Andrea Fugnanesi 23 anni non ha iniziato il suo percorso presso ristoranti stellati oppure hotel 5 stelle ma in ristoranti normalissimi dove c’era una clientela che voleva mangiar bene e basta senza tante complicanze, per lui la cucina è chimica e creatività, emozione,sensazione ma soprattutto è vita .

Ciao Andrea, ti sei diploma all’Istituto alberghiero Giancarlo De Carolis, e poi hai fatto un corso con Luca Montersino e poi con Paolo Bertholier, la formazione è importante? Cosa hai imparato da questi percorsi?

Mi sono diplomato all’alberghiero g.de Caroli di Spoleto con 89/100 e successivamente ho fatto dei corsi tra cui un corso di pasticceria salata con Luca Montersino e un corso di Food cost control con Paolo Bertholier, la formazione è importsnte perchè senza cultura e senza studio non si può essere dei bravi chef o cuochi ma soprattutto non si può avere un confronto con nessun’altra persona. Quando si fanno dei corsi si imparano delle tecniche dei metodi che poi ti serviranno per creare un qualcosa di tuo.

Che tipo di cucina esprimi e come definiresti Andrea Fugnanesi cuoco?

Amo cucinare cibi semplici,poveri di stagione, Andrea Fugnanesi lo definirei come un ragazzo giovane volentroso umile con voglia di crescere scoprire cose nuove e soprattuto un ragazzo che ama confrontarsi con chi ne sa pù di lui in modo da aumentare il suo bagaglio.

Sappiamo che nelle tue preparazioni utilizzi le cotture a bassa temperatura e sottovuoto, ci racconti i motivi di tale scelta?

Le cotture bassa temperatura e i sottovuoti sono metodi moderni che permettono di velocizzare il servizio dato che l’alimento una volta che ha compiuto il suo ciclo di bassa temperatura è cotto e ti permette di mantenere caratteristiche organolettiche e nutritive intatte ma non si può fare tutto a bassa temperatura secondo me bisogna sempre valutare che tipo di materia si usa e quanto è versatile per fare questo tipo di cotture.

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Hai partecipato a Top Chef Italia, che esperienza è stata e cosa ti porterai come bagaglio?

Top Chef Italia è stata un esperienza magnifica mi ha aperto molte porte e mi ha fatto conoscere persone professionalmente e umanamente grandiose. Come bagalio ti porti l’esperienza stessa e il confronto con i concorrenti e giudici che sono delle vere e proprie leggende della cucina mondiale.

L’Amministrazione comunale di Sigillo, tramite il suo sindaco Riccardo Coletti ha affermato : “….esempio di capacità e volontà di emergere che tutti i ragazzi dovrebbero avere”, che sensazioni ti danno queste parole?

Le parole del sindaco di Sigillo sono state bellissime, non mi sarei mai aspettato tanti ringraziamenti ed elogi, appena letto ti senti bene, ti senti apprezzato ma la cosa importante è non montarsi la testa e soprattuto ricordarsi sempre dei valori. La cosa importante è l’umiltà.

 

Attualmente sei al  Grand Hotel Terme di Bormio dello  Chef Julien Chiudinelli,  com’e lavorare per il ristorante di un Hotel e che differenze ci sono tra un ristorante ed un ristorante di un albergo?

Lavorare con lo chef Julienne Chiudelli al grand hotel terme di Bormio è un esperienza che mi sta arricchendo molto e mi sta facendo crescere sotto il profilo professionale e umano qua ho trovato un vero team una vera famiglia e lo chef ci motiva ogni giorno a sperimentare e scoprire cose nuove per aumentare la nostra crescita e voglia di lavorare, lavorare nel ristornte di un hotel è bello perchè oltre a tutto l’aspetto della carta del ristorante si devono fare banchetti gruppi e il menù rispetto a un ristorante stellato è molto più classico questo e ciò che mi affiscina di più, i piatti sono inspirati alla sala ottocentesca e si crea un atmosfera e armonia unica .

 

Credi che per un cuoco è importante viaggiare per provare nuove esperienze e culture che si ripercuoto sulla cucina?

Per un cuoco viaggiare è importante perchè oltre alla lingua si conoscono materie prime diverse che possono tornare utili quando si creano piatti e la cosa più importante è l’apertura mentale e il confornto con usi e costumi di diversa provenienza.

 

Sei talmente giovane che possiamo chiederti, cosa vuoi fare da grande?

Il mio sogno nel cassetto da grande è diventare un food and beverage manager ma allo stesso tempo fare l’executive chef.