È atellana una delle risposte ai grandi colossi del delivery. Si chiama RentRider. È la creatura nata da un’idea di un piccolo imprenditore di questa zona della Campania compresa tra le provincie di Napoli e Caserta.

Pasquale Serra, titolare della pizzeria Est Ovest di Frattaminore, comune dell’area suddetta, a cavallo tra le due provincie, ha da pochi giorni battezzato la nuova nata. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente per farci spiegare meglio di cosa si tratta.

RentRider_Pasquale Serra

Ciao Pasquale, raccontaci cosa è RentRider.

RentRider è una società che noleggia servizi. Noi mettiamo a disposizione dei nostri clienti un servizio, in questo caso quello svolto da un rider. Ma non necessariamente nel settore del food.

Come nasce questa idea?

Ovviamente l’idea è nata durante i mesi della pandemia. Diciamo che RentRider nasce da due idee ben precise.

Da marzo ci siamo ritrovati tutti ad avere delle esigenze nuove. Noi imprenditori abbiamo avuto bisogno dei rider perché la consegna a domicilio (oltre all’asporto) era l’unica possibilità che avevamo di lavorare. I clienti hanno avuto la necessità di qualcuno che potesse portare direttamente a casa loro cose tipo la spesa o la pizza, trovandosi in una situazione di emergenza sanitaria che gli chiedeva sempre di più di rimanere a casa.

La conseguenza di tutto questo è stata la richiesta sempre crescente di servizi di delivery e la crescita esponenziale delle società che li forniscono.

L’altra idea che ha ispirato RentRIder?

Questa è un po’ più goliardica ma ugualmente da non sottovalutare secondo me.

Trovandoci costretti a stare a casa in questi mesi, o comunque a non poter uscire dai nostri comuni di residenza se non per comprovate esigenze particolari, mi sono reso conto che per chi, come me, non vive in una grande città o comunque vicino ad un grosso centro, era diventato impossibile togliersi alcuni sfizi, tipo un panino di McDonald’s, cosi come di Burger King o, perché no, il pollo di KFC. Chi di noi, almeno una volta ogni tanto, non cede al peccato di gola trovandosi davanti ai colossi del fast food, magari anche solo per concedere ai propri bambini un BigMac?

Ebbene, tutti chiusi nei salotti delle nostre case o nei confini dei nostri comuni di residenza, per noi cittadini dell’agro atellano, era diventata impossibile anche una cosa leggera e spensierata come questa.

Quindi mi sono chiesto come potessi fare per creare un qualcosa che, partendo da queste idee, potesse rivelarsi utile per più occasioni.

Per la tua pizzeria invece come ti eri organizzato nel frattempo?

Appena ci diedero la possibilità di lavorare con la consegna a domicilio, dopo il primo lockdown, provai a contattare alcune delle società di delivery già attive sul territorio ma i costi, per una impresa piccola come la mia, erano troppo elevati.

Per collaborare con loro bisogna affrontare spese iniziali, pagare commissioni alte e tenere in considerazione anche le eventuali penali per i ritardi che sono a carico del ristoratore.

RentRider_Serra

Chi fa grandissimi numeri forse non è eccessivamente penalizzato ma per me era impossibile sostenere tutto ciò. Per questo da subito acquistai le attrezzature necessarie e creai una piccola squadra di rider che in questi mesi ci ha permesso di lavorare bene, accontentando al meglio la nostra clientela.

Questo non ha fatto altro che alimentare il progetto che avevo in mente e convincermi a investire su me stesso piuttosto che in questi grandi gruppi.

Spiegaci meglio come funziona.

Noi forniamo un servizio. Lo noleggiamo nel vero senso della parola.

Chi chiama RentRider non lo fa necessariamente per comprare un panino o una pizza, ma per qualsiasi tipo di acquisto.

Il cliente ci può chiamare per una spesa al supermercato, così come per i farmaci nella sua farmacia di fiducia. Cerchiamo di raccogliere un tot di ordini per ciascuna zona e poi usciamo per gli acquisti e le consegne in modo da abbattere i costi. Forniamo un Q-R Code per effettuare i pagamenti.

Non scegliamo noi i negozi in cui effettuare gli acquisti che vengono invece indicati dai clienti.

Abbiamo però selezionato una piccola lista di produttori, fornitori e piccole attività di nicchia che consigliamo ai clienti che cercano prodotti di qualità ma non vogliono o non possono mettersi in macchina per raggiungere i vari luoghi.

A chi vi rivolgete con RentRider?

Sicuramente tra i nostri clienti ci sono piccole attività, piccoli imprenditori come me, che non hanno convenienza a sottoscrivere accordi con le grandi società.

Ma ci sono anche le persone comuni, l’anziano solo che ha bisogno di fare la spesa nel suo negozio di fiducia o che ha finito le sue medicine, la mamma sola in casa che ha urgente bisogno dei pannolini per il suo bambino, la famiglia che vuole concedersi una cena a base di sushi restando a casa.

Anche perché è ormai chiaro che anche quando la pandemia sarà passata si continuerà a ricorrere alla consegna a domicilio che ormai fa parte delle nostre abitudini quotidiane.

Su chi gravano i costi di RentRider?

Per il commerciante non ci sono costi aggiuntivi tipo quelli delle sociètà di delivery. Noi non forniamo software, né supporti informatici. Solo il Q-R Code per il pagamento.

Chi noleggia il servizio paga il costo aggiuntivo della consegna a domicilio così come accade normalmente.

Il commerciante che eventualmente decide di usufruire in modo stabile del servizio farà un accordo con la nostra società. Perché in quel caso deciderà di avere un nostro rider a sua esclusiva disposizione. Ma parliamo sempre di costi lontanissimi da quelli dei nostri competitor più grandi.

Su che zona siete attivi?

Per ora siamo operativi solo sul territorio atellano. Contiamo di espandere a breve la nostra zona di competenza e perché no, ampliare la sfera dei nostri servizi.