Ciao Alberto, dici di aver ereditato la passione per la cucina da tua madre, ci racconti come?

Mia madre è una bravissima cuoca e mi è sempre piaciuto guardarla e aiutarla a cucinare.

 

Dopo l’alberghiero di Gardone Riviera, hai avuto diverse esperienze che ti hanno formato, tra cui Villa Feltrinelli, cosa ti hanno insegnato?

Ho sempre cercato di imparare il più possibile da chef e colleghi che ho avuto la fortuna di incontrare nella mia carriera. Ogni esperienza mi reso più forte, e ha contribuito a formare il cuoco che sono oggi. Da ogni chef che ho avuto ho cercato di assimilare più cose possibili perché questo lavoro è in costante crescita e cambiamento

 

Nel 2009 insieme alla tua compagna Irene apri Qb Quanto Basta, ci racconti gli inizi?

Dopo un’esperienza come chef in un hotel e ristorante di Salò dove Irene, la mia compagna,  era responsabile amministrativa, a causa dei nostri orari sballati abbiamo deciso di percorrere la nostra strada e aprire il Qb. Era un locale piccolo disposto su due piani con un piccolo dehor estivo. Da subito ho cercato di proporre una mia idea di cucina dove spiccava come ora il territorio, pochi piatti tutto fatto in casa. Cinque anni intensi ma dove forse non abbiamo avuto la giusta visibilità.

Poi dopo 5 anni, Qbduepuntozero sul porto della Sitena, oltre la location ci sono altre differenze?

La location è importante non è tutto ma conta, e il Qb duepuntozero ne è stata la prova. Finalmente qui abbiamo cominciato ad avere i primi riconoscimenti. Sicuramente un locale più moderno, spazioso e con una cucina molto più funzionale e grande di quella che avevo prima.

Quale è la tua idea di cucina?

La mia cucina? rispetto della materia prima ed esaltazione della stessa . Pochi ingredienti che si devono distinguere all’ interno del piatto. Semplice, genuina e che arriva al cuore

 

Quanto sono importanti i prodotti del territorio nei suoi piatti?

FONDAMENTALI direi, quando creo un menù cerco sempre di inserire prodotti del territorio, lo sento come doveroso verso i clienti e verso il territorio stesso

 

Puntate sulla “qualità degli ingredienti e sulla stagionalità delle materie prime”, chi sono e come hai selezionato i tuoi fornitori?

I fornitori tanti sono gli stessi da anni, da ancora prima di aprire il ristorante, alti sono subentrati dopo, magari conosciuti a fiere di settore, o conosciuti con passaparola con colleghi. Cerco sempre di instaurare un rapporto di fiducia, fondamentale per collaborare

 

Hai un piatto che ti ricorda la tua infanzia?

I gnocchi al pesto si mia Mamma, morbidi e gustosi fatti col basilico del nostro guardino

 

Proponete 2 menu degustazione, puoi descriverli e spiegarci la loro filosofia?

Ho sempre un menù degustazione a base di pesce di lago da 4 portate,  mentre un menù da 7 portate alla cieca così posso fare un percorso con i piatti più significativi . a filosofia di questi menù è la medesima, permettere al cliente di scoprire il lago, il territorio, i suoi prodotti e quindi la mia cucina

 

Organizzate anche corsi di cucina, ci racconti come sono strutturati e chi sono i vs discenti?

Corsi di cucina ne ho fatti ancora in passato, ora forse ricomincerò una collaborazione con kenwood. I partecipanti sono appassionati di cucina, uomini e donne, persone che vogliono migliorare e apprendere qualche segreto in più

Tra le diverse attività anche cene a 4 mani (per es. quella di febbraio con Ristorante Pizzeria Cattafame) che esperienze sono e cosa ti lasciano?

Cene a 4 mani la prima sarà a in Cascina Cattafame, il 24 febbraio. Sono entusiasta di cominciare. Sicuramente ogni volta che puoi confrontarti con colleghi fuori dalla tua cucina hai modo di crescere

 

Progetti per il futuro?

Crescere, crescere, crescere, migliorare, imparare e aggiungere qualche guida che manca è migliorare quelle dov’è già siamo presenti