Agli inizi del ‘900 ad Acerra la famiglia Tortora, nella persona del dottor Vincenzo, rileva l’antica farmacia dell’Annunziata. Negli anni Vincenzo verificò diverse ricette popolari del Nocillo iniziando a infondere un gusto unico alla bevanda tramite l’aggiunta di spezie.

Oggi, Mariella è l’ultima a raccogliere questa storica eredità; ha ideato il progetto “Dianara”, scegliendo di realizzare una linea di liquori e distillati artigianali che uniscono la tradizione alla ricerca della materia prima di eccellenza.

 

Ciao Mariella, la vostra attività ha radici nel passato, ci racconti qualcosa in più?  

A casa Tortora la magia del Nocillo si conosce e si rinnova da tempo. Da quando, agli inizi del ‘900, lo zio Vincenzo rilevò l’attività dell’antica farmacia dell’Annunziata di Acerra, nel 1500 spezieria interna dell’ospedale e nei secoli successivi luogo di sperimentazione scientifica e salotto culturale per pensatori e rivoluzionari. Zio Vincenzo verificò diverse ricette popolari del Nocillo iniziando a infondere un’impronta peculiare alla bevanda tramite l’aggiunta di spezie.

Successivamente nel  1973 la titolarità della farmacia passa da mio nonno Ottavio a mio padre Angelo. 

Mio padre oltre ad essere un valente farmacista è un musicista, pittore e poeta. Nelle sue mani la materia si trasforma in arte:  la miscela di spezie viene ulteriormente migliorata rendendo il Nocillo equilibrato ed elegante. Nella medicina popolare era vantato come digestivo, antipiretico e analgesico.

Sei Laureata in Scienze Naturali, ti ha permesso di prendere le redini di quest’attività , come ti ha aiutato?

Sono l’ultima a raccogliere il testimone di questa eredità storica che si è snodata prima nei secoli e poi attraverso le personalità dei predecessori. A questa vicenda ho deciso però di imprimere un tocco femminile e personale fatto di magia e conoscenza. Sono laureata in Scienze Naturali alla Federico 2 di Napoli, ho sviluppato nel corso del tempo un ampio ventaglio di conoscenze naturalistiche, oltre ad essere  appassionata di racconti folcloristici e di storie mitologiche.

Ho lavorato presso la farmacia di famiglia per circa 20 anni come consulente in erboristeria e nell’uso dei rimedi naturali, l’amore per la terra, la passione per la storia e le leggende del Mediterraneo, mi hanno portata sulla strada di una suggestione.

 

Perché il nome Dianara?

Perché Dianara…

Dianara è la sacerdotessa della dea Diana, signora delle selve,protettrice degli animali selvatici, custode delle fonti e dei torrenti. Diana è divinità delle donne, cui assicurava parti non dolorosi.

Da Dianara a Janara il passo etimologico è breve.

La storia delle Janare, esseri magici, ha origine proprio con il culto di Diana, alla base c’è quindi sempre una venerazione per il principio femminile. Nel folklore popolare, pare che le Janare propio nella notte tra il 23/24 Giugno (la notte di San Giovanni)la notte più corta dell’anno dove la luce trionfa sulle tenebre, si riunissero intorno al noce, albero sacro, per la cerimonia più antica del mondo dell’occulto, il sabba.

Ed è proprio nella notte più corta dell’anno che i contadini, volendo proteggere i loro alberi di noci dagli influssi negativi delle Janare, avvinghiavano il fusto con corde piene di nodi ben serrati, difficili da snodare, tali da impegnare le Janare fino all’alba, così all’apparire della prima luce, i loro poteri malefici svaniscono.

Tutto questo perché la noce raccolta la notte di San Giovanni, si trova in un momento definito “balsamico”, in cui il gheriglio è protetto dal guscio ancora morbido avvolto dal mallo verde, ed è ricco di olii essenziali. La raccolta veniva fatta da vergini a piedi nudi e con attrezzi di legno per preservare il momento balsamico. Ma come tutti gli esseri magici le Janare hanno carattere ambivalente: nascono la notte di Natale, sono donne che di giorno vivono tra noi ma che di notte si trasformano. Conoscono i rimedi delle malattie e sanno scatenare tempeste. Per questo ci sono janare cattive e janare buone le prime fanno le cosiddette “fatture”, le seconde le rompono.  Le buone, di solito, sono quelle che hanno figli e sono esperte in fatto di erbe medicamentose: sanno riconoscere quelle con poteri narcotici e stupefacenti dalle altre che usano con vantaggi.

Dianara quindi è una sacerdotessa di Diana esperta conoscitrice di spezie e piante medicamentose con cui prepara bevande spiritose.

