Eruzioni del Gusto è un appuntamento molto noto, non solo in Campania, dove si terrà il prossimo Settembre. Nonostante questo, durante la piacevole intervista a Carmine Maione, suo ideatore, oserei dire legato da un affetto paterno alla manifestazione, ho scelto di porgli una domanda che mi è nata in modo spontaneo.

Carmine, descrivi questo evento ad una persona che non è Campana, che lo conosce solo per aver letto qualcosa e per sentito dire, raccontamelo!

E da qui un fiume in piena, di entusiasmo, energia e orgoglio. Proprio come un padre parla di un figlio che gli ha riservato e gli riserverà grandi soddisfazioni ed infinite emozioni. Io intervengo pochissime volte ma non serve, perché Carmine riesce a toccare perfettamente tutti gli ambiti. A spiegare con precisione tutto quanto volevo chiedergli, anticipando le mie domande, fugando i miei dubbi e soddisfacendo le mie curiosità, neanche ci fosse un filo telepatico che ci unisse.

L’evento, che abbiamo pensato e che ha preso vita grazie al supporto di un’importante squadra di professionisti, è stato creato per iniziativa dell’Associazione Oronero, dalle scritture del fuoco. L’associazione nasce nel 2018 da un’intuizione, quella di mettere in rete e valorizzare i territori vulcanici del nostro paese. Inevitabilmente partendo dal Vesuvio, dai Campi Flegrei, dalle isole del Golfo di Napoli, da Ischia e ovviamente coinvolgendo anche le aree interne e costiere della Campania.

Eruzioni del Gusto è un focus sulla valorizzazione dei territori e delle aree emerse e sommerse della Campania. Da qui si parte, per poi viaggiare attraverso tutta l’Italia, con lo sguardo rivolto verso il mondo.

L’obiettivo è creare una nuova opportunità e dare un valore aggiunto alla proposta che già esiste da parte del turismo sostenibile, praticato da tempo. Che vada a far conoscere i nostri territori, prevalentemente di matrice vulcanica, e tutto quanto ne deriva. Grazie alla generosità di terreni fertili che regalano produzioni di straordinarie eccellenze, e di prodotti tipici, che hanno la capacità di raccontare la cultura del posto e che formano una biodiversità introvabile in altri luoghi.

Da qui, prende le mosse la grande illuminazione di Eruzioni del Gusto. Un evento che chiami a raccolta tutto quanto accade in questi luoghi. Per creare valore e per avviare un nuovo percorso virtuoso di promozione territoriale, che sappia coniugare ai prodotti, l’ospitalità legata ad un ecoturismo esperienziale.

Eruzioni del Gusto richiama subito i vulcani, ma si riferisce a un’eruzione positiva, che esalti il loro valore intrinseco. Se penso al Vesuvio, ad esempio, mi viene in mente un frutto della terra inconfondibile, il Pomodorino del Piennolo Dop, che è tipico di quest’area. Ma non solo, sono tante le produzioni che hanno una propria unicità come i grandi vini locali. Perché dipendono dal terreno ricco di minerali di matrice vulcanica, ma anche dalla tradizione, dalle coltivazioni generate dalle mani sapienti dei trasformatori e dei contadini, che hanno reso queste terre inconfondibili.

L’evento sarà ospitato presso il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, che pone davanti a noi un orizzonte ambizioso, quello del cibo, del vino, del viaggio. In un luogo dove tutto nasce, perché lungo il tratto di costa, da Napoli a Portici, il 3 Ottobre del 1839, vedeva la luce la prima ferrovia d’Italia. In epoca Borbonica, l’antesignano esempio di rivoluzione industriale, oggi dà un significato ancora più profondo all’evento, chiamando a raccolta l’intera nazione e tutti i suoi territori.

Parliamo dei vigneti assolati di Pantelleria, dell’Etna, toccando il Vesuvio, i Campi Flegrei, e poi la Basilicata, con i territori del Vulture, risalendo lungo il Lazio, la Toscana, che sarà presente con la sua vetrina. E ancora più su, lungo lo stivale verso le aree dell’Alto Adige, passando per il Soave e i grandi vini veneti. E poi tutte le altre regioni, fino al Piemonte, senza voler dimenticare nessuno. Una grande rete che unisce, stimola, crea connessioni, confronti, scambi e collaborazioni.

Anche il Ministero della Cultura ha dato il suo patrocinio. Perché questo evento, ha in sé una matrice culturale fortissima, che mette in evidenza il grande tesoro enogastronomico del nostro paese. Così come la regione Campania, l’Agenzia Nazionale del Turismo ed altre regioni e Istituzioni, oltre a Università ed Istituti di ricerca scientifica, Associazioni e Ordini professionali. Poi ci sono i vini e i prodotti d’eccellenza delle altre regioni. Nel nostro sito www.eruzionidelgusto.it si possono evincere tutti i prestigiosi partners che ci supportano.

