Valerio Braschi, oggi 21 anni, ha partecipato giovanissimo (frequentava la 5 liceo scientifico) ed ha vinto la 6°edizion di MasterChef italia. Dopo aver preso il diploma si sono dedicato completamente al mondo della cucina, viaggiando e scoprendo le cucine di tutto il mondo, così da poter ampliare i suoi orizonti.
 

Ciao Valerio, cos’è cambiato nella tua vita dopo il talent? E quali esperienze lavorative hai fatto da quando sei uscito?

Dopo Masterchef la vita è diventata frenetica, ogni giorno diverso dall’altro. Lavoro tantissimo, in giro per il mondo, ho cucinato in tantissimi ristoranti, sia in italia che all’estero.

Diciamo che Masterchef ti dà un’opportunità, ma non fa di te uno chef, ma solo il protagonista di un talent, sta a te poi farti valere e farti il culo per crearti un nome. 

Polpo alle 3 cotture ( lesso in brodo di polpo, grigliato e nappato con beurre blanc) maionese di brodo di polpo, finocchio di mare e sedano di montagna

Sin da subito hai mostrato grande creatività, accompagnata da una forte voglia di imparare e una positività estrema, come hai vissuto quei mesi a MasterChef?

A Masterchef mi sono divertito, non ho mai gareggiato con paura o strategia, volevo solo cucinare, esprimere me stesso e mettermi alla prova.

Ho conosciuto una banda di “matti”, in senso buono ovviamente, persone che mi hanno aiutato a crescere e che sono diventati grandi, ma grandi amici.

Qualche esempio Michele Pirozzi, Michele Ghedini, Giulia Brandi, Marco Vandoni, Gabriele Gatti, Cristina, Gloria, Margherita, Roberto etc etc.

Paccheri, stracotto di wagyu al Mirto in ultrasuoni , fonduta di formaggio di capra

 Come sei arrivato a partecipare a Masterchef? È stata una tua idea oppure ti ha convinto qualcuno?

I miei compagni di classe mi hanno convito ad iscrivermi ed ho deciso di provare, ma mai avrei pensato ad un finale cosi. 

A noi puoi dirlo ti aspettavi di vincere?

Inizialmente speravo solo di non arrivare ultimo, poi, una volta entrati nella top 10 ho davvero cominciato a sperarci, come tutti del resto.

Ostrica, jus di coniglio e olio allo scalogno

Dopo la tua vittoria sei ritornato a MasteChef come giudice. Che effetto ti ha fatto?

Ho portato un mio piatto a Masterchef, giudice non ancora (ndr ride), non mi metterei mai a confronto con i 4 giudici che stimo tantissimo, e spero davvero un giorno di arrivare dove sono arrivati loro.

Com’è stato scrivere “Mystery boy. La mia idea di cucina in 100 ricette”?

A scrivere il libro mi sono divertito tanto, soprattutto i giorni passati con il mio amico Jacopo Viganó (editor) a pensare a cosa scrivere e come scriverlo ….

Chi era il giudice più severo e con quale eri più in sintonia?

Tutti i giudici erano iper severi, ma per me il top è e rimarrà sempre Cracco.

Cappelletti senza glutine ripieni di spinarolo e ricotta, fondo di canocchie e gallinella, battuta cruda di canocchie al lime

Passiamo alle tue esperienze post programma, sei stato protagonista quella all’ambasciata italiana di New Delhi con Una cena a quattro mani insieme con la vincitrice di MasterChef India, Kirti Boutika, che esperienza è stata?

In india con Kirti mi sono divertito tantissimo, abbiamo cucinato tantissimo!!!

150 membri dell’ambasciata seduti al tavolo e noi dietro a cucinare un super menu italo-indiano.

Una delle esperienze più belle della mia vita.

Menzione speciale per la mia ragazza Gaia che, lavorando con me, quei giorni ha chiuso oltre 800 cappelletti.

Bao fritto senza glutine, anatra lacca al miele, peperoncino, cipollotto e senape.

Hai anche cucinato con o chef del ristorante Atman di Lamporecchio alla Città del Gusto del Gambero Rosso, com’è andata?

La cena con Igles è stata spettacolare, mi sono divertito tantissimo e abbiamo fatto un menù spettacolare.

Un maestro sempre il grande Igles!!! 

Dovevi coronare un tuo sogno svolgendo un lungo stage al ristorante Atman (a Lamporecchio PT) dello chef Igles Corelli, com’è andata?

Non ho purtoppo fatto lo stage da Corelli, mi sarebbe piaciuto, ma per tutte le date che avevo firmato non avevo il tempo materiale.

All’epoca di MasterChef, i dolci erano il tuo punto debole, ora come va?

Sono ancora il mio punto debole, ma ho studianto e provato tanto per imparare le basi della pasticceria in modo da avere una cultura a 360º della cucina.

Tataki di san Pietro marinato in ponzu allo yuzu, brodo di peperone e anguilla affumicata.

In questi anni hai approfondito le tue conoscenze e come?

Ho letto tantissimi libri, cucinato tantissimo, in tantissimi ristoranti, conosciuto e lavorato con tantissime persone.

Ho mangiato in tantissimi ristoranti rinomati, cercando di farmi una cultura del cibo.

Viaggio tantissimo, odio stare sempre in un posto, voglio scoprire il mondo, visitare tutto il globo e assaggiare tutti gli ingredienti conosciuti e non.

Direi che la curiosità non mi manca. 

Cosa consiglieresti a chi si avvicina al mondo della cucina?

La cucina non è quella che si vede in tv.

È ben altro, dura, piena di rinunce, ma se hai passione e voglia di fare e imparare puoi davvero distinguerti.

La cucina ha trasformato la mia vita, è diventata il mio stile di vita e devo ammettere di aver scelto la professione più bella del mondo.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Spero a breve di aprire un mio ristorante, entro giugno/settembre vorrei iniziare nel mio locale,  e ovviamente il vero sogno nel cassetto rimane quello dello famosa Stella Michelin.