Melissa Dolci , sin da bambina, finiti i compiti, durante il pomeriggio, per gioco, si metteva ad impastare. Tanta la soddisfazione nata in quei piccoli gesti che la passione diventa professione. Segue un corso di cucina presso il Gambero Rosso per una preparazione più ampia ma decide che la sua strada è quella della pasticceria, a cui si sentiva legata anche in maniera ironica per il suo cognome “Dolci”. Un grande mentore è stato Giuseppe Amato, Capo Pasticcere della Pergola di Heinz Beck, grazie a lui Melissa ha ricevuto importanti consigli. Il suo sogno nella vita: diventare una professionista sul campo e raggiungere degli obiettivi via via più stimolanti.

Ciao Melissa, la tua passione per la pasticceria, nasce da bambina, ci racconti come?

La passione per i dolci l’ho sempre avuta sin da bambina golosa. ricordo che mi piaceva andare in una pasticceria vicino casa, dove c’era quest’anziano signore toscano; andavo con mia madre e prendevo sempre una bustina di biscottini bagnati al cioccolato con dentro della marmellata di albicocca. ovviamente, essendo golosa mangiavo sempre un dolcetto. crescendo, quando tornavo da scuola, nel pomeriggio, dopo aver fatto i compiti, mi mettevo spesso a provare ricette di pasticceria, mi sentivo soddisfatta e appagata. ogni evento e festività era una scusa per fare un dessert e spesso portavo i miei dolci anche in classe per condividerli con i miei compagni. Crescendo ho avuto sempre più la consapevolezza che creare dolci era la cosa che mi rendeva felice e che avrei voluto farne la mia professione. Ho letto molte volte la famosa citazione di Confucio: “Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita”.

Per specializzarti hai frequentato un corso al Gambero Rosso, cosa ti ha lasciato?

Subito dopo gli studi avendo già in mente cosa fare, sono andata subito a lavorare per mettermi da parte i soldi che mi servivano per seguire il corso professionale di cucina, alla scuola del Gambero Rosso. ho deciso di intraprendere un percorso che potesse darmi una visione più ampia nel mondo della cucina, perché quello che a me piaceva fare era lavorare nel mondo della ristorazione. Qui ho potuto apprendere tecniche e ricette base della cucina salata, ma anche della pasticceria. è stato un percorso fondamentale per iniziare a lavorare in questo mondo. Ho dei bellissimi ricordi di quel periodo e del percorso fatto all’interno dell’accademia. Mi fermavo quasi sempre anche la sera per fare assistenza ai docenti, cosi potevo seguire delle lezioni in più, lavorando allo stesso tempo. L’esperienza al “Gambero Rosso” si è conclusa nei migliori dei modi quando, all’esame finale con degli ingredienti a sorpresa, ho elaborato un dessert con il quale sono stata premiata, la migliore del mio corso.

Diverse i locali dove hai lavorato, ma possiamo dire che il tuo mentore sia stato Giuseppe Amato, Capo Pasticcere della Pergola di Heinz Beck, cosa porti con te dei suoi insegnamenti?

Giuseppe Amato per me è un grande professionista, lo ammiro molto e spesso penso abbia una forza sopra alla norma. lui mi ha insegnato molto sulla pasticceria, partendo dalle basi, passando per il cioccolato fino ad arrivare alle preparazioni più complicate e tecniche. Oltre a tutto ciò mi ha insegnato soprattutto a livello personale: a fare squadra, ad essere curiosa, veloce e soprattutto precisa.

 

Hai partecipato al programma televisivo “Cambio menù da Pipero” in onda su Gambero Rosso di Sky, com’è andata davanti la telecamera?

Devo dire che è andata molto bene, il format non prevedeva battute già scritte e nessun tipo di copione, ci hanno chiesto di essere noi stessi, come quando siamo in cucina a lavoro. Quindi sono stata semplicemente me stessa e sciolta, ci siamo anche divertiti!

Nel 2019 hai conquistando il prestigioso titolo di “Miglior Dessert al Piatto 2019″ al Sigep di Rimini, cosa hai provato?

