Tra le maggiori aziende viticole del Meridione d’Italia con circa duecento ettari, Terredora quotidianamente porta avanti il suo impegno in vigna e in cantina seguendo le più attente tecniche e ricercando con costanza l’equilibrio con l’ambiente. L’identità dei vini Terredora è quella, pertanto, di essere frutto pregevole della fantasia della natura che mani sapienti assecondano.

Terredora è considerata fra i migliori produttori di vino italiani, ottenendo negli anni prestigiosi premi e riconoscimenti.

Abbiamo intervistato il proprietario ed enologo Paolo Mastroberardino:

Qual è la storia di Terredora?

Terredora Di paolo SSA nasce nel 1994 dalla gemmazione dalla vecchia azienda di famiglia la storica Mastroberardino.

Agli inizi della sua attività era meglio conosciuta con l’acronimo PLD le iniziali di noi tre fratelli Paolo, Lucio e Daniela Mastroberardino, titolari dell’a società Semplice Agricola Vignadora.

Nel 1997 decidemmo con i mie fratelli e papà Walter mastroberardino, di cambiare la ragione sociale lasciando sempre la SSA come società, e essendo l’azienda voluta fortemente e dedicata nostra mamma Dora Di Paolo , per dare continuità alla ns storia abbiamo voluto anteporre al nome e cognome di mamma la parola TERRE, trattandosi di ben 8 aziende agricole poste in diversi comuni della provincia di Avellino (Montefusco, Montefalcione, Santa Paolina, Lapio, Montemiletto, Pietradefusi, Venticano ed in ultimo Gesualdo). Quindi non solo tradizione, storia, cultura di territorio e famiglia, ma anche innovazione, ricerca e sostenibilità, tutte belle parole che ognuna di loro esprime un percorso di vita, di storia e di tradizione.

Oggi dove siete arrivati (produzione, fatturati, mercati, referenze, etc…)?

Beh, ne più e ne meno dove eravamo partiti, in quanto come storia e esperienza venivamo da una lunga tradizione del mondo del vino che si perde nella notte dei tempi a oltre 250 anni fa, con la differenza rispetto a tutti i nostri competitor di area, noi abbiamo la storia alle spalle, la tradizione di una famiglia che ha sempre fatto vino ininterrottamente sino ad oggi, oltre alle competenze specifiche essendo gli unici Enologi della ns. grande famiglia, per questa generazione, infatti è già avviato il percorso e l’innesto della nuova generazione la settima in ordine cronologico, che ha iniziato a collaborare fattivamente sia in vigna che in cantina da ben circa quattro anni.

Oltre alle competenze, essendo io ENOLOGO di provata esperienza, maturata prima in Mastroberardino, e poi messa a disposizione anche di qualche altra azienda a livello nazionale, e fuori del territorio regionale, ha approfondito la sua storia e la sua cultura in ambito aziendale dal 1994, insieme a mio fratello Lucio, purtroppo venuto a mancare a causa di un tumore nel 2013, anche egli enologo e riconosciuto a livello Internazionale come tra i migliori Enologi Italiani.

La nostra produzione attuale è ottenuta per circa il 96-97% dalle ns. vigne di proprietà (circa 180 ettari tutti in provincia di Avellino nelle tre are DOCG e nel grande ombrello della DOC Irpinia), e per una piccola quota da uve proveniente dall’areale Vesuviano e da noi vinificate a Montefusco.

Complessivamente la ns produzione oscilla a seconda della ricchezza dell’annata tra le 800.000-1.050.000 btg.

I mercati di riferimento per il 60-65% il mercato interno nazionale, e perla restante parte estero, con paese seguiti con attenzione USA, CANADA, INGHILTERRA, U.E., Giappone, Singapore, Cina e Korea, e URSS.

