Sud Italia: così si mangia la pizza a Londra

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Come mai la scelta di aprire un’attività a Londra e quali difficoltà hai incontrato?

Ho scelto di aprire la mia attività a Londra perché ho visto in questa città un reale potenziale, c’era e continua ad esserci molto turismo…

Le difficoltà unica è quella di trovare spazi per il mio van che per un posto come Londra inizia ad essere un po’ “Ingombrante”. Non ti nego che di impegnativo c’è anche la ricerca della location, non tutte le aree ti permettono di avere un forno a legna.

 

Come è nata l’idea di riconverte in pizzeria ambulante un furgone?

L’idea è nata perché avevo un sogno nel cassetto. La storia è un po’ lunga, dobbiamo tornare un bel po indietro con gli anni, sono cresciuto in una famiglia di commercianti, mio nonno era un fornaio a S.Antimo un paese in provincia di Napoli, dopo essersi sposato con mia nonna e aver avuto i figli cambiò lavoro e iniziò a vendere la frutta con mio padre e i mie zii da Napoli a Pescara dove sono nato.

A Pescara crescendo ho visto la mia famiglia fare diversi lavori dalla frutta sono passati a vendere ombrelli, dagli ombrelli alle cinte e borse in pelle, da una pizzeria in centro a due negozi sul mare, fino a fare fiere in nord Italia, insomma crescendo ho visto in parte cosa la mia famiglia dal niente è riuscita a costruire.

In Italia stavo bene non mi mancava nulla, avevo il mio lavoro, i miei amici la mia famiglia, ma mi sentivo insoddisfatto perché non avevo costruito nulla con le mie mani era una strada già fatta…

Un bel giorno di punto in bianco ho deciso di partire per Londra, e mio nonno, di vecchio stampo mi ricordo che non la prese molto bene, lui avrebbe voluto che continuassi il suo lavoro, e non era l’unico in famiglia, addirittura  mio padre e i miei zii scommisero davanti a me che non fossi durato più di 3 mesi, bhè grazie a quella scommessa io oggi dopo 5 anni sono ancora qua, credo che se non avessero scommesso io dopo una settimana sarei tornato  a casa,  Londra all’inizio è stata difficile per me, anche se ero più fortunato di altri perché non ero solo ero con la mia compagna… 
Dopo aver fatto circa due anni di gavetta e aver imparato l’inglese che serviva a me, ho deciso di realizzare il sogno di ogni mio coetaneo aprire qualcosa di mio ma non avevo molti soldi quindi ho detto tra me e me, da dove inizio? E la risposta l’ho trovata ricordandomi la storia di mio nonno, ho iniziato da dove iniziò lui, dalla strada, e quindi ho trasferito la mia pizzeria su quattro ruote, l’ho dipinta dei colori che mi rappresentano il bianco e l’azzurro, ho ideato il marchio stilizzando la corona del Regno Delle Due Sicilia e ho scelto il nome della mia company, Sud Italia, poi ho concluso studiando un impasto con un mix di 3 farine, una di queste integrali.

Non accontentandomi ho fatto diverse ricerche e ho trovato fornitori italiani in Uk e ho deciso di utilizzare per le mie pizze esclusivamente prodotti italiani!

Cerco di puntare solo alla qualità e alla ricerca continua di ingredienti italiani, anche ora che siamo in espansione.

 Amo fare il mio lavoro, per me riuscire a fare la pizza Napoletana è un orgoglio perché mi fa sentire quel Napoletano che non potrò mai essere, dato che come ti ho scritto sono nato a Pescara una città bellissima.

 

Daniel Young ha inserito “Sud Italia” “Where to eat pizza”, che effetto ti fa?

Daniel Young, mi ha inserito nel suo libro sono rimasto molto felice, fa sicuramente piacere ritrovare il tuo nome su un libro la cui casa editrice su chiama Phaidon.

 

Qual’è la pizza preferita dai londinesi?

La pizza di Sud Italia qui nell Est di Londra al dire da i nostri clienti è molto apprezzata, la più venduta tra gli italiani e quella con la zucca e tra gli inglesi quella con la ‘Nduja!

 

Qualche consiglio pratico ad un connazionale che vorrebbe trasferirsi a Londra?

Consiglio vivamente a tutti di venire a Londra almeno per fare un’esperienza, lavorativamente parlando sono ben organizzati e hanno un buon metodo! La meritocrazia qui ancora esiste e sei uno che vale, farai tanta strada. 

 

Quali sono i tuoi progetti futuri?

I miei progetti futuri sono di riuscire a costruire una piccola flotta di Sud Italia Truck e organizzare un buon metodo di controllo della qualità del prodotto, perché lo sbaglio che noto nelle grandi compagnie una volta creato il marchio e in via di espansione è quello di abbassare la qualità del prodotto! Il mio obbiettivo è puntare sulla qualità ai miei clienti voglio offrirgli la vera pizza Napoletana, no fake. Quindi mi impegnerò al massimo per riuscire nel mio obbiettivo che so che mi costerà tempo.

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Luigi Cristiani

Luigi Cristiani

Laureato in Economia, ha poi conseguito un MBA presso lo Stoà. Lavora in Enel Green Power dove si occupa di pianificazione e controllo . Dal 2010 scrive su diversi blog di economia e finanza (Il Denaro, La prima pietra, HUB Magazine), inoltre collabora con il “Controllo di gestione” (rivista IPSOA). Cura la rubrica FOOD ECONOMY, cercando di spiegare grazie alla “forza dei numeri” fenomeni e tendenze dell’industria che ruota attorno al cibo.

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