Quando ho sentito del SMMdayIT, tenutosi il 22 giugno a Milano, presso il Sole24Ore, ho pensato subito due cose: “SN” e “MI”.

Cioè hai pensato a due sigle? Starete dicendo fra voi. No, è che ridendo, noi del Sud (e si esiste ancora il noi del Sud e il noi del Nord, ma grazie a Dio solo per scherzarsi su) diciamo sempre che a Milano si parla l’anglomilanese e si parla sintetizzando perché occorre essere veloci.

Ah, io la velocità la amo, anche se sono un tipo lento e pigro, ecco direi “slow”.

Amo l’energia di “MI” (Milano) e amo- non troppo ma abbastanza da occuparmene- i “SN” (Social Network) e siccome oltre ad essere giornalista mi occupo un po’ anche di contenuti e di marketing ho ritenuto che la sinergia del 22 giugno fosse perfetta.

E via, allora, ecco il mio viaggio, fra velocità e lentezza.

Lentezza

7 ore e passa per arrivare a Milano da Bari sono decisamente slow.

Beh, il freccia rossa avrebbe giovato alla causa, ma mi sono accontentata di un freccia bianca. Il treno ha i suoi vantaggi: ti salva dalla cacarella del volo, ti costringe ad una pausa forzata (in cui finalmente riposo, dormo o ascolto musica), ti mostra un panorama che cambia lungo lo stivale (dal mare dell’adriatico, alla pianura padana, passando per tutte le stazioni. Arrivata in Stazione Centrale non posso ogni volta che sentirmi a casa. Il rito è d’obbligo: foto su FB, INSTAGRAM (la parte online della faccenda di ricordare ricordare ricordare e condividere), poi acquisto del Moleskine con il timbro Stazione Centrale e immagine del Duomo e note scarabocchiate sul mio diario di viaggio (la parte off line e privata del ricoradare ricordare ricordare).

Velocità

Dopo la sosta in albergo (Hotel Canova) prendo la metro (ed ogni volta mi sembra così vuota e pulita rispetto a quella caotica di Roma) e in pochi minuti sono ovunque. Ad affiancarmi nell’avventura la mia collega di viaggio Monica Indiveri, vera compagna di tre giorni felici.

Sinora credo di aver consumato tanta elettricità, ma poco gas o petrolio, fra treno e metro e quindi, direi, sono stata abbastanza ecofriendly.

Lentezza

Sicuramente friendly lo sono stata con la mia ottima compagnia (che non dovrei citare per discrezione…ma ecco, li cito, Francesco e Giuseppe di Global Startup Expo) a cui si sono aggiunti altri due commensali nella buona Pizzeria Brera.

Facciamo Pizza Sharing, nel senso che ci dividiamo la pizza, e nel senso che io condivido sui SN le foto della pizza, una sorta di pizza alla romana, leggera e oblunga, ottima nella versione con i gamberetti.

Scrivendo su Pizza&core me ne intendo, posso dire che ha il mio ok e ve la consiglio. Gusto anche il ristoo alla milenese che però, non mi entusiasma.

Mangiamo tutto lentamente, come si deve, gustandoci ogni boccone.

Poi passeggiamo nella zona del quartiere cinese.

È sera e sto bene.

Velocità

Sinora sono stata molto social in tutti i sensi, fuori e dentro la rete, o come lessi da qualche parte “all in”.

Ho persino lavoricchiato tramite smartphone.

Arriva la mattina del 22 giugno e sono velocemente al Sole24Ore che, a mio dire, è pure questo un pezzo di Milano da vedere, al pari del Pirellone.

E qui, in sala Collina, Albanese, organizzatore della giornata, ci introduce ai lavori.

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Come sintetizzare gli interventi?

Intanto vi dico che si sono stati interessanti e sebbene molte cose siano già abbastanza esplicitate a chi di SN si occupa, molti spunti sono ancora da approfondire.

Giornalismo e Sn

In particolare mi ha interessato il discorso del direttore di Ansa, sotto il titolo di “Social Media ed editoria, tra giornalismo, informazione e contenuti digitali”: Luigi Contu ravviva in me il giornalista sopito sotto l’etichetta del blogger e del content editor.

Mi ricorda l’importanza della certezza della notizia, l’importanza delle fonti, l’importanza del doppio riscontro e penso alle tante notizie false che girano in rete. Rifletto sul ruolo del giornalista, perché se è vero che la rete ci ha reso democraticamente autori di notizie, spesso siamo solo passivi ripetitori di notizie e spesso neppure verifichiamo da che pulpito arrivino tweet e post. Allora ecco che sì, i SN sono importanti, ma rimane cruciale il ruolo del professionista, soprattutto in ambiti importanti quali politica, ambiente e salute.

Contu ci racconta aneddoti sulla morte, dimissione ed elezione degli ultimi tre papi raccontandoci su quanto un direttore Ansa debba essere attento nel lanciare una notizia che poi sarà ripresa da mezza Italia e su come sia importante avere occhi sul luogo e non affidarsi al sentito dire. Ci racconta poi della prima notizia ANSA, e sullo stile che ha anticipato il linguaggio sintetico dei tweet e dei post.

Ci narra poi, l’essenzialità nel giornalismo dell’immagine, questo simulacro dell’ era moderna, vero contenuto re dei SN. Un’immagine vale più di mille parole, ma vi assicuro che mille parole possono servire a molto per comprendere un’immagine, e dunque ben venga il ruolo della mediazione e della critica, senza affidarci mai solo ed esclusivamente alle foto.

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I SN sono parte integrante della nostra vita, ma non facciamo che sia la seconda TV (questo è un mio inciso), un broadcast che vomita notizie e figure senza critica. Né facciamo che sia il nostro diario di emozioni ricordandoci che deve esserci ancora un pubblico e un privato.

Riflessione

Facciamo invece che siano il nostro canale per raccontare cosa ci piace e cosa no, il passaparola amplificato, la piazza virtuale affianco alla piazza di paese. Condividiamo, ma con cautela, solo le cose che sono davvero degne. Ecco allora, saremo fonte e pubblico consapevole; saremo tam tam di opinioni; saremo consumatori che pubblicizzano un brand, ma con consapevolezza. Ecco cosa m’è rimasto impresso del SMMdayIT, il ruolo fra rete e informazione, fra informazione e pubblicità.

Lentezza

Fine giornata, si va a cena.

Ringrazio Gino Sorbillo, amico della mia testata dai tempi in cui non era l’uomo noto che è oggi. Mi apre le porte di casa sua (la Pizzeria Lievito Madre al Duomo). Faccio una bellissima figura con i miei ospiti: una pizza così grande e digeribile mai l’avevamo mangiata.

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E sì, merita proprio un post Gino, sul mio FB (e non solo). Perché questa non è pubblicità, è un consiglio: gustatevi la sua buonissima pizza napoletana con farina biologica!