Le ns referenze sono caratterizzate da tutti cru di vigna ben due per la DOCG :

  • FIANO DI AVELLINO, il CAMPORE ed il TERREDORA,
  • per il GRECO DI TUFO, TERRE DEGLI ANGELI e LOGGIA DELLA SERRA
  • per i TAURASI,  CAMPORE – FATICA CONTADINA – PAGO DEI FUSI
  • FALANGHINA IRPINIA DOC CORTE DI GISO
  • AGLIANICO IRPINIA DOC CORTE DI GISO
  • CODA DI VOLPE IRPINIA DOC LE STARZE
  • ROSAENOVAE IRPINIA ROSATO DOC
  • LACRYMA CHRISTI DEL VESUVIO DOC BIANCO
  • LACRYMA CHRISTI DEL VESUVIO DOC ROSSO
  • AGLIANICO IGT CAMPANIA
  • IL BIANCO TERREDORA CAMPANIA IGT
  • PASSITO DI AGLIANICO CAMPANIA IGT
  • OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA TERREDORA

La vostra azienda nasce dopo una scissione, avete dovuto affrontare poi una perdita importante… Come si affrontano queste difficoltà? 

Domanda complessa a cui cercherò di dare una risposta semplice  netta. Una scissione è un momento importante e difficile, e ci si rimette sempre da ambo le parti, ed è molto difficile ricostruire e ripartire. Noi abbiamo da subito pensato di dover reagire e darci da fare, e la cosa ben più grave senza soldi, dice un vecchio detto, “non si cantano messe”, per cui abbiamo dovuto trovare e accontentarci di un prestito ai tassi del 1994, che erano proibitivi, ma comunque sia abbiamo costruito una cantina in tempi ricordo ed abbiamo vinificato le prime uve nel 1994 già a partire dal 07 ottobre. Da quel momento la strada è stata tutta in salita abbiamo accantonato le realtà relative alla divisione, e alla perdita parziale del ns. patrimonio, e ci siamo concentrati solo sul ns. futuro.

Quindi è necessario, idee chiare, caparbietà  e la voglia di riuscire.

Territorio e sostenibilità, due parole spesso abusate, Voi invece come le avete declinate? Quali progetti avete realizzato?

Bella domanda, come ha visto parlo sempre di territorio, di storia, di tradizione, della cultura della ns. famiglia e della ns. terra e delle ns. genti, quindi comprenderà quanto siamo legati ai valori contadini ed alla grande storiografia che sorga continuativamente dalle ns. terre, e per noi sono i valori fondamentali del ns lavoro e della ns. impresa. La sostenibilità soprattutto oggi è abusata come termine, ma si applica a tutto, e rappresenta lo stile di vita, il rispetto per l’ambiente e per gli altri, e le qualità intrinseche che hanno le ns. produzioni, purtroppo spesso è svalutata e poco apprezzata.

Lei è anche enologo, quali sono le caratteristiche dei Vostri vini e che annata sarà il 2020?

Le qualità dei ns. vini rispecchiamo il ns. territorio e la ns cultura e la ns storia sia di territorio che di famiglia, sono vini eleganti, morbidi, serbevoli, ricchi di carattere e di grande mineralità, grazie appunto alle caratteristiche pedoclimatiche che caratterizzano le ns produzioni tipiche. Si proprio così parlo di tipicità e di unicità che si ottiene solo nei micro areali da noi selezionati e che costituiscono li cosi detto Terroir come lo chiamano i francesi e cioè l’unione del clima, del vitigno dei terreni e delle capacità dell’uomo che coltiva queste amate terre.

Come sarà la vendemmia 2020, presto detto ad oggi possiamo essere felice e affermiamo che sarà un’altra grande annate e che se le condizioni microclimatiche resteranno ideali, potremo anche dire di avere un’altra annata eccezionale, ma è ancora presto per affermarlo

La crisi Covid ci ha colto di sorpresa, come avete reagito e come vede il futuro del vostro settore? Qualcosa cambierà?

Davvero ci ha colto di sorpresa ed è stato un  fulmine a ciel sereno, dove siamo rimasti letteralmente tutti spiazzati e ….bruciati dalla sua intensità di energia malefica. Purtroppo ahimè non abbiamo avuto alcun paracadute nella ns. lenta ed inesorabile caduta con perdita conseguenziale dei fatturati imponente. Devo sapere che la ns. azienda esce con i vini della nuova annata tutti gli anni tra fine febbraio ed inizio marzo, e purtroppo per noi il COVID-19 ci ha bloccato il giorno 6 marzo ultimo giorno lavorativo e di distribuzione dei ns. prodotti sul mercato. Infatti, in molti casi i vini non sono nemmeno stati consegnati alla ns. clientela e ci sono stati restituiti con un ulteriore aggravio dei ns. costi distributivi.

