Esiste un borgo che nell’antichità fu scelto dai Normanni come insediamento per l’ottimale posizione che offriva.
Summonte ha una straordinaria veduta sul vasto territorio circostante, un luogo caratterizzato dalla spettacolare Torre Angioina da dove è possibile apprezzare la vasta veduta del Parco Regionale del Partenio e del circondario ed è anche un punto di vista unico del Santuario di Montevergine ed addirittura del Golfo di Napoli.
Come se non bastasse la storia e la veduta per visitarlo, il meraviglioso borgo irpino è stato riconosciuto come uno dei borghi più belli d’Italia.

Inseritelo nelle Vostre prossime mete in modo da poter ammirare una comunità che affonda le sue radici nell’agricoltura, nella zootecnia e nell’artigianato e che sta ampliando il proprio modello di business credendo ed investendo in forme di turismo sostenibile all’insegna della promozione, della tradizione, della storia, della cultura, dell’enogastronomia e dell’incontaminato ambiente.

Una delle interpreti di questo meraviglioso patrimonio gastronomico è senza dubbio lei, Isabella Preziuoso chef e proprietaria della Locanda La Molara.

Potevo mai non passare da Lei per respirare aria meravigliosa e farmi raccontare da dove ha inizio la sua passione e la sua attività? Così mi sono diretto a Summonte e mi sono ripromesso di tornarci presto 🙂

Isabella sei molto giovane ma hai una bella esperienza alle spalle, quando nasce la Locanda La Molara?
Ho fatto un corso sulla gestione delle imprese, la mia famiglia aveva una casa in campagna e mi sono detta perché non fare la giovane imprenditrice. Così dopo qualche timore ed un po’ di calcoli, nel 2007 nasce La Molara.

 

Di solito chi diventa imprenditore di food parte da una grossa passione per la cucina, è anche il tuo caso?
No Antonio! A quattordici anni mia zia mi regalò un taccuino vuoto per le ricette, mi disse conservalo che ti servirà per scrivere le tue ricette. Mi sembrò una cosa assurda ed invece dopo un bel pò di anni ho iniziato a gestire la locanda e successivamente mi ha rapito al punto tale da diventare anche chef de La Molara insieme alla mia mamma.
Ho dovuto naturalmente studiare tanto: corsi di sommelier, gestione aziendale e cucina. Insomma passione e impegno.

 

Cosa propone la cucina de La Molara?
Piatti tipici della storia culinaria di Summonte. Ci sono ricette tramandate da mia nonna; il nostro “must have” sono la parmigiana di melanzane, rape e patate, i bon bon al castagnaccio e la mousse alla ricotta. Altri piatti, invece, nascono dai miei studi e dalla mia creatività.

Tutti i prodotti utilizzati vengono da me selezionati ricercando l’eccellenza del panorama gastronomico italiano, ovviamente utilizzo maggiormente i prodotti delle terre nostrane.
Non possono mancare i vini scelti accuratamente per ogni esigenza. Ovviamente nulla sarebbe possibile senza il mio staff impeccabile.

 

Una locanda piccola, come numeri di posti, per scelta.
Abbiamo cinquanta coperti, d’estate grazie al portico all’aperto ne aggiungiamo altri trenta. Non ho intenzione di aumentare ne diminuire, La Molara è nata così e voglio lasciarla con la sua impostazione d’origine privilegiando la qualità alla quantità.

Quali sono i tuoi sviluppi futuri?
Summonte è uno dei borghi più belli d’Italia, ho trovato un locale del 1600 in un posto storico meraviglioso, ecco mi piacerebbe aprire lì un’altra attività legata alla gastronomia.

 

Cosa ti senti di consigliare ai giovani imprenditori che vogliono aprire attività legate al food?
Se hanno veramente “passione” di provarci e non mollare mai. Soprattutto nelle nostre zone o similari abbiamo un grandissimo patrimonio gastronomico che possiamo sfruttare.

Servono impegno e creatività solo così si riescono ad ottenere risultati validi. Il nostro è un lavoro meraviglioso ma molto impegnativo; non hai giorni di ferie e le festività rappresentano le giornate più impegnative.
La passione, però, ti ripaga…ed io cucino col cuore!!!