Stiamo parlando di un evento che accende i riflettori su una grandissima opportunità. Quella di promuovere e fare in modo che l’Italia, possa essere la grande Vetrina Internazionale del Turismo Enogastronomico. Una grande sfida che non ci spaventa, ma anzi, ci stimola a crescere.

Una sfida generosa, perché non vi siete fermati al vostro ambito territoriale, ma siete riusciti a coinvolgere eccellenze che provengono da tutto il territorio nazionale.

Non avrebbe avuto senso fermarsi. Oggi è importante creare le connessioni, le contaminazioni, le reti. Che senso avrebbe promuovere solo la propria regione? Sarebbe una visione miope e riduttiva.

Se parliamo di Sistema Paese, è in questo modo che si deve agire, soprattutto in questa fase tremenda in cui si sta uscendo da oltre 15 mesi di pandemia, che ha ingessato il sistema produttivo. Non voglio elencare tutti i danni derivati dalle restrizioni, ma sappiamo tutti che sono stati devastanti. In particolare quelli generati al settore turistico, a quello agricolo e di conseguenza al comparto vinicolo e a quello della ristorazione.

L’evento si accompagna a tutte le realtà che sono le vere protagoniste del mondo dell’accoglienza. Sono quindi coinvolte e presenti le associazioni di categoria, come quella dei Cuochi della provincia di Napoli, ma anche l’Unione Regionale dei Cuochi della Campania. Interverrà anche la divisione della Federazione Italiana Cuochi, “Insieme a Voi” Dipartimento Solidarietà Emergenze, sempre presente quando si verificano dei momenti difficili.

Potremo contare sulla partecipazione di importanti chef, dei sommelier, e dell’Ais. Per fare un esempio l’AIS Campania, quest’anno, come ha già fatto nella scorsa edizione, mette in degustazione circa 400 referenze di vini premiati, selezionati da grandi esperti, coinvolgendo circa 140 aziende. Gli avventori che visiteranno Eruzioni del Gusto, potranno degustare i grandi vini campani, oltre a tutti gli altri provenienti da ogni parte d’Italia. Quelli del Consorzio d’Etna Doc, quelli che arrivano da altre aree della Sicilia, da Pantelleria. Oppure i più noti vini Toscani, così come quelli dell’Alto Adige, giusto per citarne qualcuno.

Uno dei motivi di orgoglio e di forza per noi, è il coinvolgimento del mondo dell’Università e della ricerca. Questo infatti, è un aspetto molto importante. Perché la loro presenza genera un ulteriore valore, dando una valenza scientifica all’evento e creando le giuste connessioni tra il sapere, lo studio e il territorio.

Le Università, i centri impegnati nel campo dell’innovazione tecnologica, come l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia che è un centro di ricerca scientifica e tecnologica in ambito delle competenze sui territori vulcanici, hanno colto appieno l’invito ad essere presenti ad un evento in cui si parla anche di valorizzazione, non solo delle insidie legate ai vulcani, che vanno invece considerati come una grande opportunità per la generosità e la fertilità dei territori che li circondano.

Con il Centro Interdipartimentale CRISP dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, si presenterà l’importante Progetto Europeo di ricerca HORIZON 2020 LANDSUPPORT, coordinato dal Prof. Fabio Terribile. Consiste in uno studio di parametrizzazione online, che utilizza dei satelliti a servizio dell’agricoltura e dell’enoturismo. Le aziende, possono capire da qui ad alcuni anni, in una fase di grandi cambiamenti climatici, quali sistemi adottare per proteggere le colture e le viti dalle eventuali malattie. Valutare se l’acqua disponibile sarà sufficiente all’irrigazione e determinare anticipatamente quali rischi si corrono. Arrivando a progettare il futuro della propria attività agricola e vitivinicola. Ma non solo, fornisce un supporto determinante per pianificare dei precisi percorsi enoturistici.

Questo progetto parte dalla Campania, offrendo una nuova grande opportunità grazie al mondo della ricerca. Verrà poi messo a disposizione di tutti quanti in Italia vorranno servirsene. Così che, anche in altri territori si possa iniziare a ragionare in modo lungimirante e costruttivo, affrontando delle problematiche che si verificano un po’ dappertutto. Soprattutto quelle legate alle situazioni non controllabili, come i cambiamenti climatici che oggi rappresentano un’insidia importante e un problema difficile da superare.