Come abbiamo reagito, purtroppo ahimè con poche opportunità, abbiamo provato a dirottare il ns interesse, offrendo servizio alla ns. clientela primaria, e direttamente presso le loro abitazioni, ma comprenderà che con i problemi economici che hanno attanagliato tante famiglie, il risultato non è stato molto brillante. Abbiamo cominciato a studiare opportunità innovative, promozioni ad Hoc, vestiti su misura per la ns. clientela primaria,  offrendo anche servizio al canale mescita ed Ho.Re.ca che avrebbe dovuto riaprire a fine maggio, e poi tutto è slittato a metà giugno.

Oggi posso affermare che quanto studiato e proposto si è rilevato utile ed il tutto ha ricevuto una grande attenzione da parte della ns. clientela fidelizzata, che ovviamente ha riaperto nel frattempo, e, sta cercando di ricominciare a lavorare come un tempo, trovando le ns. proposte stuzzicanti ed investendo su di noi e con noi in un mercato totalmente modificato rispetto a ieri anche nei consumi e nelle abitudini.

Cambierà tutto nei prossimi giorni e settimane, stiamo assistendo ad un vero e proprio cataclisma commerciale, con modificazione delle regole di mercato e delle abitudini di acquisto della clientela, certamente il servizio diverrà l’attore fondamentale dell’immediato futuro.

In particolare la crisi ha messo in evidenza la necessità di avere un canale digitale sviluppato , voi come siete organizzati?

Domanda quest’ultima sibillina, in quando nell’immediato futuro c’è uno sviluppo velocissimo delle utenze web, e spesso e volentieri il consumatore è tentato o distratto ad acquistare dal web dei prodotti che a lui interessano, per immagine, per qualità o per conoscenza diretta, ma tutto ciò che sicuramente è interessante purtroppo ahimè cozza con la politica del passa parola, e del consiglio suggerimento che ci dà un commerciante e o negoziante, e o un esperto al ns. servizio come consumatore disorientato in un mercato così vasto, e comunque, con il tempo si arriverà anche con il web a comunicare come si comunica con il mercato tradizionale, è l’evoluzione il progresso che pian piano stanno sempre massificando i consumatori, che sempre oggi restano disorientati, tranne le dovute eccezioni di chi si informa e cerca di capire come stanno veramente le cose.

Questa crisi ha dimostrato inizialmente che aveva il canale web sviluppato ha venduto anche di più, ma rispetto a vendite modeste il di più non regala grandi emozioni, cosa diversa dal tradizionale lavoro commerciale che un azienda porta avanti.

Ancora oggi, e i risultati mi stanno dando ragione, dopo il blocco totale dei primi due messi, pian piano qualcosa si rimesso in moto, ed il lavoro sta con tanta tranquillità, rientrato ai livelli di un tempo, ma comunque abbiamo perso 4 mesi importanti.

Attualmente con le ns. politiche aggressive ma di profondo rispetto e condivisione del momento particolare che attraversiamo tutti,  vedo che la ns clientela ci sta dando fiducia e dimostrazione di stima per come ci stiamo proponendo e come cerchiamo di essere vicini a loro in un momento in cui le quantità sono solo un lontano ricordo.

Per finire una nota di colore, il vino (non suo) che la fa impazzire e con cosa lo abbinerebbe?

Debbo essere onesto da produttore e da enologo ho diverse preferenze sulle produzioni Italiche, ma in primis sono un ammalato di FIANITE ACUTA, quindi come vede prima di ogni cosa Fiano di Avellino Docg ed ahimè la preferenza è indiscutibile, TERREDORA , poi posso saltare al nord del nord in Alto Adige dove sono un forte estimatore del Pinot Bianco vino di Grande classe e di grande prestigio, purtroppo non da tutti conosciuto ed apprezzato,  per poi seguire un grane Traminer o una bella Ribolla Gialla, o un brillante Gewutraminer, nei rossi la mia predilezione va ai fratelli minori del ns. TAURASI, per TERREDORA la Riserva del CAMPORE che è stratosferica, scusi il campanilismo, e penso al Brunello di Montalcino, ai Grandi Barbaresco, ed ai nuovi e moderni Barolo, che sono molto più morbidi di alcuni barolo vecchia maniera, senza disdegnare le grandi annate passate che sono tutte eccellenti.