Cristina Berlen, ventisei anni ad aprile, nata e cresciuta ad Adelfia in provincia di Bari, all’età di diciotto anni si trasferisce a Terni dove intraprende gli studi professionali presso la Chef Academy .

Al termine del percorso di studi inizia a muovere i suoi primi passi presso la pasticceria Carletti dove svolge un periodo di stage e formazione.

Dopo diversi percorsi formativi  presso pasticcerie e cioccolaterie, lavora un po’ in giro per l’Italia come pasticcera e show-cooker in occasione di eventi e fiere.

Attualmente lavora ad un nuovo progetto che sarà reso noto entro la fine dell’anno……e noi aspettiamo le novità

Ciao Cristina, ci racconti come nasce questa tua passione per la pasticceria?

La mia passione per la pasticceria nasce in famiglia. Mia mamma Rosanna e mia nonna Filomena sono sempre state delle ottime cuoche e pasticcione, e da bambina mi divertiva un sacco passare del tempo con loro a preparare dolcetti di Natale e biscotti di ogni genere. Mi ha sempre entusiasmato l’idea che mescolando zucchero, uova e farina si potesse realizzare qualcosa di unico.

 

Hai fatto diversi corsi di pasticceria, tra cui Chef Academy Italy, cosa ti ha lasciato?

 Il primo corso professionale di pasticceria che ho frequentato è stato proprio quello alla Chef Academy di Terni. È stata un’esperienza di crescita personale perchè per la prima volta mi ha portata a vivere fuori casa, ma è stata unica anche a livello umano perché per mi ha permesso di entrare in contatto con ragazzi che condividevano la mia stessa passione, alcuni dei quali sono diventati dei veri amici. A livello professionale la formazione scolastica mi ha fornito delle solide basi teoriche e tecniche sulle quali giorno dopo giorno sto costruendo la mia carriera.

 

Hai fatto, a valle del tuo corso, uno stage alla Pasticceria Carletti di Terni, ci racconti com’è andata?

Durante le prime settimane di lavoro la stanchezza fisica ha tentato di sovrastare l’entusiasmo, ma ho tenuto duro e sono riuscita a portare a termine il mio lavoro. Lo stage mi ha insegnato che per raggiungere degli obiettivi bisogna lavorare sodo, e che solo con costanza e dedizione si possono ottenere dei grandi risultati. Fare i dolci a casa e per i propri amici e familiari è divertente, ma realizzare i dolci per un cliente è tutta un’altra storia.

 

Ora ti occupi di insegnare, com’è passare dall’altro lato della cattedra?

Insegnare non è uno scherzo e per me che sono molto giovane è stato impegnativo passare dall’altro lato della cattedra e conquistare la fiducia e la credibilità dei miei corsisti. Non è detto che chi sa realizzare dei buoni dolci sappia insegnare, bisogna essere portati. Insegnare non è come fare un video tutorial, bisogna entrare nella testa delle persone e riuscire a coinvolgerle. E’ un mestiere faticoso ma che ti da delle grandissime soddisfazioni.

 

A noi puoi dirlo, qual è il tuo dolce preferito?

Amo i dolci alla frutta perciò il mio dolce preferito è sempre stato e sempre resterà la crostata di frutta. È un dolce completo. Mi piace il contrasto che si crea fra l’acidità dei frutti rossi e la dolcezza della crema, amo sentire la croccantezza della frolla che si alterna alla cremosità del ripieno. La crostata è anche però un dolce della memoria perchè non ricordo di nessuna festa in famiglia senza una crostata di frutta fresca. Quale torta vorrei per il mio compleanno? La crostata di mia madre.    

Qual è la tua idea di pasticceria?

La mia idea di pasticceria si basa su due principi: la ricerca e la selezione di un’ottima materia prima di partenza e il rispetto della tradizione. Sono una ragazza del Sud, la mia terra è ricca di materie prime d’eccellenza, e in un dolce come in qualsiasi altra preparazione sono proprio gli ingredienti di buona qualità che ne determinano il risultato finale.

 

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Sono molto giovane per cui il mio cassetto è pieno di sogni. La mia priorità in questo momento è continuare la mia carriera e la mia formazione professionale, arricchendo sempre di più il mio bagaglio di nuovi dolci e nuove idee, con la speranza un giorno di riuscire a realizzare qualcosa di unico, qualcosa di mio, qualcosa che abbia la mia identità, qualcosa che profumi di olio e di mandorle.