Fabio Primavera, agronomo, e Franco Fabbriciani, ingegnere delle telecomunicazioni, hanno fondato  Bio Fattorie Toscane, una startup italiana in Val di Chiana (Arezzo).

L’obiettivo è produrre le bacche di Goji in Italia e venderle nel mondo con tecniche biologiche: “Quando sono venuti i cinesi a visitare la nostra azienda ci hanno detto: «Belle queste piante, che pesticidi usate?” – racconta Fabbriciani – la verità è che per la loro produzione massiva i pesticidi sono necessari, noi togliamo le piante infestanti a mano, una ad una”. Biofattorie Toscane sta anche per diventare il primo produttore mondiale di bacche di goji con la certificazione di agricoltura biodinamica Demeter.

I pilastri del progetto di Bio Fattorie Toscane e del Progetto Goji Toscana sono:

  • La selezione delle piante più adatte al pedoclima toscano
  • Lo sviluppo di tecnologie di trasformazione rispettose dei contenuti antiossidanti del frutto
  • La certificazione Biologica e Biodinamica
  • Sviluppare azioni di marketing e vendita focalizzate sulla tracciabilità, qualità e garanzia del goji toscano

Le tecniche di coltivazione utilizzate sono biodinamiche integrate da trattamenti omeopatici e fitostimolanti sviluppati secondo i criteri della fisica quantistica.
I trattamenti antigrittogramitici ed insetticidi sono preparati direttamente in azienda con prodotti naturali minerali, erboristici ed omeopatici.
Queste tecniche e trattamenti permetteranno di ottenere  ottimi risultati in termini di sviluppo vegetativo delle piante ed induzione alla fioritura.

La startup è partita nel 2013 con un finanziamento bancario di circa K€ 420 ma il primo raccolto di un certo valore è del 2016. La Val di Chiana a dispetto della regione dove da secoli si coltivano bacche di goji in cina (regione a sud della mongolia dove passa il fiume Giallo) sono per certi aspetti simili, infatti «Questa regione era una palude fino al 1800, qui scorreva l’Arno per poi confluire nel Tevere, dove è stata fatta la bonifica il terreno è rimasto ricco di sali minerali e sostanze nutrienti, per questo la zona è famosa per i frutteti, oltre che per la carne». Si era partiti con 2000 piante ma solo in 600 si sono rivelate buone, col meccanismo della talea sono state moltiplicate. Oggi sono 8200 piante e quest’anno ci saranno quasi due tonnellate di Goji da immettere sul mercato, non solo fresche ma anche in succhi, confetture e composte: «In Italia questo è un prodotto che va ancora raccontato per bene, il marketing è fondamentale».

Bio Fattorie Toscane ha avviato una campagna di equity crowdfunding sul StarsUp con obiettivo 500mila euro per il 36% delle quote. L’obiettivo principale della campagna espansione commerciale in Italia e in Europa, anche se ad oggi è già disponibile sul mercato una gamma di prodotti, tutti a base di Goji biologico, suddivisi in 2 linee: la Linea Salute e la Linea Benessere, disponibili in circa 40 punti vendita in Italia, uno a Singapore ed uno a Londra.

Luigi Cristiani

Luigi Cristiani

Laureato in Economia, ha poi conseguito un MBA presso lo Stoà. Lavora in Enel Green Power dove si occupa di pianificazione e controllo . Dal 2010 scrive su diversi blog di economia e finanza (Il Denaro,...

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