La Stanza del Gusto è un ristorante situato nel cuore del centro storico di Napoli, in via Costantinopoli, in prossimità di piazza Bellini.  Mario Avallone è chef e patròn della Stanza del Gusto.

Com’è nata “La stanza del Gusto”?

La stanza del gusto è nata nel 1996 nel mio primo laboratorio di cucina alle Rampe Brancaccio. Io arrivo dal mondo della banchettistica, oggi questo tipo di servizio si definisce più elegantemente catering. Durante una conversazione con due miei carissimi amici, decisi di allestire una stanza del laboratorio e organizzare cene di 6-12 persone riunite in un unico tavolo e da qui nacque “La stanza del gusto”. Nel 2000 mi trasferii al vicoletto Santarpino a Chiaia con trentotto posti a sedere. Nel 2008 iniziai i lavori in via Costantinopoli, l’attuale ristorante è suddiviso in tre locali, la cantina nel seminterrato, “Squisitezze e Cheese Bar” al piano terra dove do ampio spazio alla mia passione per i formaggi, invece, al piano superiore vengono serviti i piatti.

Qual è il target di persone che ospita?

Il target è molto trasversale, vengono sia giovani che adulti, il pubblico è oramai internazionale. Nel gusto nessuno vince nulla non è una gara. Nel momento che decidi di stare in questo mondo devi stare al servizio degli altri, devi creare consenso in ciò che fai. Il mio unico scopo è quello di fare contento chi mi viene a trovare. Io vivo il cibo a 360 gradi, studiando e praticando giorno dopo giorno.

 Quali sono le particolarità della Sua cucina?

Io non do etichette, la mia è una cucina che ha una storia.  Sono da molto tempo sul mercato e spero di restarci ancora a lungo. Io sono napoletano, ma ho vissuto dieci anni in Sicilia, quindi, la mia cucina presenta un forte segmento mediterraneo. Io cerco di fare una cucina buona e moderna. Noi facciamo tutto a mano a partire dalla lavorazione della farina a quella del sale, lavoro le spezie, i liquori, i formaggi e molto altro.

Avverte la rivalità con gli altri ristoratori?

Si, in questo momento sento la pressione del nulla. Il confronto è tutta una questione di ragionamento che solo le persone veramente mature possono affrontare. Cerco di combattere tutte le difficoltà, alcune le supero e altre no, ma per fortuna ho una stella che mi illumina sempre il cammino. Sono un sognatore credente, questa è la mia forza.

A cosa si è ispirato per l’arredamento del ristorante?

Io non ho ispirazione, cerco di fare tutto ciò che mi piace, ovviamente c’è sempre anche un valore estetico, tu puoi trovare particolare ciò che per me è la mia normalità. Io sono molto legato al mondo dell’arte, nel periodo in cui ho fatto i banchetti ho lavorato con quasi tutti i galleristi della città. Essendo un’amante dell’arte ospito nel mio ristorante anche mostre fotografiche.

Cosa si aspetta dal futuro?

Il mio sogno è rendere felici le persone che ho intorno, iniziando da mio figlio fino a te che sei venuta oggi. Questo è il mio futuro, io sono un uomo sazio, la mia vita l’ho già vissuta a pieno.

Parlare con Mario mi ha fatto riflettere sotto tanti aspetti, la cosa che più mi ha colpito è stata quando ha detto: “Il mio sogno più grande è rendere felici le persone che ho intorno”. Il mio sogno, invece, è vedere in giro tante persone come Mario, che di fronte ad un sorriso fatto dopo aver assaggiato un buon piatto, si riempiono di gioia.