Gilberto Neirotti  ex studente di giurisprudenza, si fa conoscere fin dalle prime puntate del talent, per molti è il concorrente meno amato, da dicembre 2019 lavora con lo  Chef Giorgio Locatelli

Ciao Gilberto, cos’è cambiato nella tua vita dopo il talent?

Il talent mi ha sicuramente cambiato la vita, quelli che partecipano ad un programma cosi, penso lo facciano per tre motivi, la passione per cucina, prendono la cosa come un gioco per fare qualcosa di nuovo, oppure perché vogliono cambiare vita in un momento di insoddisfazione personale, io l’ho fatto per gioco inizialmente, poi è diventata una gara nella quale il mio unico obbiettivo era vincere e perché no, cambiare vita! dopo il talent, mi sono appassionato alla cucina in maniera davvero molto forte, ovviamente la notorietà è particolare, la gente che ti ferma per strada a tutti quelli che ti contattano sui social, particolare! ho studiato tanto, libri e libri, ricette di ogni tipo, da quando sono entrato a quando sono uscito la crescita è stata esponenziale, e ne ho avuto la conferma dal mio primo Chef Mattia Bianchi, quando mi ha detto che da un ragazzo che non ha mai lavorato in una cucina professionale, la mia preparazione era davvero alta!   A seguito della fine del programma il mio obbiettivo sin da subito è stato quello di entrare in una vera cucina ed imparare, lavorare sodo e crescere!

Sin da subito hai mostrato grande creatività, accompagnata da una forte voglia di imparare anche se non sei stato uno dei personaggi più amati, come hai vissuto quei mesi a MasterChef?

I mesi vissuti a Masterchef sono stati molto intensi ma anche forse i più belli della mia vita. Perché ho vissuto un pò come se mi trovassi in una bolla, tutto all’oscuro di tutti ma tu cosi felice che vorresti urlarlo al mondo intero. e’ stato sicuramente unico! un’esperienza che ti cambia la vita, a chi più , a chi meno, a me l’ha cambiata radicalmente! Durante la messa in onda, non sono stato apprezzato da tutti, ma questo è il gioco, da casa con il montaggio lo vivi diversamente, ed essendo televisione devono creare dei personaggi, io comunque sono così, un po strafottente, sicuro di me stesso e deciso sull’obbiettivo, senza mezzi termini, perché sempre di una gara si sta parlando!

Eri il favorito per la finale, ci racconti come è andata e che piatti hai presentato?

in vista della finale, dopo essere entrato con un diaframma di manzo, da grande amante della carne, dopo l’esperienza, preferisco quasi cucinare il pesce, sarà per la duttilità ma mi piace molto, quindi ho optato per un menu a base di pesce, ho portato piatti più o meno complessi dal Risotto alla zucca, ripasso tartufo e Monte Veronese, Baccalà in olio cottura, con pil pil leggermente piccante e tuorlo fritto, al Glacier 51 acqua di pomodoro su un fondale marino di alghe e molluschi. il mio grande neo è stato il dolce, ho avuto diversi problemi nella realizzazione e non ho ottenuto quello che desideravo. ma non ho nessun rimpianto. ne sono uscito felice, motivato e carichissimo.

Come sei arrivato a partecipare a Masterchef? È stata una tua idea oppure ti ha convinto qualcuno?

l’iscrizione come già detto è arrivata un po’ come un gioco, ero a lavoro in ufficio con mia mamma, la quale mi ha detto “perché non provi ad iscriverti a Masterchef?” Da quella fatidica domanda è iniziato il tutto, ho mandato la mia candidatura e dopo soli 2 giorni ho ricevuto la prima telefonata, da li è iniziato il tutto. un lungo percorso che però mi ha portato grandi soddisfazioni. 

Da poco hai iniziato un’esperienza presso “Locanda Locatelli”, cosa ti aspetti?

Dal 1 Dicembre lavoro presso Locanda Locatelli a Londra, dopo Masterchef avevo chiesto allo Chef Locatelli se potessi andare a fare uno stage, si è subito reso disponibile e dopo alcuni mesi, a seguito di problemi logistici per numero di personale presso la Locanda, sono partito per uno stage di 15 giorni, dopo qualche giorno di lavoro, l’Head Chef Sig. Sergio Fontana, mi dato la possibilità di fermarmi per tutto il mese di Dicembre, dopo qualche altra settimana, mi ha convocato lo Chef Locatelli il quale mi ha proposto un contratto e di fermarmi a lavorare per un lungo periodo, dopo aver visto la mole di lavoro e la grande tecnica e cura della materia prima, ho deciso di accettare. Quindi ora ho intenzione di crescere e vivere questa esperienza al 100%.

Qual è il tuo rapporto con Giorgio Locatelli?

Il rapporto con lo Chef Giorgio Locatelli è di stima reciproca, lo chef è sempre presente in cucina tutti i giorni, si lavora molto ma a volte si scherza anche insieme leggendo i commenti sui social che magari fanno allo chef quando pubblica qualcosa dive ci sono anche io! i social sono spesso motivo di grandi risate visti i miei tanti haters!

Dagli studi di Giurisprudenza ad una cucina stellata, come ti senti ora?

Il passaggio da Giurisprudenza ad una cucina stellata è stato particolare ma molto intenso, ora sono felice ed ho ben chiaro il mio futuro, cucinare mi rende felice e riesco ad esprimere il mio meglio.

Cosa consiglieresti a chi si avvicina al mondo della cucina?

Il mio consiglio ai ragazzi che si avvicinano a questo mondo, è quello di studiare tanto, c’è un mondo da imparare, e come mi dice lo Chef Fontana, dopo 20 anni di duro lavoro ed esperienze in giro per il mondo, impara qualcosa ogni giorno. E’ un lavoro molto duro, se si pensa che si lavora per anche 17 ore consecutive senza mai fermarsi un attimo, bisogna essere forti e un pò aggressivi “in senso buono!” c’è molta competizione, quindi bisogna distinguersi dagli altri e riuscire a dimostrare più degli altri per riuscire a raggiungere gli obbiettivi che ci si prefissa.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

l mio sogno nel cassetto è quello di aprire il mio ristorante e raggiungere la stella Michelin, è un sogno vivo che voglio realizzare, voglio crescere, impara e crearmi una reputazione di rispetto per poi mettere nel mio ristorante la mia grande passione e la mia creatività.