Stefania Albrizio, docente di Chimica Analitica dell’Università degli studi di Napoli Federico II, giovedì 18 aprile al Museo Duca di Martina in Villa Floridiana, è intervenuta insieme ai Birrai del Conte, in merito all’evento Craft Beer Experience, riguardo la valorizzazione della birra artigianale.

Com’è nato il Suo interesse nei confronti della birra?

La birra è la protagonista delle mie uscite del venerdì sera. Dopo l’incontro con “I Birrai del Conte” ho imparato ad apprezzare maggiormente le birre artigianali, adesso amo bere solo birra di qualità. E’necessario conoscere sempre ciò che si beve e ciò che si mangia.

Come ha conosciuto i Birrai del Conte?

Durante una lezione di Tai Chi conobbi Claudia, compagna di Vincenzo, uno dei Birrai del Conte, tra una lezione e l’altra iniziò a parlarmi delle loro birre artigianali e ne rimasi molto colpita. Quando Antonia Grippa, organizzatrice dell’evento insieme alla direttrice del museo Luisa Ambrosio mi propose un intervento sulla birra, accettai subito. Ho avuto molto piacere a parlare della birra sotto una linea storica rispetto all’impronta pratica data dai Birrai del Conte.

Com’è cambiato il rapporto delle persone nei confronti della birra?

Negli ultimi anni, le birre artigianali prodotte in Italia sono sempre di più. Questa bevanda non ha ancora superato il vino, ma sta raggiungendo l’interesse anche delle persone adulte e non solo dei giovani. La cultura verso la birra è mutata positivamente.

Quali sono i pro e contro della birra?

Le controindicazioni della birra sono legate all’uso dell’alcool, che purtroppo viene assunto in quantità non moderate soprattutto dai giovani. Per avere un beneficio bastano un paio di bicchieri di birra, si consiglia di aspettare un’età più matura per avere una consapevolezza e un controllo maggiore. Non mancano credenze sulla birra che però non hanno una valenza scientifica.

Qual è la Sua birra preferita?

Io amo la birra di qualità, ma se dovessi scegliere preferisco sempre birre più dolci.

Molti sono stati i ragazzi che hanno partecipato a questo evento, che riscontro pensa abbia avuto su di loro?

Spero che questo incontro abbia suscitato nei ragazzi curiosità. Loro, essendo abituati a bere birre commerciali, hanno subito saputo vedere la differenza con queste artigianali  e se addirittura  riuscissero ad abituarsi a bere solo birre di qualità, potrà esserci la speranza che anche il mercato risponda a queste esigenze.

E’ necessario educare i giovani, ma anche gli adulti a mangiare e bere bene, perché senza la qualità un prodotto non è degno di essere valorizzato.

 

Ilaria Bernardo

Frequento la facoltà di Scienze della Comunicazione, con indirizzo media e culture. Sono autrice di “So What?”, un programma radiofonico dell’Università del Suor Orsola Benincasa di Napoli, a cui...

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