone e cipolla croccante) e le nuvole (soffice nuvola di pasta cresciuta con alga wakame o nella variante al nero di seppia).

Per concludere il pasto, si può optare per un bao alla nutella con nocciole, il dessert proposto sul menù.

Esteticamente, tutti questi piatti si presentano molto bene: vengono serviti in ciotole dai colori molto vivaci e in linea con l’arredamento circostante.

Le porzioni sono abbondanti e soddisfacenti alla vista, nonostante le quantità e le proporzioni degli ingredienti siano equilibrate.

Dunque, la valutazione complessiva del locale è sicuramente positiva. Rappresenta una proposta diversa e particolare in questa zona, dominata dai classici pub e bar.

Alessandra Persico

Nata a Napoli, classe 2000. Studentessa di Culture digitali e della comunicazione presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Dopo aver mosso i primi passi nel mondo del giornalismo, sperimentando...

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