Ci sarà un nutrito calendario di convegni, ai quali parteciperanno personalità rilevanti legate al mondo della ricerca in ambito agricolo e ittico. La regione Campania interverrà con il FEAMP, il Fondo Europeo per gli affari marittimi e la pesca, puntando un focus sul mare, sulla pesca costiera e in particolare su quella sostenibile. Si andranno ad evidenziare, le misure europee dedicate alla valorizzazione dei prodotti tipici e unici come la Colatura d’Alici di Cetara, che ha ricevuto il riconoscimento della Dop lo scorso anno. Come pure altre realtà e aziende che avranno la possibilità di esporre e far conoscere i loro prodotti.

A Napoli c’è un importante acquario, quello della Stazione Zoologica Anton Dohrn, tra i più antichi al mondo. Un Istituto di ricerca che esiste da oltre 150 anni e accoglie studiosi da tutti i paesi, che partono a monitorare il Golfo di Napoli arrivando fino agli oceani. Con la Fondazione Dohrn, durante l’evento verranno promosse le attività della Stazione Zoologica di Napoli. In questa edizione ospiteremo anche le aree marine protette della Regione Campania.

Sarà presente anche l’Ordine dei Giornalisti della Campania per fare formazione continua e aggiornamento professionale. In questo periodo, serve fare un po’ ‘ di chiarezza, organizzando un corso, che offra un credito formativo deontologico. Così da permettere di parlare di turismo, economia e informazione, in modo efficace, puntuale e veritiero. I giornalisti si potranno accreditare sulla piattaforma nazionale e ad arrivare a Eruzioni del Gusto. Diffondere notizie corrette è la base in assoluto della civiltà di un popolo.

Si accende un riflettore sull’enoturismo con la Bie, la Borsa Internazionale dell’Enoturismo. Oggi più che mai è notizia diffusa, abbondantemente trattata anche dai mass media e dai social media, che la ripresa dei viaggi di piacere, deve necessariamente passare dalla capacità di valorizzare l’intero territorio, in particolare attraverso l’agriturismo e l’enoturismo.

Non più congestionare solo le città d’arte, che vengono puntualmente prese d’assalto, ma offrire anche nuovi percorsi. Magari nell’Italia meno conosciuta e più profonda, con il turismo diffuso, quello sostenibile, l’enoturismo. Portando i visitatori nei vigneti, facendogli vivere i luoghi di produzione dei grandi vini italiani, mostrando loro la campagna da vicino e praticando quello che viene definito un turismo esperienziale.

Esattamente, perché anche quella è una forma d’arte anche se immateriale. Mi ritrovo in tante cose che stai raccontando, e mi sembra di viverle mentre parli. Qui da noi in Sardegna la situazione è complessa e sotto certi aspetti simile. In Campania avete una marcia in più. Perché da voi si trova una cultura enogastronomica che non esiste da nessun’altra parte d’Italia e forse del mondo. Il vostro è uno stile di vita e avete un entusiasmo contagioso.

Sarebbe bello poter coinvolgere in questo progetto anche la Sardegna, dai piccoli produttori alle imprese più importanti. Perché, insisto su un concetto fondamentale, dobbiamo fare rete, non continuando a ripetere frasi fatte tipo “fare sistema” quasi a renderle parole da convegno bensì cercare di camminare tutti insieme. Se l’Italia riesce a superare quella difficoltà, creata storicamente da una visione un po’ territoriale, basata su luoghi comuni e paragoni assurdi che porta a dire: “il mio territorio è più bello del tuo” o viceversa, può davvero diventare imbattibile!

Il nostro paese è tutto interessante, nella sua interezza. Ricco di storia e cultura, ha una grande capacità di esprimere il suo valore, seppur nelle diversità intrinseche. Noi cerchiamo di lavorare per diffondere questo concetto e per trasformarlo in opportunità. Così che l’Italia si affermi definitivamente come Vetrina e meta ambita, del Turismo Enogastronomico Internazionale.

Che cosa cerca un turista italiano che si sposta, o uno straniero che arriva nel nostro paese?

L’Italia ha la fortuna di poter offrire tutte le forme di turismo delle quali si possa fruire. Sia esso religioso, balneare, sportivo, culturale, quello che attrae tante persone nelle città d’arte, oppure ancora, quello legato ai grandi siti archeologici. In Campania parliamo di Pompei, Ercolano, Paestum, Oplontis l’antica Torre Annunziata, e tanti altri siti, che contano milioni di turisti ogni anno.

La Campania è tra le regioni col più alto numero di siti UNESCO, la prima nel sud Italia. Però viene spontaneo porgersi una domanda. Come mai la presenza turistica, per quanto molto abbondante, spesso non esprime numeri da primato assoluto, come meriterebbero le infinite opportunità che siamo in grado di offrire? Essere riconosciuti Patrimonio Materiale o Immateriale dell’Umanità è un grande privilegio, però non deve diventare un’ingessatura, un tema da convegno. Al contrario, deve esprimersi come una ricchezza da sviluppare.

