Giovani, tecnologici e molto preparati sono questi i profili dei winemakers.

Potremmo dire che  hanno il giusto “blend” di passione e competenza. Doti imprescindibili per portare avanti quello che è, da sempre, un lavoro di grande fatica.

Quali innovazioni hanno portato nelle loro aziende?

Quali sono i progetti a cui stanno lavorando?

Quali sono i fattori competitivi?

Quale deve essere il rapporto tra innovazione e tradizione?

Queste sono solo alcune delle domande che porrò ai miei ospiti

  • Cristina Varchetta – Responsabile Comunicazione e Ospitalità Cantine Astroni
  • Mariapina Fontana – Responsabile Commerciale Tenute Fontana
  • Francesco De Pierro – Enologo Passo delle Tortore

nel corso del talk che si terrà venerdi 7 ottobre alle ore 13 durante la IV Edizione di Eruzioni del Gusto al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa.


Cristina Varchetta – Responsabile Comunicazione e Ospitalità Cantine Astroni
Dopo aver conseguito il diploma Sommelier Ais terzo livello e Terminata l’esperienza ad Alma, la scuola internazionale di cucina e aver svolto varie  esperienze in Hospitality,  è tornata in azienda per contribuire e continuare la tradizione familiare.

Mariapina Fontana – la mia passione per il vino è nata come conseguenza naturale della storia della mia famiglia: siamo vignaioli da cinque generazioni e io sono cresciuta tra i filari e l’odore di mosto, tanto che a vent’anni ho deciso di diventare sommelier. Nel 2009, io e mio fratello Antonio – col sostegno dei nostri genitori – abbiamo deciso di fare di questa passione la nostra vita e così abbiamo fondato la nostra azienda vinicola, con l’intento di recuperare i vitigni storici della nostra zona e proporre vini biologici di alta qualità e grande tradizione. Asprinio, Sciascinoso, Falanghina e Aglianico sono le perle del nostro territorio, da sempre benedetto da una grande fertilità, dono delle eruzioni del Roccamonfina e del Vesuvio, e noi abbiamo cominciato a produrli con grande soddisfazione. I riconoscimenti, nel corso degli anni, non si sono fatti attendere, ma la voglia di fare ancora di più e ancora meglio, che ci ha spinto a iniziare, non si è mai assopita ed è anzi aumentata col tempo: eccellenza, coltivazioni biologiche e interesse per il territorio e la sua storia non potevano non farci guardare alla Reggia di Caserta, il monumento più celebre della nostra città, e così è nato nel 2019 il progetto di riprendere le vigne di Re Ferdinando IV, proprio all’interno della Reggia, nel meraviglioso bosco di San Silvestro, già oasi WWF. Non era un obiettivo semplice da realizzare – del vigneto originale non rimaneva nulla – ma il nuovo interesse per gli aspetti immateriali del patrimonio storico, ci spingeva a credere nella fattibilità della nostra idea. Dopo molte ricerche e molto lavoro, con l’aiuto delle istituzioni e il patrocinio della Reggia, ho presentato il nostro progetto all’UNESCO, ed è stata una grande emozione e un enorme privilegio riceverne l’approvazione. Così è iniziata questa nuova grande avventura e oggi la nostra azienda produce in esclusiva il prezioso Pallagrello – bianco e rosso – proprio in quello che era il vigneto reale, in un’oasi di biodiversità e con tecniche di agricoltura biologica certificate. Insieme alla magnifica e sontuosa Reggia, le persone oggi possono venire a visitare il vigneto e le cantine antiche, attraversando i secoli per gustare il vino delle tavole reali ed entrare ancora più in contatto con un passato che ancora nutre il nostro presente.

Francesco De Pierro –  Enologo Passo delle Tortore
Laureato alla facoltà di Enologia e Viticoltura di Avellino, allievo di Luigi Moio. Dopo la laurea decide di fare delle esperienze fuori Italia e si trasferisce in Francia. Resta in questa terra per cinque anni affrontando due esperienze diverse la prima a Bordeaux dove resto tre anni, ed un’altra a Côté du Rhône patria del Syrah.
Ritornato dalla Francia , incontra Nicola de Girolamo e le sue future socie Francesca Graziana e le Ilaria con cui inizi questa nuova avventura chiamata Passo delle Tortore

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