Ho partecipato alla prima edizione del concorso “emergente pastry chef” nel 2019. Ho provato tantissime emozioni, per me era la prima volta che partecipavo ad un concorso, quindi ero super agitata ed avevo molti dubbi.. volevo però presentare qualcosa che fosse all’altezza del concorso. Ogni giorno durante la pausa, tra un turno e l’altro rimanevo in cucina a provare delle ricette ed abbinamenti migliori. Una volta arrivati a Forlì dove abbiamo fatto le preparazioni, poche ore prima della presentazione al Sigep, mi sono scrollata di dosso tutte le ansie ed ho messo il turbo.. mi sono detta “o la va o la spacca!”. ho presentato il dessert: “La Dolce Roma”, un dessert creato per questo evento, con assenza di burro, ma con l’utilizzo dell’olio extra vergine d’oliva “Evoloso” (olio creato per la pasticceria), ho usato solamente ingredienti della mia terra ovvero: La nocciola romana gentile DOP (da un produttore di Viterbo), La ricotta romana di pecora DOP e la Mentuccia Romana con l’aggiunta dell’olio extravergine d’oliva per esaltare i sapori. Non mi aspettavo di vincere il Premio di ” Miglior Dessert al Piatto “; ovviamente ci speravo, perché mi sono impegnata molto, ma anche gli altri concorrenti erano bravi, quindi non sapevo come sarebbe andata a finire. Quando ho sentito chiamare il mio nome ero emozionatissima e soddisfatta, perché in qualche modo tutti i miei sforzi erano stati riconosciuti!

Ci racconti come nascono alcuni tuoi dolci originali?

I miei dessert nascono da diverse ispirazioni, da uno stato d’animo, pensando a qualcosa che amo mangiare, o da alcuni profumi di ingredienti diversi che si richiamano.. ..per esempio il dolce che ho realizzato quando lavoravo da “Pipero” La Rosa incantata, ho voluto ispirarmi al cartone Disney (io sono innamorata dei film Disney), quindi ho immaginato questa rosa rossa chiusa in una campana di vetro, nel bosco innevato.. visivamente ho voluto rappresentare la neve bianca e soffice con una spuma al latte di mandorle con qualche goccia di acqua di rose, con sopra adagiato un petalo di rosa rossa cristallizzato (per dare l’effetto di un petalo congelato dal freddo). Per quanto riguarda i sapori invece ho pensato che il profumo della rosa mi portava inevitabilmente, al profumato Lychee, che ho usato sottoforma di sorbetto, gel e cubetti di gelatina. ho usato poi il sapore tostato della mandorla, facendo un disco finissimo di frolla con all’interno mandorle tostate e caramellate (la parte croccante del dessert). Mi piace molto anche giocare sulle consistenze e in questo caso anche sull’effetto sorpresa, perchè quando arriva “La Rosa incantata”  davanti al cliente non sa cosa c’è sotto la spuma bianca ( il soffice della spuma che sparisce in bocca e lascia un sapore delicato, il fresco del sorbetto, il croccante della frolla e la masticabilità della gelatina al lychee).

 

A noi puoi dirlo, qual è il tuo dolce preferito?

Questa è una domanda che mi viene fatta spesso!! non ne ho uno solo di dolce preferito.. sicuramente uno è il classico occhio di bue con all’interno la marmellata all’albicocca e bagnato con cioccolato fondente, sicuramente perché mi riporta ai ricordi d’infanzia, poi amo tantissimo i dolci con la ricotta!! tra i miei preferiti c’è la crostata di ricotta e cioccolato, la sfogliatella e la pastiera napoletana anche il cannolo siciliano.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Sì, sono giovanissima, anche se tra poco compio 25 anni e già sento che il tempo sta volando! uno dei miei sogni è sicuramente di diventare una brava pasticcera, competente su ogni materia che riguarda il mio lavoro, penso che non si smetta mai di imparare ed io ho ancora tantissima strada da fare! ma ogni giorno mi impegno per essere migliore. forse sembrerà poco ambizioso ma mi rendo conto che invece ci sono talmente tante cose da imparare che forse sarà un obiettivo che non smetterò mai di perseguire. Come sogno nel cassetto vero e proprio ho quello di aprire una pasticceria moderna e diversa da quelle che siamo abituati ad avere qui in Italia, ma soprattutto a Roma penso che manchi una ventata di giovinezza. Ce ne sono pochissime di pasticcerie giovani e moderne , si contano sulle dita di una sola mano!