Ciao Francesco, con Pater Familias„hai voluto riportare agli antichi splendori in seguito al lungo declino in cui era stato abbandonato all’indomani del terremoto dell’80, come mai questa scelta?

Il palazzo appartenente alla mia famiglia, dove tuttora sorge il ristorante Pater Familias, è un palazzo gentilizio sito nel centro storico di Paternopoli, in Irpinia. Fu eretto nel 1836 da un mio antenato, tale Vincenzo Famiglietti, egli frequentò il Real Istituto delle Belle Arti a Napoli e si occupò di pittura ed architettura. Ebbe una passione smodata per le arti figurative e per la pittura. Le “sanguigne” (chiamate così perché disegnate con l’ematite, un conglomerato ferroso il cui colore ricorda il sangue), i carboncini e gli oli su tela che ho esposto sono infatti frutto del suo talento. Nel cantinato del palazzo, dove tuttora si trovano le sale, in antichità vi era un frantoio in pietra. Conservo ancora gli orci in pietra in cui si stipava l’olio e i cassoni di legno contenenti il grano.  L’intero stabile ha subito ingenti danni a seguito del sisma del 1980 ed è stato interamente ristrutturato e rifunzionalizzato per l’attività di ristorazione.  

Ci racconti come nasce il nome del ristorante?

Il nome Pater Familias (dal latino: “padre di famiglia”, il “capofamiglia”, in genere la persona più anziana, il riferimento quotidiano dei membri di una famiglia, nonchè il custode delle memorie, colui che innanzi al focolare domestico era solito raccontare storie di vita ed aneddoti ai propri familiari) è innanzitutto un mio piccolo tributo di riconoscenza verso le generazioni che mi hanno preceduto.

La parola stessa “pater” rievoca Paternopoli, che fu fondata dai cosiddetti “patres” eremiti che nei secoli addietro occuparono e vissero i colli del comune irpino, popolandolo nel corso del tempo.

Nel tuo ristorante si percepisce il forte legame con la sua terra d’origine, con l’arte, la creatività e l’ingegno delle generazioni, come ci siete riusciti?

Stiamo cercando di coniugare la bellezza paesaggistica dell’ Irpinia, le generazioni passate, la storia e la cultura di una terra, l’arte e le tradizioni con il buon cibo, al fine di fornire un’esperienza ed un coinvolgimento emotivo

Come hai scelto lo chef Antonio Natale e il sous chef Davide Filadoro?

Dopo una lunga selezione le mie scelte sono cadute su loro. Abbiamo fatto squadra: gli chef Antonio Natale (ex La locanda di Bù) e Davide Filadoro (ex Maeba Restaurant) sono esperti conoscitori delle tipicità e delle tradizioni irpine a tavola, dei produttori e delle eccellenze che offre il nostro territorio.  Sono loro il motore della cucina del Pater Familias. 

                                                                                                               
Le materie prime che utilizzate sono prodotti biologici del vs territorio, ci racconti alcuni di essi?

Paternopoli è un paese a forte vocazione vitivinicola ed ortofrutticola, tanto per citarne una è il paese del “broccolo aprilatico” già iscritto all’Albo dei Prodotti Tipici Tradizionali e già Presidio Slow Food. Il ciclo vegetativo di questa tipologia particolare di broccolo è lunghissimo, si semina a fine estate e si ottengono le piantine che si trapianteranno prima dell’arrivo del freddo invernale. La raccolta del preziosissimo ortaggio viene fatta rigorosamente a mano.

Sul Vs sito dite:”, Esploriamo le nostre radici sprigionando i sapori del passato”, che tipo di cucina proponete?

Proponiamo rivisitazioni in chiave moderna della cucina tipica del territorio. I piatti della tradizione. Lavoriamo con le materie prime che offrono gli orti stagionalmente. Come hai avuto modo di vedere il nostro menù propone una selezione delle tipicità della tradizione locale, che vanno dall’antipasto fino ai dolci passando per i primi e i secondi selezionando ingrediente e materie prime che la nostra terra ci offre.

Anche la carta dei vini è pregna della tua terra, l’Irpinia,  che così completa il percorso di conoscenza dei sapori del territorio e delle sue peculiarità, come li avete selezionati?

Seguiamo un discorso di continuità che io definisco “filo diretto col territorio” premiando così i piccoli produttori, i viticoltori che puntano sulla qualità dei propri prodotti. La ricerca delle eccellenze parte da punti fermi ma è sempre in costante evoluzione.

 

 

Tutte le immagini sono di Raffaele Nocera!
Contatti: www.paterfamiliasritorante.it