Birra nata nel 2012 per festeggiare i 150 anni del Birrificio, ma sarà resa disponibile dal 1 Giugno. Chimay è la birra realizzata dall’Abbazia di Notre Dame de Scourmont in Belgio che ha recentemente ufficializzato il rilascio sul mercato internazionale di Chimay 150.

Secondo i produttori non è esattamente una birra nuova, Chimay 150 era già stata prodotta in versione limitata in 150.000 bottiglie nel 2012 per festeggiare il 150°anniversario del Birrificio.

Chimay 150 è una Belgian Golden Strong Ale da 10% Abv e si troverà disponibile dal 1 Giugno, ma in principio solo per il canale Horeca in formato 33cl, la bottiglia da 75 CL con tappo in sughero arriverà in seguito.

L’ ultima novità in casa Chimay risaliva al 1966, in cui fu rilasciata la Chimay Triple “Cind Cents”.

La Chimay è una birra trappista belga di Vallonia, prodotta dall’Abbazia di Notre Dame de Scourmont a Chimay dal 1862. È una delle 12birre autorizzate ad ad utilizzare il logo esagonale Authentic Trappist product, garantendo in questo modo che il prodotto è fabbricato all’ interno di un’ Abbazia Trappista, damonacitrappisti o comunque sotto il loro diretto controllo, che la produzione, la scelta dei processi produttivi e l’orientamento commerciale dipendono dalla comunità monastica, e che il fine economico della produzione di birra deve essere diretto al sostentamento dei monaci e alla beneficenza e non per il profitto finanziario.

Nel 1850, il principe di Chimay invita i monaci dell’Abbazia di Westvleteren, a fondare una nuova Abbazia dell’Ordine Cirstercense. Sin dal 1862, la Birra è prodotta con acqua particolarmente morbida. La Birra di Chimay non è filtrata e non è pastorizzata e sia in fusto che in bottiglia subisce la rifermentazione. Viene importata in Italia dal 1978.

Le birre sono tutte a fermentazione alta. Per quanto attiene gli ingredienti : tutte sono fatte con acqua, orzo malato, frumento, zucchero, luppolo e lievito

Prodotto in più versioni:

A) Chimay Rouge (rossa) con il 7% alcol, ma in bottiglia da 75cl è nota come Première. Ha colore marrone scuro ed aroma dolce dal gusto di frutta. Il malto ha carattere ricco, con note di noce, lievito e pepe della casa.

B) Chimay Bleue ( Blu) con il 9% di alcol, Birra scura. Nella bottiglia da 75 CL è conosciuta come Grand Rèserve. Birra di colore rame scuro ha una schiuma cremosa e gusto amaro. Questa è la birra classica di Chimay, con un gusto di frutta, caratteristiche piccanti. Il gusto si evolve negli anni ed è molto popolare i B Belgio.

C) Chimay Blanche (Bianca) o Chimay triple, con l’8% di alcol, nella bottiglia da 75 Cl, è nota come Cinq Cents. Birra fragrante con colore arancione chiaro e gusto molto amaro;la più asciutta delle quattro.

D) Chimay Dorèe con il 4,8% di alcol, fermentata dagli stessi ingredienti della triple, di puro malto d’orzo, è più pallida, di più facile beva ed un pó speziata.

È una varietà rara, create per essere bevuta solo in Abbazia. I monaci stessi bevono più questa tipologia.

In quanto produttori di birre e formaggi trappisti, rispettano da sempre tre rigorosi criteri:

1)I loro prodotti sono realizzati all’interno dell’ Abbazia stessa o nelle vicinanze.

2)La produzione avviene sotto la supervisione dei Monaci dell’Abbazia

3) La parte sostanziale dei ricavi è destinata all’ assistenza sociale.

