Badeggs è una piattaforma web nata con l’obiettivo di riunire l’utenza migliore che gravita intorno al mondo del food and beverage.  Facciamo due chieacchiere con il CEO Lorenzo Salmi.

 

Come nasce l’idea dei cuochi a domicilio?

 Il servizio di cuochi a domicilio è stato il primo elemento/ step che abbiamo inserito principalmente per due motivi: 

1) la figura di chef è sempre più freelence in quanto vuole sperimentare nuove modalità di relazione con il cliente. Statistiche alla mano raccontano di come Il 10 % dei professionisti cambia posto da lavoro ogni anno.

2) ci sembrava la modalità più fresca per avere un feedback diretto sui professionisti che selezioniamo dagli stessi consumatori.

L’ambizione, come dichiariamo sempre, è molta più ampia, ossia di riuscire a creare il database profilato dove sia consumatori finali che ristoranti possano attingere.

I servizi a domicilio ci permettono quindi di profilare, oltre al cv e agli step di selezione, i nostri professionisti.

 

Perché Badeggs? Che origine ha?

 Principalmente dall’incontro tra me, Lorenzo Salmi e Federico Bassi, chef bolognese, che in quel momento veniva da un’esperienza stellata a Milano ed evidenziò come mancasse una realtà digitale e credibile per il mercato dei professionisti del mondo della cucina.

Nel 2015, ritornando da un’esperienza di lavoro in Sud America, mi racconta di questa sensazione che subito incrocio con il sempre più crescente interesse verso il mondo della cucina da parte del pubblico consumatore/generalista.

La sfida, poi di costruire una mia propria azienda, mi aveva sempre suscitato grande interesse, quindi raccogliamo le idee, formiamo un gruppo e ufficialmente nella primavera del 2016 ci presentiamo sul mercato.

Perché Badeggs? Potrei darti tante risposte pensate e ben strutturate ( ed è vero abbiamo scritto 3 pagine sul significato di badeggs ) ma mi piace sempre dire che badeggs è quello che hai sempre voluto provare ma che per un motivo o per l’altro non hai mai avuto occasione per farlo.

A parte gli scherzi, l’uovo perché è stato trasversalmente l’elemento al centro di ogni cultura, simbolo di vita e perfezione mentre bad ci piaceva giocare sulla provocazione.

Spesso ci riusciamo, nei paesi anglofoni compresi.

Com’è stata la prima volta a casa di un cliente?

 Ricordo la prima prenotazione UFFICIALE come se fosse ieri. Ansia all’ennesima potenza.

 Avevamo già testato il modello tra amici. Ricordo le serate dove obbligavo amici ad usufruire del servizio. Fu molto divertente ma sopratutto molto utile perché ci permise di capire quali sono le difficoltà che coinvolgono l’organizzazione e la gestione di un evento in casa di sconosciuti. Fu molto importante anche capire cosa spingeva il cliente a prenotare il servizio.

Ora 160 eventi dopo, direi che il sistema è sempre più rodato. Poi ecco, dovendo fare intermediazione, ci sono sempre imprevisti, ma di volta in volta stiamo migliorando la classe di professionisti e il nuovo sistema di carrello di vendita ci ha permesso di gestire al meglio anche le richieste più “dettagliate” e le classi d’allergie che giustamente devono essere seguite con attenzione.

Come siete organizzati e quale area geografica coprite?

Attualmente siamo un team di 5 persone stabili. Dipartimento comunicazione e marketing che svolgono l’attività di promozione, poi vi è la parte degli eventi più grossi ( catering ), una persona alle parte più gestionale e io mi occupo di sviluppare le relazioni e di foundraising perché comunque dopo aver messo le radici sull’italia, l’ambizione è quella di espanderci all’estero con un progetto ben definito nelle nostre idee.

Attualmente occupiamo con servizi più o meno piccoli, Emilia- Romagna ( nostro feudo ), Lombardia, Veneto, Trentino, Friuli, Marche, Toscana, Umbria.

L’ambizione è arrivare entro fine 2017 a concludere lo spettro del nord Italia e rinforzare la nostra presenza sulle regioni dove siamo già presenti.

 

Come selezionate i vs collaboratori?

I collaboratori da gestione ed ufficio li selezioniamo tramite criteri molto precisi: intraprendenza, voglia di mettersi in gioco e creatività.

Non ci interessa l’anagrafica ma la vera motivazione.

I nostri nonni ci hanno insegnato di come nulla è impossibile, con sforzo e sacrificio tutto è possibile.

Gli chef invece li selezioniamo per l’esperienza e il valore del loro cv, ma su questo personalmente non mi occupo in quanto ho i miei soci esperti in materia.

 

Prossimi passi?

I prossimi passi, oltre a quelli a breve termine sopracitati, sicuramente vorremmo rinforzare le partnership magari con brand già consolidati che ci permettono di aumentare la nostra brand awarness e poi rinforzeremo anche i servizi corporate perché comunque in azienda si stanno sempre di più accorgendo di come sia importante il welfare aziendale e tramite la cucina e la sua creatività ci siamo resi conto di come quanti servizi possiamo offrire come benefit per le aziende.

Oltre a questo, speriamo tra un anno di riuscirvi a dire di essere riusciti a trovare il partner hr con cui definire i paramenti del database che stiamo costruendo e dove il mondo della ristorazione potrà finalmente trovare digitalmente, la propria figura per il proprio ristorante, senza fatica e senza doversi limitare ai contatti personali.

Conclusasi questa fase, se saremo stati bravi, si esporterà il modello all’estero e finalmente avremo finalmente il primo sistema che certificherà chef professionisti italiani.