Il Lazzaretto di Cagliari nel Quartiere di Sant’Elia dal 13 al 16 Ottobre ospita la prima edizione del Sant’Elia Food Festival

Il programma ricco di contenuti mette al centro dell’attenzione il Cibo come: Rivoluzione, Liberazione, Cura, Solidarietà, Comunità, Piacere, Felicità.  

Ideato e coordinato da Elena Marconi (Fondazione Carlo Enrico Giulini), è reso possibile grazie all’ausilio della Cooperativa Sociale La Carovana, che a Sant’Elia gestisce il progetto Comunità del Buon Gusto, della Cooperativa Sant’Elia 2003 e dell’Impresa Sociale Lavoro Insieme di Caritas che si occupa del progetto Terre Ritrovate, oltre a numerosi partners che collaborano con la Fondazione:  Slow Food Cagliari, Slow Food Youth Network Sardegna, Tuttestorie, Is Mascareddas, Cinéma Du Désert, Associazione Malik, Itzokor, Punti di vista. 

L’evento affronterà la tematica del cibo come patrimonio immateriale e leva per la promozione della salute di sé e del pianeta, della sostenibilità ambientale e dello sviluppo economico e sociale. Offrirà inoltre l’opportunità di conoscere Sant’Elia e i suoi cittadini, i quali cucineranno le loro ricette insieme all’Accademia del Buon Gusto e agli chef William Pitzalis (supportato da Joe Perrino), Pier Paolo Argiolu “Cozzina”, Daniele Cui, Marcello Putzu, Giuseppe Falanga, Marcello Sanna e Maria Carta.  

Parteciperanno attivamente al Sant’Elia Food Festival, anche i cittadini e le cittadine del “Presidio di Comunità”, i quali si occuperanno dell’accoglienza dei visitatori, dei laboratori riguardanti le ricette ritrovate, dell’escursione al Colle di Sant’Ignazio e della promozione delle essenze di un tempo. Il gruppo di Sant’Elia presta quotidianamente attenzione ai bisogni del quartiere, con l’obiettivo di “viverlo” pienamente e farlo conoscere all’esterno in tutta la sua bellezza. 

  • Giovedì i giovani, insieme a Manu Invisible, Retro ed Esp, realizzeranno un grande Murale. Saranno organizzate diverse tavole rotonde su come fare impresa all’interno di un percorso di “rigenerazione sociale”.  
  • Nella giornata di venerdì si parlerà di un modello alternativo all’attuale sistema agro-industriale, toccando numerosi argomenti, dai tipi di grano, alla filiera locale. I produttori di Terre Ritrovate e di Slow Food Youth Network, si confronteranno su problemi, necessità e nuove progettualità grazie anche all’ausilio dei consulenti di Invitalia di Resto Al Sud.  
  • Sabato, Slow Food Cagliari, tratterà il tema delle Food policies insieme ad ospiti eccellenti; i produttori del “venerdì” leggeranno il loro manifesto, ponendosi la domanda “Che politica del cibo vogliamo per la nostra città e il nostro territorio?”  La giornata, aperta al pubblico, sarà ricca di eventi, corsi, laboratori, come il pane pintau, il wild-food, le “storie di pane e magia” di Giuditta Sireus e “Gioca Come Mangi” a cura di Tuttestorie (con la vincitrice del premio Andersen sulla letteratura infantile e il cibo).  
  • Nel corso della domenica gli esperti dell’Associazione Itzokor, insieme a Giuseppe Li Rosi e Maurizio Fadda, discuteranno di “Storie di Brevetti e Libertà”. I visitatori potranno fare una gita al Colle di Sant’Ignazio, accompagnati dai residenti del Presidio di Comunità e dal botanico Deidda. Nella serata ancora spettacoli e laboratori. Novità sarà il “Cibo per Extra-Terrestri”, dell’Associazione Malik con Centro macrobiotico e Sa Laurera e lo spettacolo di Is Mascareddas.  

Lo street food curato da Panificio Porta, Sabores Bottega e cucina, Babeuf e Mordi Storie di Mare, farà ricorso anche gli ingredienti forniti dal Presidio: nella Sala Archi del Lazzaretto le aziende agricole sarde offriranno le degustazioni di prodotti.  

Spazio anche al Cinéma du Désert, con la proiezione dei film “Domani”, “Ratatouille” e “Antropocene”.  

