Antonio Borruso, nato in una famiglia di ristoratori napoletani, ha il dna dello chef nel sangue. Per 15 anni gira quindi tantissime cucine, animato dall’amore per la cucina.

 

Ciao Antonio, possiamo affermare che l’amore della cucina è nel tuo DNA, tramandato da tuo padre?

Si, infatti,  mio padre aveva una trattoria quindi già da piccolo frequentavo questo mondo, la stessa cosa che sta capitando ai miei figli.

 

Hai affermato che sei stato “cresciuto a latte e cucina”, come sono stai i tuoi primi approcci?

I miei primi approcci a casa con mia mamma.

Hai fatto tanta gavetta, ma nessun ristorante stellato sul tuo cammino, chi però tra i tanti chef ti ha lasciato qualcosa?

Ho avuto la fortuna di girare il mondo e conoscere tanti chef bravi,ognuno di loro mi ha trasmesso qualcosa.

 

Dal dicembre 2013 al 2017 hai gestito il ristorante Umami Resturant di Bormio, parte dell’Eden Hotel, che esperienza è stata quella dello chef-gestore?

Prima di Bormio sono stato all’Aprica dove ho preso la prima stella,poi sono arrivato a Bormio gestore e chef e un compito molto difficile.

 

Nel 2014 con Umami Resturant hai conquistato una stella Michelin, cosa hai provato?

La mia seconda stella, ma la prima non si dimentica mai.

Abbiamo letto che la sua chiusura dell’Umami Resturant è stata per te difficile e sofferta, quali sono stati i motivi che ti hanno spinto a fare questo?

Purtroppo ci sono tanti motivi, mi piange ancora il cuore ma avvolte bisogna prendere anche queste decisioni.

 

La tua cucina è l’incontro tra vecchi e nuovi stili, ci racconti come?

La mia cucina e amore e passione e una fusione delle mie origini e la Valtellina che mi adottato.

 

Sul Sito troviamo questa frase: “I piatti proposti sono un viaggio dalle Alpi al Mediterraneo”, ci spieghi meglio?

Si un connubio tra prodotti campani e Valtellinesi che si sposano molto bene.

 

Che tipo di cucina si trova all’Umami Bistrot?

Al bistrot abbiamo fatto una cucina semplice ma sempre di qualità con l’intenzione di essere alla portata di tutti.

 

Qui presenti anche un piatto forte della cultura partenopea, la pizza, è quella tipica napoletana?

Si proponiamo anche la pizza ,ma sembra strano non facciamo la Pizza Napoletana ma una rivisitazione della pizza Romana leggere e croccante sempre con una lievitazione importante, poi tutte le sere proponiamo un impasto con farine speciali ( orzo-timillia-saragolla-integrale-riso venere) gestito dal maestro pizzaiolo Mirko Andreola…invece in cucina viene gestita da mia sorella Borruso Bianca.

Il nome Umami come nasce e cosa rappresenta?

Volevo un nome che dava curiosità al cliente , e mi domandasse cosa significava, Umami in giapponese significa saporito, ma in Italia e stato calssificato come 5 gusto.

Qual’è il piatto che ti rappresenta di più?

C’e’ ne sono tanti che mi rappresentano maa resto legato molto all’esplosione di ragù napoletano.

Ti piacerebbe tornare a lavorare al sud?

Ormai sto bene qui e ringrazio sempre la Valtellina per tutto quello che mi ha dato.

Quali sono le qualità principali necessarie per diventare chef?

Passione e amore…..cucina pensando sempre a qualcuno cosi è tutto più facile.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Riaprire presto un nuovo ristorante.