Bere il caffè è un rito quotidiano di cui non se ne può fare a meno, lo è ancora di più prendere un espresso al bar, in compagnia di amici, colleghi di lavoro o anche gustarlo da solo con la chiacchiera del proprio barista di fiducia.

Questa pandemia oltre ad aver modificato le nostre abitudini, ha anche provocato un aumento del prezzo del caffè, si è passati da 0,90 a 1 euro e da 1,30 euro a 1,40, ma nelle città si arriva anche a 2 euro.

È un vero e proprio scandalo che commercianti ed esercenti scarichino i mancati guadagni e i maggiori costi legati al Coronavirus sui consumatori finali”. Così il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha commentato le segnalazioni ricevute dai consumatori sui prezzi dell’espresso al bar dopo la riapertura, aggiungendo che “speriamo si tratti di situazioni isolate, e che gli esercenti non decidano in massa di ritoccare i listini per rifarsi dei minori guadagni e dei costi di sanificazione dei locali“.

Tanti torrefattori, per ammortizzare l’aumento dei costi, sono costretti ad acquistare materie prime scadenti oppure ad alzare i prezzi.

Anche il consumatore sta subendo le conseguenze di questa situazione, che lo vedrà protagonista di una scelta: prezzo basso e qualità scadente oppure ottima qualità ad un prezzo maggiore?

Tra gli altri motivi che rientrano nell’aumento del prezzo del caffè, vi ritroviamo i cambiamenti climatici e la Hemileia vastatrix.

Per quanto riguarda il primo punto, il cambiamento climatico sta indebolendo le coltivazioni di caffè Arabica in tutto il mondo, che richiede temperature attorno ai 20°  e ambienti oltre i 600-700 metri sopra il livello del mare.

Invece, l’ Hemileia vastatrix è un fungo che ammala la pianta del caffè, la cui foglia assume un color ruggine. Inoltre, l’eccessiva vicinanza delle piante, dovuta a una maggiore coltivazione, preceduta da un aumento della domanda, innalza il numero di infezione di questo fungo, propagato grazie al vento.

A questa situazione i big mondiali del caffè stanno contribuendo, investendo miliardi di dollari nell’assistenza specifica di agronomi nelle varie piantagioni.