I Love Panzerotti è il primo di una catena di franchising, dove il protagonista è il panzerotto fritto pugliese. L’ideatore Angelo Magni, insieme alla collaborazione imprenditoriale del cugino Giovanni Bonati, mercoledì 10 aprile 2019, ha inaugurato il primo di una serie di negozi che apriranno negli USA e in seguito nel resto del mondo.

Perché hai scelto di esportare il “panzerotto” e non un altro prodotto gastronomico?

Il panzerotto è un prodotto molto comune, soprattutto a Milano. Un mio pensiero fisso è sempre stato quello di voler aprire vari punti vendita di panzerotti. Circa un anno fa sono stato a New York per registrare un album, mi resi conto che nessuno vendeva questo prodotto, così ritornato a Milano, decisi di avviare un nuovo percorso imprenditoriale.

Com’è nata la collaborazione con tuo cugino Giovanni Bonati?

La collaborazione con mio cugino è nata a giugno dell’anno scorso. Quando decisi di avviare questo progetto, feci su Facebook un post, dicendo che chiunque era interessato a contribuire all’avviamento della mia attività, poteva contattarmi. Mio cugino, che allora si trovava a New York per un viaggio, mi scrisse subito e divenne uno dei primi investitori.

La cosa che mi colpisce molto è l’idea sociale, ovvero utilizzare parte del ricavato per sostenere la crescita nel sud del mondo, quanto viene finanziato per l’ONG?

Per ogni panzerotto che vendiamo, evolviamo 10 centesimi a Mary’s Meals, un’organizzazione apolitica e aconfessionale, che accomuna ogni ideologia e ogni persona in maniera trasversale, ha come unico obiettivo, il “benessere dei bambini”.

 Quanti tipi di panzerotti proponete?

Noi abbiamo 18 panzerotti fissi e altri speciali, che cambiamo in base alle stagioni. In questo periodo che l’estate incombe, stiamo prepariamo panzerotti al gelato.

Qual è il panzerotto più gettonato?

Il panzerotto più gettonato è senza dubbio quello con il salame piccante.

Quali sono i progetti futuri?

Il nostro obiettivo è quello di aprire altri tre negozi a New York e un ufficio specifico dedicato al franchising, perché la mia idea finale è quella di diventare internazionali.

Ciò che per alcuni è banale, può diventare una mossa imprenditoriale e vincente altrove.