Manager sino ai quarant’anni e poi la svolta. L’animo da viaggiatrice, la razionalità di un’imprenditrice e la passione di chi porta nel cuore le tradizioni ed i ricordi di una famiglia numerosa che si riuniva attorno alla tavola.

Un percorso da autodidatta, un’esperienza da foodblogger e la scelta – un salto faticoso e consapevole – di una seconda vita da dedicare ai fornelli, alla ricerca di un nuovo modo di fare convivialità.

La sua cucina è basata su ingredienti siciliani di eccellenza, accuratamente selezionati rispettando le stagioni e proposti in chiave contemporanea, combinando i sapori e giocando sui contrasti.

Erbe, verdure selvatiche ed olio extravergine d’oliva gli elementi che reputa essenziali.

Nel 2013 Bianca apre il suo ristorante QQucina Qui, insieme al marito Fabio Gulino, un loft con un grande tavolo unico nel centro storico di Catania.

La carta dei dolci viene firmata dal Maestro Pasticciere Corrado Assenza.

Il 27 Gennaio 2018 decide di interrompere questa esperienza, sentendo il bisogno di una pausa dai ritmi di lavoro di ristoratrice.

A maggio dello stesso anno inizia un suo percorso in giro per l’Italia, per raccontare la sua idea di cucina ed il suo amore per la Sicilia.

 

Ciao Bianca, come nasce la tua passione per la cucina?

Mi rendo conto che oggi la parola passione è molto inflazionata, mi piacerebbe parlare di “scelta coerente con il mio modo di vivere”.

Arrivare alla cucina è stato tutto molto naturale, spinta da una curiosità innata, dalla voglia di  mangiar bene, ho iniziato a girare per conoscere prodotti, produttori e contestualmente ho viaggiato assaggiando un pò le cucine del mondo. Così la cucina è entrata in  modo prepotente nella mia vita, a tal punto da farmi decidere a 40 anni di cambiar vita, e farne una professione.

 

Prima di QQucina Qui, avevi un blog sulla cucina, di cosa ti occupavi?

In realtà era quasi un diario di bordo. insieme a mio marito ed i miei figli, raccontavo i nostri viaggi intercalati da pranzi e cene. Mi piaceva trasmettere le sensazioni provate seduti attorno alla tavola, soprattutto quelle dei più piccoli e le loro spontanee impressioni, e nel contempo raccontavo storie di piccoli produttori.

Per anni con il tuo QQucina Qui sei stata la regina della cucina catanese, che anni sono stati?

In realtà regina è un titolo che non mi appartiene. Sicuramente ho raccontato qualcosa di diverso, qqucina qui era un luogo che trasudava identità, per certi versi anche troppo in anticipo con i tempi. Avevo curato ogni angolo raccontando qualcosa di me e della mia famiglia, dagli arredi alle foto, dai libri alla cucina aperta, io desideravo davvero che l’ospite si sentisse tale.

Vi era un unico tavolo, all’inizio si  cenava tutti insieme ed alla stessa ora. Poi ho scelto di modificare il sistema per essere accessibile a tutti.

Ma voglio confessare un segreto: a fine serata, dalla cucina, osservavo i miei ospiti, i loro gesti, le loro risate, l’atmosfera che si creava, e provavo un brivido d’orgoglio nell’aver dato vita a quel luogo.

Ma ci sono stati anche momenti duri, perchè quel format era anche un limite per chi non aveva la mia stessa visione della convivialità.

 

Hai ricevuto anche diversi riconoscimenti (es.“Premio Buona Cucina” del Touring Club Italiano) che emozioni ti hanno suscitato?

Una gioia immensa! Più di quello che possiate immaginare. Il mio era un nuovo modo di vivere, e non stavo facendo nulla di più di ciò che avevo sempre sognato. Quando sono arrivati i primi riconoscimenti, le prime recensioni di autorevoli giornalisti, o sono stata chiamata per portare la mia cucina anche in altri luoghi, ho gioito e soprattutto ero orgogliosa di non aver avuto alcun aiuto.

ero riuscita ad ottenere fiducia e stima senza ricorrere alle cosiddette “markette”.

Dopo la chiusura di QQucina Qui, di cosa ti stai occupando?

Il problema di salute che mi ha imposto lo stop, e quindi la chiusura del ristorante, è parzialmente rientrato. Quindi ho ripreso a cucinare per gli altri, ma in modo meno continuativo per poter prendere respiro.

Grazie agli inviti che mi vengono rivolti (anche se molti non riesco ad accettarli) ho scelto di portare la mia cucina in giro. da nord a sud con una valigia piena di ingredienti siciliani.

