castagne

Un’eccellenza simbolo dell’Irpinia, un frutto autunnale-invernale, parliamo delle “castagne del prete”

La produzione delle castagne del prete appartiene alla tradizione alimentare soprattutto dell’Irpinia, il cui consumo si concentra generalmente nel periodo natalizio. La storia di questo frutto viene attribuita ad una ricetta gastronomica creata da preti irpini residenti nella zona di Montevergine.

In quei luoghi, in passato, gli abitanti erano soliti offrire alle persone in pellegrinaggio al santuario di Mamma Schiavona i loro prodotti tipici, tra i quali, le castagne di prima qualità e che richiedevano un processo produttivo dettagliato. 

La leggenda 

Ma perché è definita “del prete”? Il nome deriva dal fatto che a produrle fossero, appunto, i preti irpini. Ma c’è una leggenda fantasiosa. Si narra, infatti, che un giorno un prete del luogo ricevette in dono tantissime castagne e che per trasportarle verso casa caricò il suo mulo. L’animale però stanco del grosso peso inciampando cadde in un fiume riversando tutte le castagne in acqua.

Tutto il villagio derise e schernì il prete che, tuttavia, non si lasciò scoraggiare. Giunto nella sua umile dimora, asciugò le castagne in forno creando la gustosa ricetta che prende il nome di “castagna del prete”. 

Come viene prodotta?

Le castagne appena raccolte, infatti, sono umide per l’alto contenuto d’acqua e per questo motivo vengono essiccate all’interno dei “gratai” (delle strutture costantemente riscaldate) per dieci giorni. Il secondo step, secondo la tradizione irpina, vuole che le castagne, ormai secche, vengano tostate in forni caldissimi. Vanno poi reidratate: infatti, vengono immerse nell’acqua fino a quando non tornano morbide. Eravate al corrente di tutto ciò? Le fare proprio cosi?

Maria Perrotta

Laureata in Comunicazione e Culture dei Media ho focalizzato i miei interessi sulla creazione di contenuti testuali e multimediali per il settore sportivo, in particolare per il calcio. Sin da piccola ho...

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