 

Il vostro prodotto di punta è il Nocillo ed il numero 24 si presenta più volte, ci spieghi le origini?

Il nocillo fa 24: 24 noci, raccolte la notte del 24 giugno. Mentre le janare danzano attorno all’albero del noce nelle campagne si festeggia l’amore e il dono dei campi, mentre strani influssi accarezzano la terra, nasce una bevanda speciale. 24 noci, un litro d’alcool e arriva il nocillo. L’elisir più misterioso, confezionato da pochi, da chi è iniziato ai suoi segreti. Fatalmente, toccasana per il corpo. Le Janare nascono la notte del 24 Dicembre

 

Oltre al Nocillo, da voi possiamo trovare Citrus e Quintessenza, puoi descriverci questi prodotti?

Ho ideato il progetto Dianara: una linea di liquori e distillati artigianali che sono l’esito dell’incontro tra la tradizione del territorio, la mano familiare e la ricerca sui prodotti.

L’idea è quella di dare ai prodotti un volto moderno e inserirli nel consumo più eterogeneo. Con attenzione al benessere. Sui prodotti Dianara un disegno riproduce un gheriglio di noce.

Ricorda un po’ un cervello umano. E la noce, come sostengono medicina tradizionale e ufficiale, fa bene proprio al cervello. I latini la chiamavano “Signatura Rerum”, la firma delle cose: se una parte di una pianta riproduce una parte del corpo umano, può essere utilizzata per curarne le patologie.

Il Nocillo Tortora un liquore tradizionale della Campania dal tipico colore nero, fatto con le noci di giugno a cui vi è aggiunta una miscela di spezie amare – aromatiche: china, cannella, chiodi di garofano e noce moscata, un infuso morbido, profumato e leggero.

La Quintessenza Distillato di noci ottenuto dal mallo (lo stesso utilizzato per la preparazione del nocillo) dopo infusione in alcool e spezie.Un prodotto delle esperienze di distillazione con mortaio ed alambicco che mio padre ha sempre preparato nell’antica farmacia di famiglia.

Il Citrus Liquore nato dall’incontro tra spezie amaricanti digestive e le essenze estratte dalla scorza di selezionate varietà di Citrus della Campania.(rigorosamente biologici).

Nocillito è una deliziosa pralina ripiena di ganache di Nocillo, un incontro tra continenti.  Ovvero, tra l’infuso speziato alle noci, dall’anima vesuviana, e i profumi dei più pregiati cioccolati del Sud America.

 

I costri prodotti hanno ricevuto al Merano Wine Festival, l’attestato di eccellenza The WineHunter Award, un grande riconoscimento, qual è il vostro segreto

I prodotti Dianara sono stati premiati al Merano Wine Festival con mia grande gioia.

È stata una bellissima esperienza essere lì per la  prima volta e ricevere gli attestati di eccellenza “The WineHunter Award”. Essere lì tra i migliori prodotti delle eccellenze campane mi ha riempita di orgoglio ed appassionata ancora di più. Il mio segreto è la passione e la voglia di comunicare la nostra storia di famiglia e l’entusiasmo di tramandare nel futuro questi valori.

Le cose del passato sono quelle che hanno più futuro.

 

Quali sono i vostri canali di vendita?

Attualmente il nostro prodotto si può trovare nelle migliori enoteche della Campania,nella farmacia Dell’Annunziata ad Acerra(Na)dove tutto ha avuto inizio,nei ristoranti e pizzerie come Pepe in Grani a Caiazzo, San Barbato Resort Spa & Golf a Lavello in provincia di Potenza (Don Alfonso 1890 e Terrazza Bellavista Franciacorta), Kitaly Ginevra, Aquapetra Resort e Spa a Telese(Bn), Saporè Verona, Gigione Hamburgeria a Pomigliano D’Arco(Na), Bacalajuo’ ristorante ad Acerra(Na), La Scuderia Good Food ed Alcool a Pomigliano D’Arco( Na), Ristorante Locanda Nonna Rosa a Somma Vesuviana(Na), Retrobanco pizzeria e Bistrot a Torre del Greco(Na),Il Buco Lounge Bar a Caiazzo(Ce), Caffè Peretti Verona, Ex Salumeria48-barteatroZero a Nola(Na),Desinolento Bistrot (Mi), Crudo Bar a Baia (Na), 1000 è un vino a Bolzano, Pizzeria Totó i Sapori ad Acerra (Na),Raró Rovigo e sul nostro shop on line www.dianara.it/shop.

 

Quali sono i vostri più imminenti progetti?

Un mio progetto imminente è un nuovo prodotto, che nasce sempre dalla tradizione della mia famiglia e del mio territorio.