 

Lo scorso anno hai effettuato cinque appuntamenti per conoscere la tradizione culinaria siciliana presso le nelle EDIT Kitchens, che esperienza è stata?

In realtà è stato un’esperienza più articolata dei semplici  5 appuntamenti.

Nata da un’idea di Paolo Vizzari e mia, realizzata anche grazie alla disponibilità della proprietà, la famiglia Brignone, e l’amministratore delegato Giovanni Rastrelli, che da subito hanno accolto con entusiasmo il progetto.

Sono state due settimane in cui ho reso omaggio alla mia terra.

Con cooking class che spaziavano dalla cucina tradizionale alla cucina più contemporanea (ci tengo a dire che in valigia ho portato anche una couscoussiera originale)

Alternando con delle cene allo chef’s table che mi hanno permesso di organizzare un viaggio in Sicilia ai miei ospiti, raccontando ingredienti, produttori e luoghi.

Infine una cena, in cui il Piemonte incontrava la Sicilia, con Christian Costardi conclusa con i dolci di Corrado Assenza e Manuel Costardi. 

Sono stati giorni fantastici, per l’accoglienza, per la realtà che ho trovato in edit, per le persone che mi hanno affiancato (la sous chef Eleonora Barbone in primis) ma soprattutto per gli ospiti tutti molto entusiasti, e con i quali ho instaurato un livello altissimo di confronto.

Da sempre i tuoi percorsi culinari sono stati arricchiti dai dolci di un maestro di fama mondiale come Corrado Assenza, come nasce questa collaborazione?

Rispondo con una dichiarazione di Corrado

Bianca mi ha chiesto di preparare i miei dolci per QQucina Qui, e non ho esitato a farlo”.

“In altre occasioni – prosegue Assenza – richieste simili mi sono state inoltrate, ma la fattibilità era complicata. Quando ci sono molti chilometri di distanza, c’è sempre il rischio dietro l’angolo. Un dolce deve mantenere la sua freschezza dalla prima all’ultima porzione. Da Noto a Catania è decisamente più semplice e comunque mi piaceva l’idea di questa collaborazione, che sin dall’inizio ho immaginato come un foglio bianco su cui costruire un percorso.

L’ho considerato una sorta di staffetta con passaggio di testimone e il completamento da compiere in un luogo differente dal mio laboratorio, per conferire un respiro diverso a ciascuna produzione dolciaria richiesta”.

“Tutti i nostri pensieri materiali, passano al vaglio del parere del pubblico e su come vengono accolti, esiste una costante analisi fra me e Bianca. – ha concluso il Maestro Assenza – A osare troppo si potrebbe non far comprendere. Noi che stiamo in cucina o in un laboratorio dolciario andiamo a turbo con la voglia di sperimentare quanto più possibile, ma affinché tali realizzazioni possano essere comprese, è bene accompagnare ciascun ospite per mano in questo percorso, alzando sempre più l’asticella, evitando però i sobbalzi bruschi”.

 

Qual è la tua filosofia di cucina?

Non vorrei sembrare scontata, ma la mia cucina è basata su ingredienti siciliani di eccellenza, selezionati rispettando le stagioni. E questo lo dichiaro a testa alta. Mi rifiuto di comprare e cucinare ortaggi estivi a dicembre!

Inoltre amo combinare i sapori e giocare sui contrasti, dolce salato o caldo freddo. Le erbe aromatiche, verdure selvatiche ed olio extravergine d’oliva gli elementi che reputo essenziali. Ed ogni singolo piatto, che sia di terra o di mare, deve avere una doppia anima. Così, spesso, un alimento nobile è accompagnato e cucinato insieme ad un ingrediente povero, in un incontro tra cucina moderna e ricette del passato. 

 

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Nei prossimi mesi sarò impegnata in un vero e proprio Tour: da Torino a Roma, passando da Milano e chiudendo con Firenze. 

Saranno 4 cene speciali, organizzate con 4 colleghi chef che ho coinvolto e sono stati felicissimi ed entusiasti di accettare la sfida! 

L’idea è nata dall’azienda Dolciaria Di Stefano, sicilianissimo produttore di Panettoni fatti a mano che mi ha coinvolto in un nuovo concetto di “Natale”.

Tutto questo mi ha appassionata perché incarna quei valori e quella visione che riconosco come motore di tutte le mie attività.

Inoltre voglio continuare a viaggiare, cucinare per ospiti nuovi e curiosi, raccontare la mia visione della cucina, e della corretta alimentazione.

Ma soprattutto continuare a divertirmi, facendo ritornare quel sorriso che forse la gestione di un ristorante mi aveva tolto.