L’Anima di un Movimento Globale: Terra Madre Salone del Gusto 2026 a Torino

Nel cuore vibrante di Torino, per quattro giorni indimenticabili, si è consumata un’esperienza collettiva che ha trascritto un nuovo capitolo nella storia del cibo, della cultura e dell’attivismo ambientale. Dal 23 al 26 settembre 2026, la città sabauda ha ospitato la sedicesima edizione diTerra Madre Salone del Gusto 2026, un evento di portata globale che ha non solo celebrato i 40 anni di Slow Food e i 30 del Salone del Gusto, ma ha anche dimostrato come la diversità possa essere la più potente forza unificatrice. Migliaia di produttori, cuochi, esperti, giovani e semplici appassionati, provenienti da 120 paesi dei cinque continenti, si sono riuniti sotto la Mole Antonelliana con un intento comune: costruire un futuro basato sulla pace tra i popoli e con la natura, attraverso il cibo.

L’evento, promosso da Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte, non è stato solo una fiera enogastronomica, ma un vero e proprio manifesto politico, sociale e ambientale. Ha rappresentato un punto di incontro e di confronto, dove le storie individuali di chi coltiva, alleva e trasforma i prodotti della terra si sono intrecciate in una narrazione collettiva di speranza e resilienza. In un’epoca segnata da incertezze e conflitti,Terra Madre Salone del Gusto 2026ha riaffermato l’urgenza di rimettere al centro labiodiversità alimentare, non come un concetto astratto, ma come la chiave stessa della nostra sopravvivenza. La città di Torino, con i suoi palazzi austeri e i cortili aulici, è diventata un palcoscenico a cielo aperto per un tripudio di colori, lingue, gesti, culture e sapori, abbattendo ogni barriera e celebrando la meravigliosa complessità del mondo.

Biodiversità: La Sfida Cruciale per il Nostro Futuro

Il claim di questa sedicesima edizione,Biodiversity – Be Diversity, non è stato scelto a caso. Ha risuonato come un appello, un invito all’azione che ha trovato eco persino nelle parole del Presidente della Repubblica italiana durante la cerimonia di apertura. Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, ha spesso sottolineato come la biodiversità sia “la chiave della nostra sopravvivenza”, un concetto ripreso e amplificato in ogni angolo dell’evento torinese. La biodiversità non è solo la varietà di specie animali e vegetali, ma è anche la ricchezza di conoscenze tradizionali, di tecniche agricole ancestrali, di sapori unici che rischiano di scomparire sotto la pressione dell’omologazione industriale.

ATerra Madre Salone del Gusto 2026, questa consapevolezza si è tradotta in azioni concrete e in testimonianze vivide. Dietro le bancarelle del grande Mercato, dove oltre 600 espositori, produttori e artigiani hanno offerto i loro tesori, si è potuta toccare con mano la diversità del mondo. Dai formaggi d’alpeggio ai mieli rari, dalle farine di grani antichi ai prodotti ittici sostenibili, ogni offerta raccontava una storia di rispetto per la terra e per le tradizioni. È un impegno quotidiano che coltivatori, allevatori, pescatori, cuochi e consumatori sono chiamati a intraprendere, formando una “grande alleanza”, una “comunità del cibo” che lavori insieme per la pace tra i popoli e con la natura.

La difesa della biodiversità non è solo una questione ecologica, ma anche culturale ed economica. Preservare la varietà dei semi, delle razze animali, dei metodi di coltivazione significa salvaguardare la resilienza dei nostri sistemi alimentari di fronte ai cambiamenti climatici e alle crisi globali. È un investimento nel futuro, un modo per assicurare che le generazioni a venire abbiano accesso a uncibo buono, pulito e giusto, come recita la filosofia di Slow Food.

