Carmine Angelone, insieme ai due soci Mauro Serino e Fabrizio d’Aniello, hanno inaugurato La Fesseria, uno streetbar a Via Paladino 17 a Napoli, dove si possono trovare una varietà di cocktail ampia e di qualità

Ciao Carmine ci racconti come ti sei avvicinato al mondo della mixology?

È nato tutto per gioco avevo 20 anni  e un lavoro che non mi entusiasmava, ricordo che andavo a dare una mano ad un mio amico che aveva appena aperto un rhum bar, tra una lavastoviglie e un’altra rimasi affascinato dalla miscelazione dei vari tipi di rhum frutta e spezie che usavamo, presto lasciai il mio lavoro per dedicarmi a tempo pieno al mondo del cocktail bar.

 

Ci racconti le tue esperienze passate e cosa ti hanno lasciato?

Devo molto all’ex salumeria innanzitutto per avermi dato la possibilità di avvicinarmi a questo lavoro ma anche per la formazione.

Non avevamo drink list e quindi i clienti si affidavano totalmente a noi che improvvisavamo miscelando centrifugati freschi, rhum speziati da noi prodotti e varie spezie; inoltre l’ambiente era fantastico spensierato e allegro cosa che cerco di riproporre in continuazione anche nei miei locali.

 

Sei il bartender de “La Fesseria”, ci racconti qualcosa di più sul locale?

La fesseria nasce esattamente 3 anni fa, io e i miei soci Mauro Serino e Fabrizio d’Aniello volevamo far nascere uno street bar diverso da quelli che c’erano all’epoca al centro storico che fosse informale ma che servisse una varietà di cocktail ampia e di qualità …insomma non solo quantità. 

Per questo abbiamo proposto in primis una drink list super classica rispolverando dei drink che nel nostro quartiere erano quasi sconosciuti o che almeno altri bar in zona non proponevano  (Martinez , penicilline , old pall , vieux carrè).

Dopo qualche mese iniziando a vedere qualche risultato abbiamo lanciato il primo nostro signature menù e da li poi sono diventati alcuni must in fesseria come il “faccia gialla” di Pasquale Talento, e da lì è cambiato tutto.

 

La Fesseria è diventato un riferimento del bere bene a Napoli, il segreto del vostro successo?

Vi ringraziamo per questo complimento e ne siamo super orgogliosi!

Io credo che se le persone si siano affezionate alla Fesseria e continuano a frequentarla sia sicuramente merito dei nostri barman non solo per la loro professionalità e bravura nel costruire i drink ma soprattutto per le loro capacità relazionali, e la grande attenzione all’ospitalità…chi entra in fesseria si sente sempre a casa.

 

Qual’è il bet seller dello La Fesseria?

Non abbiamo un drink piu’ venduto…

l’80% dei clienti si affida totalmente ai nostri barman e cerchiamo sempre di proporre cose che non hanno assaggiato,infatti da dopo l’estate  distribuiremo delle agende  dove i nostri ospiti scriveranno le ricette che nel corso del tempo hanno provato da noi.

In questo modo avranno un proprio database che potrà essere usato per richiedere un drink che hanno provato oppure per non chiedere mai la stessa cosa.

 

Cosa pensi del bartending di oggi e come pensi cambierà nell’immediato futuro?

Io credo che mai come oggi il bartendering ha raggiunto dei livelli altissimi, ci sono sempre nuove tecniche,tecnologie, corsi di aggiornamento,una miriade di prodotti per una complessità mai raggiunta prima.

Credo che man mano si ritornerà a un bar più semplice fatto da drink di pochi ingredienti e verrà apprezzato più il lato umano che il lato iper tecnico

 

Quale tecnica di miscelazione preferisci?

Io amo i drink classici e di riflesso amo lo stir and strain.

Credo che sia la tecnica che esalti di piu’ le doti e la sensibilità del barman che può tenere sotto controllo la temperatura, diluizione e proporzioni. 

Il drink che preferisco preparare forse è l’old faschioned sempre per quella mia malattia per il classico amo la gestualità e la cura che si deve utilizzare per la preparazione di questo drink.

Non ho preferenze di distillati bevo tutto con lo stesso amore ci sono però delle cose che preferisco a seconda della stagionalità…

Di inverno vado più sui drink con whysky come Manhattan old faschioned d’estate sugli spiriti sud americani e quindi un bel daiquiri o  un Tommy’s margarita sono sempre ben accetti.

 

Quanto spazio ha la creatività nel tuo lavoro?

La creatività è un elemento fondamentale nel nostro lavoro senza quella non avremmo ragione d’esistere…

Non parlo solo della creazione di nuove ricette ma del rimodernare e innovare il servizio del bar a 360 gradi!

In che modo? Con una buona comunicazione o con idee sempre diverse!

Per esempio la fesseria cambia allestimento del bar ogni due mesi con il nostro format “fesserie d’autore”dove artisti vengono ad esporre le loro opere, in questo modo si ha la sensazione di entrare in un bar sempre diverso!

Dare sempre un’immagine rimodernata fresca del brand e del locale è fondamentale per non far annoiare mai i nostri ospiti 

 

Ci racconti la vostra riapertura dopo il lockdown?

L’apertura post lockdown è stata dura come per tutti d’altronde.

Noi streetbar forse abbiamo accusato un po di piu’ il colpo all’inizio non avendo grandi spazi (il nostro è un bar di 30mq) e non potendo fare assembramenti all’esterno del locale.

Abbiamo dovuto cambiare tutti i metodi di servizio e ci siamo dovuti adattare alla nuova situazione man mano le persone si stanno abituando a queste novità e si vede qualche segnale di ripresa.

 

Progetti per il futuro?

Ti do la notizia in esclusiva,in autunno nascera’ “fesseria+”, una nuova appendice di “la fesseria”.

Sarà un posto esclusivo (serviremo solo sei persone per turno…ci saranno degustazioni di distillati e champagne non appartenenti alla grande distribuzione ci sarà una grande ricerca dei prodotti offerti. Uno spazio dedicato all’informazione e la cultura su vini e distillati dove si accederà solo su prenotazione.