Spesso abbiamo sentito l’espressione “food design” senza capire realmente di cosa si stesse parlando, ma  nonostante lo scetticismo iniziale, ciò che sembrava una moda passeggera si sta tramutando in una vera e propria professione. Per questo nasce Food Ideas  che rappresenta il primo master in Food Design, promosso dalla Scuola Politecnica di Design e diretto da Antonello Fusetti.

“Ritengo che l’esperienza di Expo non si sia conclusa – afferma il fondatore di Food Ideas Antonello Fusetti – ma che al contrario cominci proprio ora la sfida per far si che l’investimento fatto per l’evento possa divenire un valore permanente, non solo per Milano ma per l’intero paese. Grazie all’interazione con la cultura progettuale del design, prosegue Fusetti, questo progetto porterà al mondo del management e del marketing dell’alimentare nuove metodologie per reinventarsi in chiave più attuale. Al mondo del design invece, offrirà nuove opportunità di sperimentazione e di lavoro nel settore food, ancora in fase di esplorazione.”

Il laboratorio prevede attività di ricerca, collaborazione  e consulenza per rispondere alle esigenze dei diversi attori della filiera agroalimentare e dei settori ad essa connessi. Le aree di ricerca previste sono 9:

  • il progetto del cibo
  • gli strumenti del cibo
  • gli spazi del cibo, i luoghi del consumo e della distribuzione
  • il packaging
  • la comunicazione del cibo
  • gli eventi del cibo
  • cibo e turismo
  • food service design
  • digital food

Food Ideas potrà contare sulla collaborazione di oltre 70 docenti della Scuola Politecnica di Design e del Master in Food Design (Università IULM) che tra l’altro per la terza edizione del 2017 prevede di mutare il nome in Food design and Innovation,  volendo sottolineare la rilevanza del ruolo del design come fattore strategico per la creazione di innovazione nel settore agroalimentare. Inoltre, le attività di progettazione in campo alimentare non possono prescindere da un’attenta valutazione sul comportamento dei consumatori. Quindi le tradizionali ricerche basate su questionari, interviste e focus group, sono state affiancate dalla collaborazione con il Centro di ricerca di Neuromarketing “Behavior and Brain Lab“, della medesima università, con lo scopo di integrare le tecniche di ricerca tradizionali a quelle più attuali ed innovative.