Si è tenuta ieri giovedì 2 dicembre l’anteprima della presentazione (quella ufficiale si terrà prossimamente a Roma) del terzo libro dello chef Peppe Guida, edito da Gambero Rosso “Del Pane non butto via niente”.

Dopo il lancio di un menù completamente vegetale coinciso con la riapertura dell’Antica Osteria Nonna Rosa, il ristorante stellato dello chef fermo da oltre un anno a causa della pandemia, arriva ora il nuovo libro in cui Peppe Guida tratta un tema a lui particolarmente caro, quello del recupero del cibo, nello specifico dell’alimento principe delle tavole degli italiani, il pane.

E lo fa nel rispetto della tradizione e della memoria storica del nostro paese che ci insegna quanto in passato fosse importante il pane e quanto fosse importante non sprecarne mai nemmeno un pezzetto.

In un’epoca in cui si parla tantissimo di sostenibilità ambientale, tanto da spingere la Michelin (la guida delle guide) ad assegnare degli specifici riconoscimenti in proposito, anche il recupero del cibo attraverso la lotta agli sprechi, si inserisce in questo filone che ha ormai assunto interesse mondiale.

Peppe Guida non è il primo chef ad affrontare il tema del recupero del pane raffermo ma negli ultimi anni già aveva più volte dato modo di riporre una grande attenzione a questo argomento.

Sicuramente in molti ricorderanno le molteplici ricette che lo chef ha regalato al suo pubblico durante i periodi di lockdown, molte delle quali basate appunto sul riutilizzo del pane raffermo in varie modalità.

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Arriva quindi oggi questo nuovo volume che contiene 60 ricette, dall’antipasto al dolce, tutte a base di pane raffermo, alcune come ingrediente principale, altre come accompagnamento in salse, creme, cialde, perfino gelati.

Si va dalle semplici (si fa per dire) bruschette, passando per le polpette di pane declinate in modi inusuali dallo chef, ai primi arricchiti da salse e crumble, panini e mozzarella in carrozza, per chiudere con secondi e dolci (indimenticabile il cannolo di pane).

Tutte le ricette sono realizzate, descritte e fotografate in modo da renderle facilmente replicabili.

Lo chef per molte di loro utilizza il pane di Matera, un altro simbolo della ricchezza gastronomica dello stivale, conosciuto in tutto il mondo, per alcune sono consigliati gli abbinamenti con i vini di “Cantine San Marzano” azienda pugliese che realizza diverse e interessanti etichette, così come la pasta di Gragnano del Pastificio dei Campi da sempre presente nelle cucine di Peppe Guida.

Piccola chicca per i lettori il QR Code a piè pagina che regala il link ai video di alcune ricette.

Una grande abilità quella di Peppe Guida, una capacità quasi unica di trasformare l’alimento forse più semplice della storia in una grande ricchezza.