La loro storia ha inizio quando il curato di Virelles, l’Abate Jean – Baptiste Jourdain, e il principe di Chimay, Joseph de Riquet de Caraman, nel 1850, hanno dato una missione a 12 monaci di Westvleteren che si stabilirono sugli altipiani di Scourmont per uno scopo che perseguono ancora oggi: ” aiutare la Regione di Chimay”. Decisero così di produrre Birra dall’acqua che la natura offriva in abbondanza sugli altipiani paludosi. E poi crearono anche il formaggio. Devono questa storia anche agli uomini e donne che hanno lavorato e lavorano ancora per portare avanti questo savoir-faire ancestrale nel rispetto delle regole Chimay.

Torniamo alla protagonista, la Chimay 150, loro dichiarano: è una birra eccezionale chiara e di carattere che si unisce all’ assortimento permanente del birrificio.

A prima vista, si presenta di colore oro pallido, costituita da una schiuma bianca e compatta. Questa birra chiara e forte con il 10% vol. garantisce armonia ed equilibrio al palato.

Risulta fresca e fruttata, gustosa e potente. Al naso esprime aromi di menta, bergamotto, lime ed eucalipto. I suoi sapori delicati, accompagnati da note di rosmarino, chiodi di garofano, fluiscono in sottili tocchi floreali, ravvivati da un pizzico di zenzero. Dal corpo rotondo e morbido, il gusto leggermente affumicato e speziato, tipico delle birre di Chimay, lasciano il palato con retrogusto raffinato. Per produrla, il birrificio ha usato due luppoli conosciuti per la loro finezza: Saaz e Hallertan Mittelfrüh, ed ha aggiunto una spezia segreta che gli dona un gusto unico.

Perché 150? Nel 2012, per celebrare i primi centocinquant’anni del leggendario birrificio, è stata fu prodotta per la prima volta la Chimay 150 in edizione limitata. Molto richiesta dai pochi privilegiati che ebbero la possibilità di assaggiarla, Chimay, allora, ha deciso di inserire oggi definitivamente questa strepitosa birra nel proprio assortimento. Questa birra trappista avrà il tappo e l’etichetta di colore verde.

Xavier Pirlot, Direttore Generale di Biéres et formages de Chimay, ha affermato, “che si tratta di una birra eccezionale che rafforza lo spirito, la filosofia e i valori che da sempre caratterizzano Chimay. Con questa grande novità, avremo la possibilità di continuare quella che è la nostra missione, come Birrificio trappista e caseificio, contribuire allo sviluppo economico del nostro territorio e continuare a sostenere con efficacia le opere di natura Sociale, requisito fondamentale dei birrifici trappisti”.

La Birra trappista sta anche attraversando un periodo difficile a causa del problema delle vocazioni, che non riguarda Chimay.

Sono sempre di meno, sempre più anziani, i monaci, non riescono a fronteggiare gli obblighi della produzione. Per protocollo, non possono delegarla del tutto ai laici, a causa della perdita dell’etichetta. Ma in mancanza di nuove vocazioni, la sola soluzione è pregare.

Crisi vocazionale che può tradursi in un problema economico commerciale. È un problema generale dell’ordine, che nella crisi religiosa vedere calare i nuovi ingressi, ma è un pensiero che riguarda soprattutto etichette, certificati di autenticità, e occasioni di marketing.

Come racconta Fabrice Bordon, brand Ambassador della Chimay, la birra dell’abbazia di Scourmont (Belgio), la maggior parte del lavoro è ormai in mani laiche. I monaci sovraintendono tutte le operazioni e prendere le decisioni finali.

Ne bastano due, ma se ne fossero cinque sarebbe meglio. Attualmente sono 12,da 15 che erano in precedenza. Si possono fregiare del marchio di autenticità oggi solo: 5 in Belgio, 2 in Olanda, 1 in America, 1 Inghilterra, 1 Italia, 1 Austria.

Se vogliamo essere sinceri, la vita monastica non attira molte persone. Soprattutto, persone brave nel marketing. L’ Abbazia di Scourmont di Chimay è la più famosa nel mondo ed ogni anno ricava, dalla vendita della Birra, 65 milioni di euro. Stanno organizzando anche vacanze monastiche con la speranza di reclutare nuovi arrivi.