Pace con la Terra e Tra i Popoli: Il Cibo Come Ponte

«In un mondo attraversato da conflitti e divisioni, da un egoismo dominante, la diversità è il punto di partenza per immaginare una società globale fondata sull’apertura, sul rispetto reciproco e sulla solidarietà». Con queste parole, Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, ha inquadrato il significato profondo di questa edizione di Terra Madre. Il cibo, elemento universale, frutto di scambi, viaggi e mescolanze, si è dimostrato ancora una volta un potente strumento per unire i popoli al di là di ogni confine.

Durante le conferenze e le degustazioni, i delegati hanno condiviso esperienze che hanno toccato il cuore dei partecipanti. Storie di chi la guerra la vive ogni giorno, come quella di Fidaa Abuhamdiya dalla Palestina, che insieme ai sindaci di Betlemme, Gerico e Beit Jala, ha raccontato l’esproprio delle terre e, con esse, di cibi, manufatti e cultura. Queste testimonianze hanno ribadito con forza un concetto fondamentale: non può esserci giustizia alimentare senza pace, né pace duratura senza giustizia.

La “pace con la natura” si realizza attraverso l’agroecologia, un approccio che tutela la biodiversità e pratica sistemi produttivi sostenibili, offrendo una risposta concreta mentre l’agroindustria mostra le sue fragilità di fronte alla crisi climatica e agli ostacoli logistici. La visione del cibo presentata aTerra Madre Salone del Gusto 2026è stata una visione proiettata al futuro, non nostalgica. Ha guardato ai giovani, a coloro che desiderano “mettere a terra un buon seme per un prosperoso raccolto”, credendo nella possibilità di un altro modello di sviluppo, più equo e rispettoso.

La Rete Globale di Slow Food: Dall’Arca del Gusto alle Terre Alte

L’evento di Torino ha offerto una panoramica della vastità e della resilienza della rete di Slow Food, una vera e propria comunità globale che opera instancabilmente per la salvaguardia del patrimonio enogastronomico mondiale. Il progetto dell’Arca del Gusto, sostenuto dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e realizzato anche grazie alla banca dati di Ismea e al supporto dei Borghi più Belli d’Italia, è un esempio lampante di questo impegno.

In Piazza Castello, centinaia di prodotti in via di estinzione sono stati presentati, segnalati dalla rete Slow Food e raccolti nei 18 volumi degli Atlanti dell’Arca del Gusto. Questi Atlanti, pubblicati da Slow Food Editore in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, rappresentano ora ilfil rougedelle attività delle associazioni territoriali di tutta Italia. Sono strumenti vitali per la didattica nelle scuole, nelle università, nelle osterie e nei mercati, portando alla luce la ricchezza nascosta del nostro patrimonio agroalimentare.

Le Terre Alte: Custodi della Biodiversità e Laboratori di Futuro

Un focus significativo diTerra Madre Salone del Gusto 2026è stato dedicato alle “Terre Alte”. Spesso considerate marginali, queste aree – che costituiscono il 70% del territorio italiano – sono in realtà custodi di gran parte della biodiversità e di conoscenze preziose per affrontare le crisi attuali. Slow Food si impegna attivamente a valorizzare questi territori, a partire dalle scuole e dai più giovani.

  • Un programma di lezioni online, propedeutiche alla partecipazione alla Scuola di Terre Alte, è stato annunciato per fine ottobre. Questo laboratorio diffuso prevede corsi in presenza nelle aziende agricole tra Alpi e Appennini, mirati a formare le nuove generazioni ai mestieri tradizionali legati all’agricoltura di montagna.
  • Per la Giornata mondiale dell’alimentazione, il 16 ottobre, prenderà il via la campagna di sensibilizzazione “Terre AltRe. Riabitare e resistere”, realizzata con il sostegno del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano. L’iniziativa è dedicata a pascoli, alpeggi, boschi, castagneti e alle comunità che li preservano, custodendo produzioni e tradizioni.