Io ho girato il mondo e mi hanno stupito quei luoghi dove si è riusciti, esaltando una piccola storia e costruendo intorno ad essa un contorno pazzesco, a far nascere ambite destinazioni turistiche. Noi abbiamo tantissimo e allora dovremmo ricevere tanto tanto di più. Quindi, l’obiettivo a cui dobbiamo mirare, è migliorarci nella narrazione delle nostre ricchezze, non solo nella mia amata Campania ma in tutta la nazione.

l’Italia è un paese meraviglioso che conta oltre la metà del patrimonio e dei beni culturali del mondo. Forse è questo il motivo per il quale ci siamo in qualche modo assuefatti e il sogno si è attenuato. Dobbiamo invece allontanare il rischio di dimenticare che conviviamo con tanta bellezza, evitando di darla per scontata, apprezzandola e coltivandola ogni giorno.

Abbiamo tutte le carte in regola per fare invidia e far desiderare di vivere il nostro paese in ogni momento dell’anno. Però è basilare essere un’eccellenza anche nei servizi, nelle infrastrutture, nell’organizzazione, il turismo è tecnica. Ecco perché anche noi di Eruzioni del Gusto, insieme alle Istituzioni, che ringrazio sempre, vogliamo dare un piccolo contributo nel mettere a sistema le cose offrendo delle proposte destagionalizzate. Atte a valorizzare i prodotti e con essi i territori. A far conoscere la straordinarietà delle mani sapienti di chi lavora, e quindi creare quella connessione che permetta la fruizione ai visitatori, stabilendo un legame tra loro e i residenti.

Prima mentre parlavi, mi hai fatto pensare alla realtà di molte zone turistiche, non solo campane. I servizi sono sicuramente importantissimi per accogliere al meglio i vacanzieri, però mi chiedo, in fondo noi che cosa vogliamo esattamente? Tante presenze che possano godere di servizi d’eccellenza? Oppure preferiamo mantenere il nostro stato di parziale isolamento, che però garantisce la spiaggia meravigliosa, senza nessuno davanti che ci impedisca di godere dell’orizzonte? O ancora, che un prodotto artigianale, continui ad essere realizzato sempre nello stesso modo, rispettando usi e costumi, antichi e identitari? Secondo te, si possono far convivere i due aspetti?

È chiaro che ha il suo fascino anche la difficoltà che si deve affrontare per raggiungere una meta isolata e più preservata, che conserva la propria identità culturale, e mi riferisco soprattutto alle aree interne.

Quando parlo di servizi, penso alle infrastrutture, alla fruibilità e alla raggiungibilità dei territori. In generale, di cultura dell’ospitalità e di cultura dell’accoglienza. Questo è un concetto che passa anche attraverso i servizi ma è l’approccio culturale che è veramente importante. Noi infatti cerchiamo di fare leva proprio su questo tema.

Ti cito, quanto riportato nel sito di Eruzioni del Gusto: “Cibo, vino, turismo e valorizzazione del territorio attraverso il paesaggio, il sistema agroambientale delle colture tipiche, le eccellenze della fertilità vulcanica, la viticoltura, la vinicoltura, i frutteti, l’identità storico-culturale, le architetture rurali, le masserie, le ville, i sentieri, i segni territoriali delle antiche partizioni agrarie.” Tutto questo concorre a fare grande il nostro paese. E noi dobbiamo armonizzarlo, creando un nesso tra i residenti che vivono in loco e i fruitori quindi i turisti. Il vero valore lo creiamo così.

Sono d’accordo con te, bisogna riconoscere e proteggere la maternità della tradizione. Anche se è chiaro che non si debba ostacolare la naturale evoluzione legata al progresso. Un po’ come succede nelle cucine, con l’ infinita polemica sulla rivisitazione delle vecchie ricette. La cucina è energia e trasformazione. Ecco perchè è necessario mantenere l’identità della base delle preparazioni antiche. Ma ci si deve anche poter adattare alle condizioni attuali. Queste sembrano frasi fatte ma rappresentano la verità, non c’è tradizione senza innovazione.

Prima cosa dicevamo? Che ci sono tante tipologie di turismo. Ma la maggior parte dei fruitori, come testimoniato da recenti studi, alla fine vuol vivere un’avventura enogastronomica stimolante e indimenticabile.  Ed ecco il comune denominatore per cui io, turista, decido di recarmi in Italia. Perché voglio visitare i luoghi della spiritualità, dell’arte, naturalistici, ma alla fine ciò a cui tutti ambiscono, è vivere un’esperienza goduriosa legata al cibo.

Eruzioni del Gusto vuol essere proprio questo. Il crocevia in cui si discute, si gusta, si analizza, nascono proposte, ci si interroga e si sta bene.