Francesca Speranza, professionalmente nasce come grafico pubblicitario e web designer. Dopo aver lavorato molti anni in agenzie di pubblicità, nel 2007 ha deciso di diventare una freelance.

La sua vita è sempre stata immersa nei colori e sin da quando aveva 10 anni la pittura su porcellana l’ha letteralmente stregata. Un giorno, nel 2012, ha scoperto per caso il meraviglioso mondo della pasta di zucchero e ha pensato: “Perché non usare la mia pittura su un dolce? E’ nata cosi la sua tecnica di pittura ad olio su torte, il mio marchio di fabbrica. Pasta di zucchero, ghiaccia reale, wafer paper, aerografo, colori liposolubili: un mix perfetto per trasmettere emozioni attraverso i dolci.

La sua passione è il motore che alimenta la voglia d’imparare e sviluppare nuove forme: l’ingrediente che deve sempre essere presente. La stessa passione che cerca di trasmettere a chi si avvicina alla sua tecnica di pittura.

Sei specializzata come grafica web e illustratrice, quando e come hai deciso di abbandonare quel mondo per la pasticceria?

In realtà in questi anni in cui mi sono dedicata alla decorazione in pasticceria mi sono resa conto che non ho mai smesso di fare grafica ed illustrazione. Ho “solo” cambiato il supporto su cui applicare la mia creatività. Studio delle forme, armonia dei colori, analisi dei competitor… Prima lo facevo per realizzare un brand o una brochure, oggi lo faccio su una torta. 

Ci racconti come hai scoperto la passione per la decorazione artistica di torte?

Quando è nata mia figlia, un po’ come è capitato a molte, ho realizzato la sua prima torta di compleanno a tre piani. Un orrore secondo i miei canoni! Non è stato amore a prima vista, tutt’altro ma, essendo una competitiva per natura, ho avuto la velleità di volermi preparare per la “Coppa Italia di Pasticceria Artistica” al Sigep di Rimini. Un premio della critica come inizio è stata la miccia che ha fatto esplodere in me la voglio di proseguire. 

Che cosa vuol dire essere “sugar artist”?

In questi anni ho sviluppato tecniche personali e approfondito mondi più distanti da me e pur avendo studiato per cultura personale e necessità professionali, molti aspetti della pasticceria, ritengo che i due mondi, legati a doppio filo, debbano avere la loro identità separata. Questo perché ogni figura professionale ha bisogno di continua pratica, esperienza, approfondimento e ritengo che “tutto e bene” non si possa fare. Quindi essendo un decoratore per titolo di studio e avendo poi approfondito l’aspetto zucchero in ogni suo aspetto, posso dire e dimostrare attraverso le mie creazioni di essere una “Sugar Artist”… In inglese suona meglio🤣

Nel 2012 apri Francesca Speranza sugar artist, e svolgi l’attività di consulenza artistica, ci puoi raccontare come sono stati gli inizi?

Il mio inizio è stato in realtà un susseguirsi di campionati, gare e corsi di specializzazione. Avevo ben chiaro l’obbiettivo e aver vinto premi internazionali e la “Coppa Italia di pasticceria artistica #glamouritaliancakes” nel 2017 ha portato le luci dei riflettori da parte di aziende del settore con cui collaboro tutt’oggi. Da li il passo delle docenze e consulenze in giro per l’Italia, passando per New York, arrivando a Shanghai è stato un meraviglioso viaggio. 

Hai detto: ”il mio lavoro è più simile a quello di un artigiano, a metà strada tra la scultura e la cucina”, come?

Plasmo il materiale modellabile edibile senza stampi e cosa più importante cerco di condividere con i miei corsisti le tecniche di base per non far perdere nel tempo questo mestiere. I miei pezzi sono tutti unici, mai replicati. Ecco perché mi definisco un artigiano scultore in cucina. 

Sei un’artista pluripremiata, ti aspettavi tutto questo successo? 

Sinceramente quando ho iniziato questo percorso mai avrei immaginato di poter creare tutto questo ma, lavoro quotidianamente affinché ogni mio obbiettivo possa prendere forma. Ci sono tante componenti nel raggiungimento del “successo”: per me si traducono nella soddisfazione di veder prendere forma dal nulla i miei personaggi, i miei figli, come mi piace chiamarli, dando loro anche il nome. Il tutto poi condito dallo stupore e i sorrisi dei festeggiati, che ricevono le mie opere esclusive cucite su misura. 

Anche quest’anno Italia a Tavola ti ha inserito nella rosa dei 36 pasticceri finalisti, cosa rappresenta per te?

Ricordo ancora la prima volta che questa prestigiosa rivista di settore mi ha inserito in questo sondaggio. Una mattina un amico mi manda in chat la mia foto vicino a quella del Maestro, Iginio Massari… Gli rispondo “… la smetti di fare questi scherzi!”. Oggi dopo quattro anni la mia foto è ancora lì e ne sono orgogliosa, perché rappresenta l’affermazione del mio ruolo come rappresentante della categoria. Poi è un gioco…ma a nessuno piace perdere! 

Nel tempo avrai avuto anche richieste bizzarre, ci racconti qualche aneddoto che ricordi ancora?

Si è stato meraviglioso quando proprio mia figlia mi ha chiesto tutti i personaggi di Frozen…un gioco da ragazzi che ci vuole…. Ma amore di mamma un piccolo sconto? No, tutti! Sei o non sei la mia sugar artist preferita? Touchè… E così ha vinto lei. 

In questo periodo di Covid, come ti sei organizzata per le tue attività?

L’ultima meravigliosa trasferta da cui sono tornata è stata a metà Febbraio dal Gulfood di Dubai. Già al rientro in aereoporto c’era il caos totale e da li a pochi giorni l’inizio del lockdown.

In quel periodo è nata FrollArt, la mia ricetta per una frolla colorata perfetta che non perde la forma e si plasma come una pasta di zucchero. Ho iniziato nuove collaborazioni con pasticcerie per cui ho creato e firmato torte molto elaborate, che hanno dato spazio a tutta la mia creatività. Poi la pianificazione video social e di come poter continuare a trasmettere l’amore per il mio lavoro.

Non credo nei video corsi perché quando ho di i miei allievi, li guido per mano fino a quando il movimento e la tecnica per ottenere quella forma o quella sfumatura non sono acquisiti. I video aiutano quando sei già skillato o solleticano la curiosità di apprendere dal vivo.

Oggi siamo nell’era della digitalizzazione globale: uso la tecnologia ma sempre a supporto di mani e cuore, credo fermamente che l’empatia non sia una recitazione da schermo ma la trasmissione d’emozione a pelle. 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Condivido con voi un piccolo sogno che già dai primi giorni del nuovo anno ha preso forma: un programma TV tutto mio… La speranza non mi manca!