Per oltre un mese, la rete di Slow Food in tutta Italia si mobiliterà per sostenere le produzioni di alta quota e i loro custodi, organizzando visite guidate, laboratori didattici e iniziative con i produttori deiPresìdi Slow Foode dei Mercati della Terra. I cuochi dell’Alleanza Slow Food diventeranno ambasciatori di resistenza a tavola, inserendo nei loro menù i prodotti delle Terre Alte, promuovendo così la riscoperta e la valorizzazione di sapori autentici e di un modello di consumo più consapevole.

Torino e il Piemonte: Un Palcoscenico Internazionale di Accoglienza

Il successo diTerra Madre Salone del Gusto 2026è indissolubilmente legato alla straordinaria capacità di accoglienza dimostrata da Torino e dall’intera Regione Piemonte. Dopo trent’anni di collaborazione, le istituzioni locali hanno dimostrato una maestria organizzativa impeccabile, trasformando il centro città in una “grande festa popolare” capace di dialogare con i cittadini e i visitatori.

«La chiusura di questa straordinaria edizione ci lascia addosso un profondo senso di gratitudine», ha sottolineato Domenico Carretta, assessore allo Sport, Grandi eventi e Turismo della Città di Torino. I torinesi sono stati parte integrante di questo cammino, accogliendo con pazienza le modifiche alla viabilità e partecipando attivamente. Il mappamondo posto nel cuore di Torino è diventato il simbolo visivo di un’esperienza collettiva, capace di coinvolgere tutti con stupore e curiosità.

Il Piemonte ha giocato un ruolo di primo piano con lo spazio “Eccellenza Piemonte” in Piazzetta Reale, che ha registrato un’affluenza costante. Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli assessori Paolo Bongioanni e Marco Gallo hanno espresso orgoglio per aver mostrato al mondo le eccellenze agroalimentari regionali, la passione dei panificatori e la ricchezza della biodiversità custodita nelle foreste e nelle montagne. L’evento ha confermato Torino come “capitale mondiale dell’inclusione, del dialogo e dei grandi eventi che lasciano il segno”, un luogo dove la condivisione di tradizioni e culture diverse nutre l’ottimismo per il domani.

La Visione di Edward Mukiibi: Creare Legami, Un Atto Politico

Edward Mukiibi, riconfermato presidente durante l’Assemblea dei partecipanti di Slow Food, ha ribadito con forza i principi fondamentali del movimento. CitandoCarlo Petrini, Mukiibi ha ricordato che «il cibo è cultura, gioia, identità, giustizia e cura per la Terra. Non può essere separato dalle condizioni ambientali, sociali e politiche in cui viene prodotto, distribuito e consumato». Il messaggio è chiaro: non può esserci giustizia alimentare senza pace, né pace duratura senza giustizia.

In un mondo sempre più frammentato e polarizzato, l’Assemblea di Slow Food ha lanciato un messaggio forte e chiaro: respingere l’ascesa dell’individualismo, dell’esclusione e del nazionalismo, e abbracciare invece la diversità, la solidarietà e la cooperazione. «Creare legami non è un’aspirazione astratta. È un atto politico e una condizione essenziale per realizzare un cambiamento significativo», ha affermato Mukiibi. Questa visione si traduce nella volontà di costruire sistemi alimentari che valorizzino la dignità e le conoscenze delle persone che producono il nostro cibo, riconoscendo il loro ruolo insostituibile nella salvaguardia della biodiversità e delle tradizioni.