Gli appuntamenti, i laboratori, le conferenze saranno organizzate dai numerosi partner con cui sono condivisi altri progetti. Le attività previste saranno tutte gratuite; alcune dovranno essere prenotate via mail.

L’Accademia del Buon Gusto

Ho fatto una chiacchierata con William Pitzalis, che a distanza di quasi due anni dalla nascita dell’Accademia del Buon Gusto, fa un bilancio, e mi racconta come si è evoluto il progetto iniziale. Il suo sogno di formare dei ragazzi provenienti dal quartiere di Sant’Elia, per donare loro una professionalità nel campo della ristorazione, si è più che realizzato.

William tiene a precisare che grande merito va alla Fondazione Giulini, ormai una famiglia per lui, che ha creduto fortemente nelle sue idee, decidendo, senza indugio, di aiutarlo a concretizzarle e continuando a supportarlo nel tempo. Una dimostrazione di grande generosità, che si estende oltre il quartiere di Sant’Elia, arrivando a sviluppare tante iniziative solidali in tutta l’isola.

Anche il Progetto della Fondazione Cesvi Intesa San Paolo, procede. Ci sono numerose richieste per i prossimi due corsi e a breve ne inizierà uno certificato, in collaborazione con Isfor Api, che permetterà ai partecipanti di ricevere un attestato professionale di aiuto cuoco, spendibile in tutta Italia. 

Questa manifestazione li vede coinvolti a 360° perché nati grazie al progetto di rigenerazione urbana. 

Oltre a curare l’aspetto food e l’accoglienza, gestiranno diversi laboratori aperti al pubblico. dalle panadas ai culurgionis, fino al pane pintau e alle erbe spontanee. Si occuperanno poi di allietare i presenti con dei momenti di svago e divertimento, presentando degli show-cooking tenuti da chef noti nel mondo della cucina isolana.

Tutto finalizzato a mostrare quanto si stia facendo nell’ambito dell’Accademia del Buon Gusto. Questo grande incubatore, nato nel Lazzaretto di Cagliari, un luogo bellissimo, affacciato sul mare, che accoglie un gran numero di sostenitori, uniti dal desiderio di fornire nuova linfa ad un quartiere da sempre bisognoso di attenzioni. 

Sicuramente i benefici del loro operato sono dimostrati dal fatto che tanti ragazzi che hanno frequentato i corsi tenuti negli ultimi due anni, sono riusciti a trovare un lavoro. Questo è motivo di orgoglio che li sprona a proseguire in questa direzione. Ecco perché il Sant’Elia Food Festival nasce qui. 

Il calendario è ricco, e il tema è importantissimo: il cibo identitario che unisce, racconta, mostra la vita presente e passata di questo luogo. Sempre più spesso si sente parlare di realtà, che, se ben valorizzate, riescono ad emergere e a far crescere con loro, un intero territorio.

Gli show-cooking vedranno riprodotti tanti piatti della tradizione cagliaritana che sono stati loro affidati verbalmente dalle signore del quartiere. Preparazioni “povere” alla portata di tutti, ma ricche di gusto e di gioia, a partire da Sa Burrida, a base di gattuccio di mare. 

Ricette che spesso vengono tramandate solo oralmente, con il rischio di perderle nel tempo, vengono in questo caso riproposte ed esaltate nell’ambito dell’evento, contribuendo a documentarle e diffonderle. 

William Pitzalis con Gabriella Pisu, la sua socia e braccio destro, e con lo staff dell’Accademia, Juan Baldussi e Gianfilippo Lantini, è riuscito a creare un micromondo di positività e di grandi intenti, coinvolgendo colleghi chef, amici (si possono decisamente definire così) che hanno generosamente garantito un sostegno importante alla causa.

Uno di questi, sempre in prima linea, è lo Chef Marcello Sanna, Presidente Regionale della Federazione Italiana Cuochi e membro del Consiglio Direttivo nazionale del DSE, che si è adoperato in prima persona per la buona riuscita del Sant’Elia Food Festival. 

Sara Sanna

Ho 48 anni e vivo in Sardegna. Ho lavorato come tecnico del restauro archeologico prima, poi come guida turistica e operatrice museale presso la "Fondazione Barumini Sistema Cultura" che si occupa della...

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