L’ Austria investe nella formazione dei giovani cuochi e camerieri, mentre in Italia il settore alberghiero è in declino. Le condizioni di assunzione offerte ai giovani sono più eque. Si va da una paga base di 1500 euro netti per un cameriere comis, due giorni liberi a settimana, vitto e alloggio coperti, ai 2500 euro per uno chef , oltre al fatto che gli straordinari sono correttamente remunerati sulla base di sistemi tecnologici di misurazione dell’orario di lavoro.

Nadia Maffei, insegnante italo tedesca collaboratrice dell’agenzia SprachraumWork IT AUT, sta reclutando in Sardegna personale per gli alberghi austriaci, perché “In Tirolo investono molto nei loro dipendenti” e “le ragazze e i ragazzi sardi che hanno fatto un’esperienza di lavoro con noi – assicura -sono tornati a casa arricchiti da un bagaglio culturale e professionale importante”. Chi esce dalle scuole alberghiere, infatti, spesso “non ha forti esperienze da mettere nel curriculum e non conosce bene le lingue. Tanto meno il tedesco – nota la docente -, nonostante in Italia i turisti provenienti da Germania e Austria siano moltissimi. Ecco, il nostro lavoro è anche quello di preparare al meglio i ragazzi”.

Un progetto che nel tempo è diventato volano di nuove esperienze per i giovani, che sviluppano capacità e competenze in Europa. “Fare un’esperienza in questi ristoranti gourmet e hotel boutique, accoglienti baite sulle Alpi, è l’ideale per acquisire conoscenze e professionalità spendibili in strutture di alto livello”, sostiene Elke Oberleitner, titolare dell’attività intermediaria inserita in un circuito alberghiero austriaco stellato. “A breve lanceremo il progetto ‘Junior go pro’ – dice ancora -, nato dalla collaborazione con la scuola di alta formazione Coi Accademia Enogastronomica di Baratili: 18 mesi di studio e lavoro per acquisire competenze per mercati sempre più esigenti”.

Confronto con l’Italia

I numeri del settore in Italia parlano di una difficoltà preoccupante: secondo Confcommercio mancano 200mila lavoratori a tempo indeterminato, oltre ai 100 mila stagionali. E le ultime previsioni di Unioncamere e Anpal sottolineano che tra maggio e luglio il fabbisogno di 387.720 mila lavoratori per i servizi di alloggio, ristorazione e turistici, segna un incremento del 64,9%. In quasi quattro casi su dieci (38%) questi lavoratori e lavoratrici non rispondono all’appello.

Guardando al caso austriaco, non c’è dubbio che il settore alberghiero italiano debba adeguarsi agli standard internazionali con salari adeguati al di sopra della soglia del 20-30 per cento e corsi di formazione, al fine di limitare la crisi che sta vivendo ed incentivando i giovani a tornare .

Alessia Acunzo

Mi chiamo Alessia Acunzo 29 anni, di Napoli. Laureata in Discipline dello spettacolo. Ogni giorno cerco di pormi un obbiettivo nuovo, anche semplice da raggiungere per essere stimolata. Le mie passioni...

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