Terra Madre 2026: I Numeri di un Successo Senza Precedenti

L’edizione 2026 diTerra Madre Salone del Gustosi è conclusa con numeri che testimoniano la sua straordinaria risonanza e la profonda partecipazione della comunità globale e locale. Questi dati non sono solo cifre, ma la dimostrazione tangibile di un movimento in crescita, capace di mobilitare energie e passioni attorno a temi cruciali per il nostro futuro:

  • 1000 eventi in programma, tra cui 200 conferenze, 65 Laboratori del Gusto e oltre 60 Appuntamenti a Tavola, pranzi e cene. A questi si aggiungono più di 400 appuntamenti negli spazi dei Partner, delle Regioni e delle altre istituzioni.
  • Circa30 incontriorganizzati dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, a testimonianza del forte legame con il mondo accademico e della ricerca.
  • Oltre50 cuochidall’Italia e dall’estero presenti nei Laboratori del Gusto, negli Appuntamenti a Tavola e negli incontri degli stand regionali e dei Partner, portando in scena la ricchezza delle cucine del mondo.
  • Oltre90 realtà di Torino(case di quartiere, spazi culturali, associazioni, ristoranti) che hanno ospitato le attività del “Terra Madre Off”, estendendo l’evento al tessuto urbano.
  • Più di600 espositori, tra produttori, artigiani, cibi di strada e birrifici artigianali, di cui 40 provenienti dall’estero. Un mercato vibrante che ha offerto un’opportunità unica di scoprire e degustare prodotti rari e autentici.
  • Oltre130 Presìdi Slow Food, di cui 12 al debutto dall’Italia, evidenziando il continuo impegno nella tutela delle produzioni a rischio.
  • Un’Enotecacon oltre 300 etichette di produttori italiani aderenti alla Slow Wine Coalition, parte del progetto Banca del Vino, celebrando la viticoltura sostenibile.
  • 1500 delegatidella rete di Terra Madre provenienti da 120 paesi, a simboleggiare l’estensione globale del movimento.
  • Più di700 studenticoinvolti nelle attività di educazione di Slow Food, investendo nelle future generazioni.
  • 400 buyer professionistie operatori del settore, supportati da ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e dalla Camera di commercio di Torino, facilitando incontri B2B e nuove opportunità di mercato.
  • Oltre600 volontaridell’evento e 300 soci Slow Food attivisti impegnati ad animare le aree espositive regionali, dimostrando l’enorme energia del volontariato.

Un ringraziamento speciale va a tutte le persone, le realtà e le istituzioni che hanno contribuito alla realizzazione di Terra Madre, inclusi i numerosi volontari delle associazioni Giovano x Torino, Senior Civico e molti altri, gli studenti dell’Istituto Alberghiero Colombatto e dell’Istituto Gioberti, i commercianti e i cittadini di Torino che hanno accolto l’evento. La disponibilità di luoghi della cultura come i Musei Reali, Palazzo Carignano e Palazzo Madama ha ulteriormente arricchito l’esperienza, trasformando la città in un unico grande spazio espositivo e di confronto.

Buona Semina per un Futuro Condiviso

Terra Madre Salone del Gusto 2026a Torino non è stato solo un evento, ma un catalizzatore di idee, un crocevia di culture e un motore di cambiamento. Ha ribadito con forza che il cibo è molto più di un semplice nutrimento: è identità, cultura, pace e un potente strumento per la salvaguardia del pianeta. L’abbraccio di Torino ai “popoli di Terra Madre” ha dimostrato che la diversità non divide, ma unisce, creando una tessitura sociale ed economica resiliente e inclusiva.

L’eredità di questa edizione è un invito a proseguire il cammino intrapreso daSlow Food Torinoe dal movimento globale: valorizzare leTerre Alte, proteggere labiodiversità alimentare, educare i giovani e promuovere un modello diagroecologiache garantisca uncibo buono, pulito e giustoper tutti. L’appuntamento è già fissato per il 2028, con l’augurio di continuare a “seminare bene” per raccogliere un futuro di pace e sostenibilità.

Se desideri rimanere aggiornato sulle iniziative di Slow Food, scoprire i Presìdi da tutelare o partecipare ai prossimi eventi, visita il sito ufficiale di Slow Food e unisciti a una comunità che crede nel potere trasformativo del cibo. Continuiamo insieme questa “buona semina!”

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