L’articolo di oggi inizia con una domanda a bruciapelo: osservando la foto in copertina pensate ci sia qualcosa di diverso o di speciale? La foto può piacere o non, gli ingredienti possono incuriosire o non, l’immagine può ispirare o non per un primo piatto veloce. Giusto? Insomma qualunque sia il pensiero a riguardo, questa foto certamente non dice “Primo piatto, adatto solo ad un diabetico”. E sapete perché? Perché non esistono piatti per diabetici! Io non mangio diversamente da voi, non sono mica intollerante allo zucchero?

Il titolo è volutamente provocatorio, è una risposta a tutti quelli che mi chiedono “Ma tu puoi mangiarlo?” oppure “Ho comprato i biscotti, non sapevo ci fossi. Mi dispiace che ora non puoi mangiarli.”

È chiaro che la disinformazione e l’ignoranza in merito al diabete la fanno da padrone e ne sono consapevole, anche io credevo che avere il diabete significasse eliminare lo zucchero dalla propria dieta. Lo credevo finché non sono diventata diabetica! Proprio io sì, io che a 16 anni ero quasi sottopeso, andavo in palestra ogni pomeriggio della settimana per almeno 2h e avevo un’alimentazione così rigida da escludere ogni dolce e snack extra. Questo perché quando si parla di diabete ci si riferisce principalmente al Diabete mellito di tipo II, noto anche come diabete dell’età adulta o diabete non insulino-dipendente, ma la classificazione attuale del diabete mellito e delle altre categorie correlate è molto più ampia (se volete approfondire, questo è il link sul mio blog dove trovare ulteriori dettagli).

Il Diabete di tipo I, quello di cui io soffro da 15 anni, insorge per l’incapacità dell’organismo di produrre insulina a seguito della distruzione autoimmunitaria delle cellule β del pancreas e prevede terapia sostitutiva con insulina. Questa forma di diabete colpisce comunemente nell’infanzia e nell’adolescenza ma può verificarsi a qualsiasi età e i pazienti raramente sono obesi.

Il Diabete di tipo II è una malattia cronica caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue e dovuta a un’alterazione della quantità o del funzionamento dell’insulina. Questa forma di diabete comprende individui con insulino-resistenza che spesso per tutta la vita non hanno bisogno di insulina per sopravvivere. Il rischio di sviluppare questa forma di diabete aumenta con l’età, la mancanza di attività fisica e l’obesità che causa un certo grado di resistenza all’insulina.

In entrambi i casi, i cambiamenti nello stile di vita che includono

  • la pianificazione di pasti sani
  • la diminuzione delle calorie se si è in sovrappeso
  • l’essere fisicamente attivi

fanno parte della gestione del diabete, insieme all’eventuale trattamento farmacologico.

Ora, in base a queste poche nozioni sul diabete, sperando di aver fatto un po’ di chiarezza, credete ancora che io diabetica debba seguire una dieta speciale? Un corretto stile di vita è il consiglio che ogni medico dà al suo paziente. Ma notate che, quando si parla di dieta, ci si riferisce ad un piano alimentare che copra i fabbisogni nutrizionali di un individuo, che consenta all’organismo di ottenere tutte le sostanze di cui ha bisogno per funzionare in modo ottimale. Dal punto di vista nutrizionale, sono sei i componenti principali di una dieta equilibrata: carboidrati, grassi, proteine, vitamine, minerali e acqua. È importante che tutti e sei vengano consumati regolarmente.

L’unica differenza tra me e un non diabetico insulino-dipendente è che io non vivo senza insulina, è la mia terapia salvavita e devo fare delle iniezioni prima di ogni pasto. E questo vuol dire che se, per una folle idea, voglio mangiare un’intera torta di cioccolato, io posso farlo (proprio come voi) a patto che la dose di insulina sia tale da gestire un’eventuale iperglicemia, sia dopo il pasto che nelle ore successive. Ma se io non avessi il diabete, quale medico mi lascerebbe mangiare una torta di cioccolato a cuor leggero? Nessuno, spero!

Seguitemi ancora e vi spiegherò cosa conta davvero per me quando mangio e perché serve una Matematica in Cucina!