<<Dare risposte in tempi certi, senza inutili lungaggini burocratiche, consente alle aziende di programmare il proprio sviluppo, le strategie industriali e commerciali e favorisce di conseguenza la crescita dell’economia del territorio>>.

Queste sono le dichiarazioni rilasciate già a gennaio 2020, dall’Assessore Regionale dell’Industria, Anita Pili, dopo la visita preventiva allo stabilimento Heineken di Macchiareddu, nella zona industriale di Assemini in provincia di Cagliari. Il più antico birrificio presente in Sardegna che produce anche la birra sarda per eccellenza: l’Ichnusa.

Le promesse sono state mantenute, infatti qualche giorno fa, la Regione Sardegna ha dato il via libera al progetto presentato dalla Heineken. Decidendo di non sottoporre a valutazione di impatto ambientale la richiesta di ampliamento aziendale.

Di conseguenza, Heineken Italia ha annunciato un piano di investimenti da 73 milioni di euro. Piano finalizzato all’ammodernamento e alla crescita strutturale del birrificio, con un previsto aumento della capacità produttiva da 149 a 230 milioni di litri l’anno (+54%).

Gli interventi programmati, mirano a creare una sinergia tra tradizione e innovazione puntando in particolare sulle nuove tecnologie. Prevedono l’adozione di macchinari automatizzati di ultima generazione, conformi agli ambiti tematici del Piano Nazionale dell’Industria 4.0. Tra cui una nuova centrale frigorifera e degli impianti di stoccaggio di CO2.

Il progetto di ampliamento vedrà anche l’installazione di nuove torri di raffreddamento e di una caldaia a Gnl, (gas naturale liquefatto). Si andrà in questo modo a migliorare l’impatto ambientale, con una significativa riduzione dei consumi di acqua ed energia elettrica e con un calo sostanziale delle emissioni di Co2.

Infine, l’investimento porterà, oltre alla realizzazione di nuove linee del brand, anche all’assunzione di 25 nuovi addetti, assicurando un concreto effetto positivo sul territorio.

Grazie al contratto di sviluppo firmato con Heineken, con un accordo congiunto Stato-Regione, verrà erogato un contributo sostanzioso. Quasi 14 milioni di euro a fondo perduto da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, mentre 200 mila euro arriveranno dalla Regione Sardegna.

Wietse Mutters, Amministratore Delegato di Heineken Italia ha dichiarato: <<L’investimento sul birrificio di Assemini è un tassello importante della nostra strategia di sviluppo. Gli interventi programmati avranno un impatto migliorativo. Non solo sulla capacità e sulla qualità produttiva del birrificio, ma anche sul territorio in termini di occupazione, ambiente e indotto. La pandemia ha azzerato l’intera crescita del comparto degli ultimi 4 anni. Con questa operazione Heineken vuole confermare il suo impegno verso l’Italia e la Sardegna in particolare, ed essere motore della ripresa della birra e dell’economia agroalimentare>>.

<<Siamo orgogliosi delle aziende che producono eccellenza e creano ricchezza per l’isola. La Regione è impegnata costantemente in una serie di progetti per tutelare le produzioni locali. E per consentire l’utilizzo di strumenti per favorire export, con conseguente impatto occupazionale, salvaguardando l’ambiente>>, ha puntualizzato l’esponente della Giunta Solinas.

Abbiamo sentito l’Assessore alle Attività Produttive del Comune di Cagliari, Alessandro Sorgia che ha dichiarato:

<<Vedo con grande favore l’investimento, perchè questo intervento programmato avrà sicuramente un influsso positivo che migliorerà non solo la qualità produttiva del birrificio, ma genererà un effetto a cascata anche sul territorio. Sia in termini di occupazione che sullo sviluppo dell’indotto in generale, dedicando un’attenzione particolare alla tutela dell’ambiente circostante>>.

L’Assessore Sorgia prosegue: <<Quindi ringraziamo Heineken che ha deciso di puntare sulla Sardegna, in particolare sul sud dell’isola, fornendo, dopo 4 anni particolarmente difficili, i mezzi per avanzare verso una solida ripresa. Rivolta non solo alla produzione della birra, ma anche alla valorizzazione di tutta l’economia agroalimentare legata alla filiera delle materie prime, utilizzate per la fabbricazione di questa bevanda>>.

Sara Sanna

Ho 48 anni e vivo in Sardegna. Ho lavorato come tecnico del restauro archeologico prima, poi come guida turistica e operatrice museale presso la "Fondazione Barumini Sistema Cultura" che si occupa della...

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