Il sostegno concreto agli allevamenti campani

Il settore zootecnico in Campania affronta da anni una sfida complessa: la gestione e l’eradicazione della tubercolosi bovina. Questa patologia non solo rappresenta un rischio per la salute pubblica, ma incide profondamente sull’economia delle aziende agricole, costrette a subire l’abbattimento obbligatorio dei capi infetti. Di fronte a questa emergenza, la Regione Campania ha risposto stanziando un fondo da 450mila euro, destinato a supportare 67 aziende che hanno subito le conseguenze dei provvedimenti sanitari nel periodo compreso tra il 2024 e il 15 agosto 2026.

L’iniziativa è il frutto di un dialogo serrato tra le istituzioni e le associazioni di categoria, in particolare Coldiretti Campania, che ha portato le istanze del territorio all’attenzione dell’Assessorato regionale all’Agricoltura. L’incontro con l’assessora Maria Carmela Serluca ha sancito un passaggio atteso dagli operatori del settore, che vedono in questo stanziamento un segnale di vicinanza verso chi protegge quotidianamente le aree interne e la tradizione casearia regionale.

Dettagli e modalità dei contributi regionali

Il provvedimento non si limita a un sostegno a pioggia, ma struttura un sistema di indennizzi calibrato sulle reali necessità delle stalle. Gli allevatori possono accedere a un contributo di 550 euro per ogni capo abbattuto, a condizione che si tratti di femmine di età superiore ai 18 mesi. Si tratta di un valore aggiunto, che va a sommarsi agli indennizzi standard previsti dalla normativa, con l’obiettivo di compensare parzialmente il mancato reddito derivante dalla perdita di animali in piena fase produttiva.

Oltre all’indennizzo per i capi abbattuti, il piano di ristoro prevede una copertura per le spese vive di gestione degli animali in isolamento. È previsto un contributo di 2,60 euro al giorno per ciascun capo confinato, erogabile fino a un massimo di 180 giorni. Questo supporto specifico punta a coprire le spese vive per l’acquisto di fieno e alimentazione, sollevando l’imprenditore agricolo da un peso finanziario che, in periodi di crisi del mercato dei mangimi, può risultare insostenibile.

L’importanza della sanità animale nell’economia agricola

La lotta contro la tubercolosi bovina richiede rigore e cooperazione costante tra allevatori, veterinari e uffici regionali. Sebbene l’abbattimento sia una pratica drastica, resta ad oggi l’unica misura definitiva per contenere il diffondersi del batterio Mycobacterium bovis, prevenendo il contagio di altri capi e garantendo la qualità del latte e dei prodotti derivati. Senza queste misure di sanità pubblica, l’intero comparto zootecnico campano rischierebbe danni reputazionali e produttivi di ben più ampia portata.

Vincenzo Tropiano, direttore di Coldiretti Salerno, ha sottolineato come dietro ogni stalla ci sia spesso il lavoro di intere generazioni. Perdere un capo di bestiame non è solo un danno economico, ma una ferita al patrimonio genetico e alla continuità operativa di un’impresa familiare. L’impegno profuso da Coldiretti ai tavoli tecnici risponde proprio alla necessità di non lasciare soli gli allevatori di fronte all’imposizione di una procedura sanitaria che, pur necessaria, comporta sacrifici elevati.

Come accedere ai fondi tramite la piattaforma SIARC

Per facilitare l’accesso ai contributi e garantire che le risorse arrivino tempestivamente, la procedura è stata centralizzata attraverso la piattaforma regionale SIARC. L’integrazione digitale mira a semplificare l’iter burocratico, evitando lungaggini che potrebbero compromettere la tenuta finanziaria delle piccole aziende. La digitalizzazione della domanda è un passo avanti verso una pubblica amministrazione più vicina alle esigenze del territorio, capace di dialogare con le moderne tecnologie gestionali utilizzate dal comparto agricolo.

Gli allevatori interessati possono rivolgersi agli uffici del CAA (Centro di Assistenza Agricola) Coldiretti, presenti capillarmente sul territorio. Gli operatori del CAA offrono assistenza tecnica guidando le aziende in ogni passaggio della richiesta, dalla verifica dei requisiti alla corretta presentazione della documentazione tramite il portale regionale. Questo supporto è essenziale per ridurre al minimo il rischio di errori formali che potrebbero causare rallentamenti nell’erogazione del ristoro.

Il presidio del territorio nelle aree interne

Il rilancio della zootecnia campana passa inevitabilmente per la difesa delle aree interne. Qui, l’allevamento di bovini non è solo una forma di produzione agricola, ma un presidio attivo contro il dissesto idrogeologico e lo spopolamento. Gli allevatori agiscono come custodi del territorio, mantenendo viva un’economia che valorizza i pascoli e la biodiversità locale. Il ristoro per i danni causati dalla tubercolosi bovina rappresenta dunque, in senso lato, un investimento nella stabilità sociale e ambientale delle zone montane e collinari della Campania.

La vigilanza sul corretto iter di distribuzione dei fondi sarà il prossimo capitolo di questa operazione. Coldiretti ha ribadito che l’attenzione rimarrà alta, affinché la promessa di sostegno si traduca in tempi rapidi in bonifici effettivi sui conti correnti degli agricoltori. Monitorare la velocità della burocrazia è, tanto quanto lo stanziamento stesso, una condizione necessaria per dare reale respiro alle aziende che operano in un contesto economico sempre più esposto alle variabili globali e alle emergenze sanitarie.

In questo quadro di rinnovata attenzione verso il settore, l’invito rivolto a tutti gli allevatori che rientrano nei parametri del bando è quello di contattare al più presto gli uffici territoriali di Coldiretti. Avviare la pratica senza indugi consente di usufruire tempestivamente delle risorse messe a disposizione dalla Regione, garantendo così una boccata d’ossigeno vitale per la programmazione delle attività autunnali e invernali in stalla. La continuità della zootecnia campana dipende anche dalla capacità di saper cogliere le opportunità di tutela messe in campo, trasformando una difficoltà sanitaria in un momento di riorganizzazione e consolidamento dell’impresa agricola.

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